+ VANGELO (Lc 5,33-39)

bg_vangelo

Venerdì 7 settembre 2018

XXII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 5,33-39)

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La Parola di oggi si inserisce nel contesto della chiamata del pubblicano Levi, di Matteo, che diventerà Apostolo e Santo. «Dopo ciò Egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi!”. Egli, lasciando tutto, si alzò e Lo seguì» (Lc 5,27-28).

Una conversione clamorosa se si considera che Matteo era ricco, esattore delle tasse per Roma riusciva a guadagnare molto denaro e solo con la Grazia di Dio, riuscì a lasciare tutti i beni per seguire un Uomo che predicava, considerato un grande Profeta.

C’è un altro modo per vivere in comunione con Gesù conservando i beni necessari per vivere dignitosamente: non avere affetto per i beni materiali. Utilizzarli senza considerarli idoli, senza riporre in essi la speranza della felicità, che non può mai arrivare.

Ieri abbiamo letto della pesca miracolosa avvenuta di giorno, mentre nella notte precedente Pietro e gli altri da soli, senza la presenza di Gesù, non avevano pescato nulla. Rimasero sbalorditi del miracolo dell’abbondante pesca per il comando del Signore, e questo avvenne perché obbedirono alla Volontà di Gesù, la misero in pratica. «Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano».

Matteo lasciò tutto quando si sentì chiamato da Gesù: «Seguimi». Pietro e gli altri dopo la pesca miracolosa, «lasciarono tutto e Lo seguirono».

Gesù sceglie i suoi Apostoli suscitando in essi il desiderio di seguirlo, come avviene con la chiamata al sacerdozio di molti, ma rimane ad essi la libertà di lasciare davvero tutto per adorare solo Dio oppure rimanere con le stesse attrattive del passato e fallire nella loro missione sacerdotale.

Il dato che ci arriva dalle risposte di Pietro, Matteo e degli altri, è il distacco da tutti i loro interessi per dedicarsi esclusivamente alle cose di Dio. Solo con il cuore puro e libero dagli affetti terreni diventa possibile compiere un santo apostolato, soprattutto molto gradito al Signore.

Gesù chiama amici intimi -amici dello sposo-, quelli che Lo seguono, noi. Siamo stati invitati a partecipare più intimamente alle sue gioie, al banchetto nuziale, figura dei beni senza fine del Regno dei Cieli. In varie circostanze il Signore si rivolge ai suoi con l’alto titolo di «amici».

Un giorno il Maestro stendendo la mano sui discepoli, pronunciò queste parole consolanti: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli».

E ci insegnò che chi crede in Lui e corrisponde con opere -«chiunque fa la Volontà del Padre mio»– occupa nel suo Cuore un posto di predilezione ed è unito a Lui con vincoli più stretti di quelli di parentela.

Nel discorso dell’Ultima cena dirà loro, con semplicità e sincerità commoventi: «Come il Padre ha amato Me, così anch’Io ho amato voi… vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi».

Il Signore volle essere esempio di vera amicizia e fu accogliente con tutti, e tutti attraeva con speciale tenerezza e affetto. Diventava un amico fedele e generoso per tutti. La sua Persona emanava un’attrattiva che San Girolamo paragonò a quella di una straordinaria calamita.

Gesù ci chiama amici, ma noi ci comportiamo da veri amici con Lui?

Ci insegna ad accogliere tutti, ad accrescere e affinare continuamente la nostra capacità di amicizia. Gesù annoverò amici tra tutte le classi sociali e professioni, di età e di condizioni molto diverse: da persone di grande prestigio sociale, come Nicodemo o Giuseppe d’Arimatea, fino a un mendicante come Bartimeo.

Non dobbiamo mai stancarci di riflettere sul fatto che il Signore ci ama.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *