TERRA DI PROGETTAZIONI SOCIALI DOPO LE CONFISCHE.

SANTA MARIA LA FOSSA

di Peppino PASQUALINO

     Grazie al massiccio intervento dello Stato, e alla spinta partecipativa dell’amministrazione comunale, una buona parte del territorio agricolo un tempo in mano alla malavita organizzata adesso è nella disponibilità di imprenditoria sociale ma non conosciuta dalla comunità. Ed è dovere del cronista porre luce non solo sugli aspetti negativi delle azioni umane ma maggiormente su quelle che “ridanno” lustro e possibilità di lavoro a una terra martoriata e depredata dalla prepotenza camorristica.

     L’Agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del Territorio, più conosciuta come “Agrorinasce”, attraverso la piattaforma telematica MONI.T effettua il monitoraggio territoriale sui beni confiscati alla criminalità organizzata, ed ecco che in Via Vecchia di Capua, una arteria antica che costeggiando il Volturno conduceva appunto nella città etrusca, sui beni e terreni confiscati ad Aniello Bidognetti e Francesco Schiavone è sorta la fattoria didattica “Meta” che utilizza una superficie di seimilacinquecento metri quadrati.

     Dieci ettari di terreno agricolo ubicati in località “Sgarrupata”, sempre confiscati alla malavita e restituiti all’utilizzo sociale, una volta utilizzati da Schiavone Saverio Paolo, sono stati trasformati in “centro di agricoltura sociale” attraverso un progetto di recupero.

E ancora un progetto sperimentale al quale partecipa anche il Dipartimento di agraria dell’Università Federico II di Napoli, iniziativa progettuale dedicata su oltre sette ettari di terreno incidenti sul territorio “fossataro” in località “Ferrandelle” (sito rimbalzato all’onore delle cronache nazionali per l’emergenza rifiuti vissuta all’epoca del Governo Berlusconi)per la realizzazione di un impianto di biomasse “con coltivazione dedicata di essenze legnose”, questa la definizione che si legge.

     Tre ettari di terreno agricolo confiscati a Elio Diana in Via Camino, invece, stanno dando vita alla coltivazione di ortaggi a cura della Cooperativa Sociale Aperion che ha partecipato al bando indetto nel 2016 per l’assegnazione gratuita dell’area a soggetti del terzo settore.

     Adesso, dopo l’intervento massiccio da parte dello Stato attraverso l’azione delle forze di polizia e della magistratura, tocca alle forze locali sane, associazioni, sindacati, cittadinanza attiva, scendere in campo per continuare l’opera di ripristino territoriale con iniziative di promozione sociale, culturale e imprenditoriale.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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