QUEI MOSTRUOSI TONFI NEL FIUME

fiume foto

 

 

 

Di Vincenzo Tufano

 

 

Tra le numerosi vicissitudini, avvistamenti e incontri ravvicinati che diversi testimoni, alcuni in anonimato e altri in modo palese, mi hanno riportato in questi ultimi mesi spiccano alcuni  casi tra tutti, interessanti e singolari. Un testimone mi disse che:

<< Mi trovavo proprio lungo il greto del Fiume Volturno, era la notte del 20 Marzo, 2019. Stavamo svolgendo un camping con dei miei amici. Eravamo in tenda quando,  credo fossero  le 3:00 di notte, sentimmo un tonfo sordo, un boato   spaventoso proprio nell’acqua, come se un enorme masso fosse stato lanciato nel Fiume da decine di metri di altezza. Tutti uscimmo fuori e in lontananza scorgemmo, al centro del Fiume i postumi di quel presunto tuffo, cioè abbiamo notato come delle onde circolari che si andavano via via diradando, e il tutto fu possibile vederlo grazie alla luce della Luna che illuminava le calme acque. Non poteva essere un pesce, né un roditore, impossibile, a meno che questi animali non  siano mutati, diventando di dimensioni abnormi equiparabili ai 3/ 4 metri. Il tonfo era troppo grande e vasto>>.  In realtà, e ora è giunto il momento di dirlo, anche il sottoscritto e un mio collaboratore abbiamo vissuto la stessa esperienza, un pomeriggio di inizio Aprile, durante un’indagine lungo il Fiume. Né io e né altri miei fedeli collaboratori riuscimmo a identificare la natura di tale fenomeno, così maestoso quanto sconcertante. Un ulteriore testimone invece, che chiameremo Fausto, di Sant’Agata De’ Goti,  esperto e grande conoscitore della Fauna e Flora del posto, una mattina di fine Febbraio, subito dopo l’ ”impatto” con l’acqua fece in tempo a girarsi, osservando solo la parte terminale  di una grossa sagoma scura e  inusuale, che dal greto   saltò in acqua, immergendosi. Una cosa è certa in questi episodi: non vi è un minimo accenno di pericolosità da parte di questa presunta creatura nei confronti dell’uomo. Molti mi chiedono se potrebbe trattarsi di un androide bio-anfibio, testato da qualche Intelligence straniera o italiana, e purtroppo non ho risposte su questo. Un ulteriore elemento che spicca è la possibile capacità camuffante, l’elusività costante e camaleontica  in possesso dell’Entità animata, che molti hanno chiamato ”Saurus Humanoid”.

                               La cronistoria nel mito

E qui ancora una volta è  il passato a suggerirci il possibile sentiero… I racconti del posto, stagnati dal mito, narrano di un ”Drago umanoide multiforme”, il ”Drago dell’Apocalisse”,  che infestava i canneti del Fiume e le caverne montuose ( Piana di Volturara), racconti  che oggi riaffiorano nelle epopee moderne sotto una chiave ”alienologica”.

 Noi siamo sempre dell’idea che quando c’è un qualcosa di vero (qualunque sia l’origine) bisogna divulgare e informare, poi ognuno è libero di pensare ciò che vuole. Non abbiamo certezza di nulla, abbiamo solo fatti oggettivi da presentare, che crediamo, possano solo appassionare e interessare.

NOTA (Per quanto concerne le  indagini che stiamo approntando sul rinvenimento di gigantesche orme lungo il greto del fiume Volturno, correlate alle apparizioni e avvistamenti di un’entità biologica simil /rettiliana in varie località e territori sia del Casertano che del Beneventano, è opportuno precisare alcune note: in occasione di eventuali altri episodi  o risvolti nella vicenda abbiamo deciso di non menzionare pubblicamente i luoghi precisi dove ipoteticamente  nuovi scenari si andrebbero   a delineare,  chi è interessato a sapere di più sul singolo episodio e in modo più approfondito, può contattarmi  al mio indirizzo e-mail  Vincitufi@virgilio.it, oppure direttamente sul  profilo Facebook. Inoltre per segnalazioni è possibile chiamare anche al numero 349 28 92 046).

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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1 Response

  1. Pietro Barone scrive:

    Io sono dell’idea che non c’entra nulla la sperimentazione genetica. Si tratta della razza appartenente all’Homo Saurus che fu visto emerge e immergersi intorno agli anni duemila nel Po’, vicino a Pontelagoscuro se la memoria non mi tradisce. E comunque nel ferrarese. E concordo con Vincenzo, non sono aggressivi verso l’uomo ma non sono dotati dei nostri stessi sentimenti, e non hanno la nostra concezione duale del bene e del male. Di certo è che, se lo avessero voluto ci avrebbero già distrutti. Sono qui da sempre e forse fino a poco tempo fa riuscivano a rendersi più invisibili. Evidentemente qualcosa per loro è andato storto e le cose stanno cambiando.

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