+ VANGELO (Gv 3,13-17)

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Venerdì 14 settembre 2018

XXIII Settimana del Tempo Ordinario

Esaltazione della Santa Croce

+ VANGELO (Gv 3,13-17)

Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’Uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Nessuno è mai salito al Cielo, se non colui che è disceso dal Cielo, il Figlio dell’Uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’Uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La parola croce fa immediatamente pensare alla sofferenza, a qualcosa di doloroso e insopportabile. Il linguaggio della società si contrappone a quello di Gesù Cristo, anche in questo caso l’interpretazione che ne dà Lui è totalmente diversa.

Innanzitutto, insegna che ognuno diventa forte quando riesce a prendere la propria croce, di qualsiasi natura, e la prende con amore anche senza capirne la ragione. Avvengono tanti fatti incomprensibili e la maggior parte delle persone non si rende conto degli errori, scaricando le responsabilità sempre sugli altri.

Soprattutto quando sono presenti traumi psichici, disturbi dissociativi, comportamenti che si evidenziano come anomali.

I persistenti sintomi di alterazione delle funzioni cognitive e percettive, del comportamento e dell’affettività, richiedono cure psichiche.

Dobbiamo innanzitutto fare una distinzione tra il termine croce inteso come sofferenza che si porta con difficoltà e la Croce simbolo di salvezza, dove venne crocifisso Gesù Cristo. Non si deve confondere la sofferenza non accettata e vista come una disgrazia o una rovina familiare.

Nelle famiglie spesso sono presenti molte croci, intese come sofferenze create da qualche familiare con i suoi comportamenti per la sbagliata comprensione degli eventi. Molte divergenze nascono dall’orgoglio e dalla determinazione di imporre le proprie convinzioni, che spesso non nascono da una mente obiettiva.

È molto importante conoscersi bene per saper misurare le virtù e i propri limiti, per comprendere con maggiore lucidità che non tutti i pensieri che arrivano alla mente sono i migliori o sono corretti. Il male può causarselo la stessa persona, un male prima interiore, che viene esternato e diventerà causa di litigi con quanti vivono insieme.

Le croci fanno stare male, questo è il pensiero del mondo pagano e non solo, ma con Gesù ogni croce che si porta addosso diventa un mezzo per avvicinarsi a Lui. Il Signore non manda croci a nessuno, sono gli uomini a confezionarle per se stessi o per scaricarle sugli altri.

Il Signore può permettere delle croci per motivi soprannaturali e solo a quanti considera capaci di portarle, meritevoli della sua attenzione, ma non sono mai superiori alla capacità di resistenza di ognuno.

Oggi è la festa dell’esaltazione della Santa Croce, la Chiesa porta in trionfo la Croce di Cristo perché per suo mezzo Gesù ha redento l’umanità, ha riportato l’amicizia con il Padre, ha sconfitto satana e tutto quello che era sotto il suo dominio.

Poteva salvare l’umanità in un altro modo, la scelta della crocifissione e della Croce indicano il modo migliore per mostrare agli uomini di tutti i tempi quanto è infinito l’Amore di Dio. Gesù è stato incompreso anche in questa coraggiosa decisione e rimarrà l’Incompreso per molti.

Senza l’accettazione della Croce e la sua tremenda morte, non potremmo chiedere a Gesù di aiutarci a portare le nostri piccoli e grandi croci, non comprenderemmo mai l’Amore che ha adesso per ognuno di noi.

Gesù ha portato sulla Croce i peccati di tutti i tempi, Lui si è fatto peccato per espiarlo davanti al Padre. Il peccato e la mancata gratitudine degli uomini sono le cause della morte in Croce del Signore. Questo ci dice che ogni peccato, ogni ingratitudine, sono gesti di indifferenza verso Gesù.

Con la sua morte in Croce tutte le croci che portano con serenità le persone, diventano saggezza, elevano l’anima e si vive vicini a Lui.

Solo con l’accettazione delle proprie croci si diventa capaci di unirle alla Croce di Gesù e di rendere così infinite anche le piccole croci.

La sofferenza non è più vista come tale se si scopre il valore espiatorio che portano le piccole e grandi croci, esse danno una forza superiore che viene dallo Spirito Santo. Le croci considerate un peso e una terribile sofferenza, si alleggeriscono notevolmente se si prega molto il Santo Rosario e si chiede alla Madonna l’aiuto per superare le prove impegnative della vita.

Oggi mettiamoci davanti una Croce e adoriamola, su Essa Gesù ha trovato un trono, ha regnato e ha riscattato ognuno di noi.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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