+ VANGELO (Gv 17,11-19)

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Mercoledì 16 maggio 2018

VII Settimana di Pasqua

+ VANGELO (Gv 17,11-19)

Siano una cosa sola, come noi.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, pregò dicendo: «Padre Santo, custodiscili nel tuo Nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, Io li custodivo nel tuo Nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora Io vengo a Te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua Parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come Io non sono del mondo. Non prego che Tu li tolga dal mondo, ma che Tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come Io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua Parola è Verità. Come Tu hai mandato Me nel mondo, anche Io ho mandato loro nel mondo; per loro Io consacro Me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella Verità». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù continua a spiegare agli Undici che l’amore deve prevalere su tutto, proprio l’amore è la prova dell’unità dei cristiani. Non sempre l’unità è stata presente nella Chiesa, non è presente in molte parrocchie e quale motivo respinge questa unità? L’egoismo e la superbia sono le cause principali della frattura di ogni armonia.

Ovunque avvengono contrasti, in molti casi si arriva alla determinazione dell’incompatibilità tra diverse esigenze e comportamenti.

Nelle famiglie, al lavoro, tra gli amici, ovunque sorgono conflitti, contese, divergenze, e in tutti i casi ovviamente ci sono persone schierate nelle due parti opposte, convinte di avere ragione. Qual è il rimedio? Non è opportuno né educativo lasciar passare tutto e fare silenzio per amore della pace, in questo modo si cerca il proprio tornaconto e non l’unità.

Ci vuole equilibrio nel saper valutare le reazioni di chi non è incline all’armonia e cerca anche pretesti futili per istigare gli altri. Per capire chi non segue l’Amore di Gesù e non crede, bisogna innanzitutto amarli così come sono, e l’aiuto più grande è quello di farli rientrare in sé con parole sincere e amorevoli.

Ci sono molte circostanze in cui si è costretti a restare nello stesso ambiente lavorativo o in famiglia con chi non ama la pace perché la pace non la porta dentro. Allora, cosa si fa? Noi conosciamo il metodo insegnato da Gesù e dobbiamo sforzarci di viverlo, ma non è facile e solo l’amore che ci dona lo Spirito Santo, rende capaci di amare, perdonare e anche aiutare chi non ha Fede.

Non è mai facile vivere insieme ad altri, salvo rari casi dove l’armonia regna perché vi abitano persone buone e sincere. Dove abitano numerose persone in famiglia o in altri contesti, lavorativi o parrocchiali, scaturiscono spesso conflitti ed incomprensioni, ma questo dobbiamo comprenderlo e pregare per chi non ha ancora conosciuto l’Amore di Dio.

Non è una sorpresa accennare ai contrasti presenti anche nei conventi e nei monasteri di clausura, dove si scontrano caratteri forti o difficili e in mancanza di umiltà e profonda preghiera, l’orgoglio acceca e fa sconnettere le menti. Anche una sola persona può far scaturire un “inferno” in un convento o in un monastero, e la storia ci dice che non sono i paramenti sacri a rendere santa una persona.

Questo per dirvi che l’unità richiesta da Gesù è una conquista impegnativa e si ottiene solo con la vita obbediente e molta preghiera.

La pace interiore è un dono del Signore che si richiede ripetutamente, non c’è mai pace nei cuori che non desiderano possedere la vera pace. Vivono senza impegno spirituale, non meditano sulle virtù e non le conoscono, non fanno santi propositi per convertirsi davvero e così seguire Gesù nella verità.

“Padre Santo, custodiscili nel tuo Nome, perché siano una sola cosa, come noi”.

È possibile raggiungere una pace duratura nelle famiglie quando Gesù è amato da tutti, ed insieme a Lui prendono come impegno la costruzione dell’unità, per ottenere una intesa favorevole a tutti, per l’affiatamento e la solidarietà che si sono creati.

La famiglia, la parrocchia e ogni comunità di preghiera devono diventare una fraternità che ama e cresce nella Fede per donarla a tutti.

1 Ave Maria per Padre Giulio

P.S.= Vi invito a recitare questa breve preghiera per una mia intenzione.

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a Te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di satana, io chiedo umilmente di mandare legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia, liberino da ogni male e li respingano nell’abisso. Amen”.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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