OGGETTI MONOUSO

C.a. Egregio Presidente Regione Campania On. Vincenzo De Luca Egr. Assessore attività produttive, Antonio Marchiello Egr. Assessore Sviluppo e promozione del turismo, Corrado Matera Egr. Assessore all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola Via S. Lucia 81 80132 Napoli E.p.c. Ministero Dell’Ambiente Egr. Ministro, On. Sergio Costa Egr. Sottosegretario, On. Roberto Morassut Egr. Capo di Gabinetto, Prof. Avv. Pier Luigi Petrillo Egr. Capo Segreteria, Dott. Fulvio Mamone Capria Egr. Dott. Riccardo Rifici Egregio Presidente ed egregi Assessori, Vi scriviamo per segnalarvi un tema non secondario, anche per i riflessi negativi che avrà sul settore industriale del territorio e sulla scelta poco ambientalmente sostenibile, inserito nell’Ordinanza della Regione Campania n.48 del 17/05/2020 “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19. Disposizioni ai sensi dell’art.1, comma 16 decreto-legge 16 maggio 2020, n.33.” Ci riferiamo in particolar modo alla valutazione che questa spettabile Regione ha inserito nell’allegato numero 3 “Protocollo di sicurezza anti-diffusione sars-cov2 settore della ristorazione e bar”, citando espressamente: -per i ristoranti: “favorire l’utilizzo di tovaglie monouso o sostituirle per ogni cliente” (art. 2 comma c); -per bar e attività con servizi al banco e al tavolo: “sul banco è bene favorire la messa a disposizione di prodotti monouso” (art. 3 comma g); Si tratta di indicazioni “preferenziali” in favore del monouso che, oltre a non trovare riscontro nei vari protocolli elaborati in materia di ristorazione, dal documento condiviso tra i Presidenti delle 2 Regioni inserito nell’ultimo DPCM del 17 maggio 2020, ai report dell’ISS stessi citati in premessa, potrebbe creare problemi di impatto ambientale nella regione Campania per l’eccesso di rifiuti prodotti. Questa scelta preferenziale del monouso non tiene conto dei processi di trattamento delle stoviglie e del tessile riutilizzabili che assicurano il massimo della qualità igienica anche grazie alle vigenti certificazioni Ci preme a questo proposito segnalare che nelle premesse dell’allegato all’Ordinanza, correttamente, si cita anche il documento tecnico redatto dall’INAIL in collaborazione con l’ISS per la gestione della fase 2 nel settore della ristorazione e approvato dal comitato tecnico scientifico per l’emergenza “Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della ristorazione” elaborato nel maggio 2020 dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – ISBN 978-88-7484-617-7 e che questo nell’identificare le misure precauzionali che debbano essere tenute in considerazione non indica l’uso preferenziale del monouso, ma considera parimenti l’impiego del riutilizzabile purché sanificato, come raccomandato peraltro dalle linee guida regionali per la fase 2. Ma, a questo riguardo, è d’uopo rilevare che nessun bar, ristorante, food o albergo fornisce stovigliame e tovaglie se non accuratamente lavati e sanificati. Alla luce sia degli aspetti igienici mancanti per esprimere una così palese preferenza ma al tempo stesso anche di una mancanza di aspetti ambientali atti a giustificare tale scelta, salvo che la Regione o il Ministero non abbiano cambiato indirizzo verso il monouso, vi chiediamo di modificare tale passaggio “preferenziale” sul monouso al fine di evitare possibili, anzi certe, ripercussioni sul tema rifiuti. Sarebbe opportuno invece valorizzare il ruolo igienico e ambientale delle stoviglie e del tessuto riutilizzabile, e laddove proprio non fosse possibile evitare il monouso, si dovrebbero almeno preferire, in subordine, materiali biocompostabili. Sarà nostra cura chiedere anche al Ministro dell’Ambiente un chiarimento rispetto all’utilizzo indiscriminato del monouso a fronte di un prodotto riutilizzabile, alla luce anche dei progetti green che sono presenti nel settore; citiamo tra tutti i criteri minimi ambientali e il progetto Made Green in Italy. Una scelta preferenziale dei monouso andrebbe in una direzione opposta alle politiche ambientali finora intraprese nella direzione del recepimento della direttiva Single Use Plastics da parte di tutti gli stati membri da luglio 2021, tenendo inoltre conto che si sta osservando un aumento considerevole di rifiuto urbano indifferenziato anche per l’utilizzo inappropriato di DPI (guanti e visiere) in modo massiccio da parte dei cittadini e in contrasto con le linee guida testé richiamate. Nel rimanere a disposizione per ogni ulteriore approfondimento nonché in attesa di un cortese riscontro nel merito di quanto sopra, inviamo i più cordiali saluti. Firmatari CIAK SI SCIENZA, presidente Vincenza Faraco FIPE-CONFCOMMERCIO, delegato Ulderico Carraturo ZERO WASTE CAMPANIA, referente Franco Matrone LEGAMBIENTE CAMPANIA, presidente Maria Teresa Imparato WWF, delegato regionale campano Piernazario Antelmi MAREVIVO, segretario generale Regione Campania Carmine Esposito GREENPEACE Italia, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia Alessandro Giannì LET’S DO ITALY, presidente Vincenzo Capasso FIBA CONFESERCENTI, Presidente Regionale Raffaele Esposito

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *