UN APPELLO SUI SOCIAL DA PARTE DEI GIOVANI DI A.C.

SANTA MARIA LA FOSSA

di Peppino PASQUALINO

<Ragazzi, vogliamo portarvi la nostra esperienza di Azione Cattolica> – esordisce con queste parole il messaggio inviato ai coetanei dal gruppo giovanile di Azione Cattolica di Santa Maria la Fossa. Un messaggio depositato sui social per raggiungere la platea giovanile fossatara rintanata nelle proprie case a causa della pandemia e nascosta nell’astenia provocata dall’assenza di stimoli, di dialogo, di voglia di sapere, di voglia di conoscere, di voglia di crearsi un futuro sostenibile, di battersi per un ideale.

     I giovani di A.C., invece, in controcorrente, si sono dati da fare e non hanno cercato alibi in questa pandemia, si sono rimboccate le maniche e hanno dato un segno tangibile testimoniando la propria fede, creando momenti di socialità attraverso la messa in scena di <recital>, l’organizzazione di campi estivi per bambini meno abbienti, incontri di preghiera, organizzazione di video in diretta streaming (perdonate l’inglesismo, ndr)per portare Cristo nelle case attraverso la liturgia e il Santo Rosario. E non è poco se si considera il vuoto culturale dell’odierna generazione giovanile fossatara, probabilmente più ricca di titoli accademici (molto spesso acquistati, ndr) ma lontanissima dai livelli intellettuali capaci di emancipare la società locale. 

            E così Gianfranco Cariello, Angelo Cepparulo, Michele Grasso e Irene Mirra hanno coraggiosamente lanciato un appello ai loro coetanei attraverso il breve racconto della loro esperienza associativa <lanciata> attraverso il gruppo facebook.

<Tutto è iniziato per gioco – esordisce Gianfranco Cariello nel suo messaggio – e adesso posso assicurarvi che non riesco più a non mancare agli incontri; grazie all’AC – continua –  sono riuscito ad aprirmi più facilmente con le persone.>  

            Angelo Cepparulo, 23 anni, responsabile del gruppo giovani di A.C., oltre ad una crescita personale ha riscoperto la fede che aveva perso e <grazie al Parroco, don Pasquale Buompane – dichiara – e ai ragazzi del gruppo ho ritrovato la fede dopo anni>. E conclude augurando a tutti i suoi coetanei di fare la stessa esperienza di fede e di testimonianza.

Michele Grasso, 17 anni, ancora inserito per età nel gruppo <giovanissimi>, ma prossimo all’ingresso in quello giovanile, consiglia ai suoi amici di entrare a fare parte di questo gruppo associativo; il gruppo, come lui stesso dichiara sui social, lo ha sostenuto nei momenti difficili e lo ha fatto crescere nella fede e nei rapporti con gli altri.

Infine Irene Mirra, 19 anni, unica rappresentante del mondo giovanile femminile all’interno dell’Azione Cattolica, frequenta il gruppo da tre anni. <È un percorso di formazione e di crescita spirituale e personale che mi aiuta a migliorare aspetti della mia vita a partire dal rapporto con me stesso e con gli altri> – racconta sul gruppo social – <Nel corso delle riunioni, partendo da un tema generale si sviluppano delle riflessioni – continua Irene  – che mi portano sempre a riflettere e crescere nella fede. <Dall’esperienza di gruppo  sostiene  – si creano anche dei rapporti sinceri con chi ne fa parte e molto spesso si condividono pensieri e punti di vista, senza paura di essere giudicati, come se si stesse discutendo in famiglia>. E conclude: <Far parte dell’Azione Cattolica è una scelta, un impegno che, se preso, poi ripaga, in particolar modo quando si organizzano attività anche con i piccoli di A.C., dove non mancano mai momenti di gioia. Si cresce e ci si responsabilizza; credo sia un’esperienza formativa per tutti coloro che hanno voglia di migliorarsi>.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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