+ VANGELO (Lc 1,39-45)

Vangelo

Venerdì 21 dicembre 2018

Feria propria di Avvento

+ VANGELO (Lc 1,39-45)

A cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me?

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta Tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata Colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore Le ha detto». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La visita compiuta da Maria Santissima alla cugina Elisabetta è ricolma di carità, della disponibilità e del mettersi a servizio dell’Amore. Lo aveva detto poco tempo prima nell’Annunciazione all’Arcangelo Gabriele: «Ecco la Serva del Signore: avvenga in Me secondo la tua parola».

La disponibilità totale a Dio della Vergine non è stata improvvisata, Lei pur essendo l’Immacolata Concezione si impegnava ogni giorno per agire con un amore pienamente donativo verso il prossimo.

Il suo immediato viaggio per aiutare la cugina Elisabetta, era animato da un infinito Amore che portava in Lei, c’era Dio incarnato in Lei e questo dovrebbe far drizzare le orecchie a tanti cattolici che sono scivolati su posizioni protestanti e minimizzano le grandezze della Madre di Dio. La Fanciulla Maria nell’Incarnazione divenne Madre di Dio.

C’è chi accusa la Madonna di essere stata eccessivamente agevolata dai grandi doni ricevuti dalla Santissima Trinità, ignorando che Ella fino all’Annunciazione non conosceva il progetto della sua maternità verginale e la sua vita spirituale era molto più impegnativa rispetto a tutti noi, ma solo Lei poteva far tremare e suscitare disagi di ogni genere a tutti i diavoli.

Gli sforzi compiuti dalla Madonna per superare grandi difficoltà possiamo raffrontarle alla sua dignità, questo spiega i molti tentativi dei diavoli di arrecarle fastidi. La sua fu una vigilanza costante agli attacchi dei diavoli, essi vedevano in Lei la Donna perfetta, ma non avevano la certezza sulla Donna della Genesi.

«Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,15).

La Vergine Maria anche se era stata adornata di grandezze che fanno parte del mistero mariano, anche se perfetta in sé, avvertiva e lottava le tentazioni, era perseguitata anche dai suoi parenti e la diffamazione principale riguardava la sua eccessiva bontà.

Non era come gli altri esseri umani e questi non potevano capire il mistero racchiuso in Lei anche prima dell’Incarnazione di Dio in Lei.

La sua carità intesa come amore e compassione, fu una delle stelle che brillavano sulla sua Persona, e solo i puri potevano accorgersene.

La più brava fu la cugina Elisabetta. Era molto spirituale e lo Spirito Santo non aveva difficoltà ad agire in lei e di illuminarla per orientarla verso la verità. Non appena Elisabetta sentì la voce di Maria Vergine, il bambino «sussultò nel suo grembo» ed ella «fu colmata di Spirito Santo».

In questo breve quadro scopriamo la potentissima azione mediatrice della Madonna, Ella non pregò in quel momento perché aveva salutato e si apprestava ad entrare, in realtà la sua Persona era già trasfigurata, diventata preghiera. Senza considerare che portava nel suo grembo il Verbo eterno, lo stesso Dio.

Tutto quello che faceva la Madonna era preghiera anche se aveva quindici anni di età, anche il suo dormire era preghiera di lode a Dio.

Il cristiano deve prendere come modello la Madre per conoscere bene il Figlio, deve chiedere ogni giorno a Lei l’aiuto necessario per pregare di più e lasciarsi guidare docilmente dall’azione dello Spirito Santo.

Ella non trovò giustificazioni umane per evitare di fare un lungo viaggio con l’asino per raggiungere Elisabetta, al contrario, si sacrificò per vivere la carità perfetta e offrire a Dio il rinnegamento in ogni istante della sua vita.

In Maria troviamo tutte le virtù praticate con eroismo, ammirandola scopriamo che con Lei il nostro cammino diventa deciso, semplice e sicuro.

Lo Spirito Santo La guidava verso le altezze spirituali, trovando in Lei totale docilità a Dio e la gioia totale di voler piacere solo a Dio.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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