+ VANGELO (Lc 6,12-19)

Martedì 12 settembre 2017

XXIII Settimana del Tempo Ordinario

 

Santissimo Nome di Maria

 

+ VANGELO (Lc 6,12-19)

Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti. Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La preghiera di Gesù è un dialogo amoroso con il Padre, sceglie le notti per il silenzio e la maggiore disponibilità di tempo senza la presenza della gente che chiede miracoli. Nella traduzione del 1974 non viene inserito che Gesù pregava Dio, sarebbe stato almeno più corretto tradurre che pregava il Padre.

Come scritto la preghiera di Gesù era lode, amore, dialogo, ringraziamento, dedizione piena, condivisione della sua missione terrena.

Il Vangelo inoltre spiega che “gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne”, cercavano Gesù per “ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie”. San Luca precisa e distingue che “anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti”.

È una precisazione biblica molto importante per la negazione degli esorcismi negli ultimi decenni dai teologi, sacerdoti e vescovi, e avanzano ipotesi bizzarre, come quella che Gesù non operava esorcismi in quanto quelle persone disturbate non erano possedute ma ammalate. Cosa ne possono sapere loro?

Sicuramente sono consapevoli di tradire il Vangelo e di negare la Parola di Dio, tant’è, essi sono gioiosi nell’insegnare le loro falsità. Potrebbero fare almeno la prova della consistenza delle loro tesi, sottoponendosi ad un solo esorcismo per conoscere quale reazione avrebbero…

Negli esorcismi che molti bravi Sacerdoti compiono sulle persone possedute o disturbate, emerge una Verità meravigliosa ed è il terrore dei diavoli al sentire solo il Nome di Maria Santissima.

È vero che tremano al Nome di Gesù ma resistono perché Lui è Dio, superiore a loro, mentre non sopportano che una Creatura dia a loro ordini intransigenti pur essendo di natura inferiore alla loro che è angelica.

Leggiamo alcuni stralci di dialoghi tra un esorcista e i diavoli durante l’esorcismo.

“Esorcista: In Nome della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in Nome di Maria, l’Immacolata Concezione, dì ciò che Dio ti impone di dire; solo la verità, su tutto il resto taci!

Demonio: Io parlo solo quando l’Altissimo o Quella (si riferisce alla Madonna) lo vogliono e mi costringono a questo. Se dipendesse da me, io non parlerei. Noi non vorremmo mai parlare, non avremmo mai voluto dire tutto ciò che l’ossessa ha dovuto dire. Noi vorremmo tacere tacere… tacere… (Grida). Io non voglio parlare”.

Leggiamo una storia di esorcismo che ha visto la liberazione di due innocenti creature, Teobaldo e Giuseppe Burner, dovuta alla potenza della Grande Signora, la Vergine Maria. Avvenne nel 1869.

«Uno degli esorcismi più famosi è quello che liberò dal demonio i due fratelli Burner, Teobaldo di 10 anni e Giuseppe di 8. Abitavano a Illfurt, un villaggio dell’Alsazia. Non si contano i fenomeni strani legati a loro.

Coricati sul dorso, si voltavano e rivoltavano per ore, con la velocità di una trottola e senza poi sentire stanchezza. Parlavano molte lingue e dialetti, preannunciavano eventi futuri, annunciavano fatti lontani. Talvolta, il loro corpo si gonfiava in maniera smisurata, per cui diventavano furiosi.

Se qualcuno avvicinava loro un oggetto sacro (un Crocifisso, una medaglietta, una Corona del Rosario), si arrabbiavano da forsennati.

In compenso, pronunciando vicino a loro i Nomi di Gesù e di Maria, tremavano come foglie al vento.

Durante un esorcismo fu chiesto loro:

+ “Che cosa odiate di più dei Cristiani, voi demoni?”.

– “La devozione alla Grande Signora”, fu la risposta.

+ “E che cosa vi fa più paura, nelle case dei Cristiani?”

– ”L’immagine della Grande Signora”.

+ “Contro chi non potete fare nulla di male?”

– ”Contro i devoti della Grande Signora che invocano il suo Nome”.

Il Vescovo di Strasburgo, Mons. Raess, al corrente dei fatti, rimaneva incredulo e lasciò passare cinque anni prima di autorizzare gli esorcismi su queste creature. Il primo fu fatto a Teobaldo. Portato a forza in una Cappella e tenuto fermo da tre uomini, si dimenava come un forsennato. L’esorcista, Padre Souquat, recitò le preghiere prescritte e poi iniziò l’interrogatorio.

+ “Ti ordino in Nome di Dio, dimmi chi sei!”.

– “Che te ne importa, cornacchia?”, fu la risposta poco elegante del diavolo, che aggiunse: ”Lo dirò a chi vorrò!”.

+ L’esorcismo continuava: ”Ti ordino, satana, esci da questa creatura!”.

– “Non posso; la mia ora non è ancora giunta”.

Dopo tre ore, l’esorcista, madido di sudore, interruppe e rinviò il seguito dell’esorcismo al giorno dopo. Terminate le preghiere del Rituale, riprese l’interrogatorio:

+ “Ti ordino, in Nome della Chiesa Cattolica, in Nome di Dio e nel mio nome di Ministro di Dio: dimmi quanti siete!”.

– ”Cosa te ne importa, ignobile zucchetto!”.

+ ”Ritorna all’inferno, dove il tuo posto è sempre pronto…”.

– “La mia ora non è venuta. Non me ne vado!”.

Il Padre Souquat prese in mano una statuetta della Santissima Vergine e ricominciò a ordinare al diavolo:

“Allontanati, spirito immondo, dalla vista dell’Immacolata! Parti al più presto”.

Il demonio gettò allora un grido e poi gemette:

– “Adesso sono costretto a cedere”.

Il fanciullo si contorse come un serpente e poi cadde a terra come morto. Il demonio era fuggito. Senza difficoltà il povero bambino si risvegliò e si guardò attorno. La madre piangeva commossa e accompagnò a casa il figliolo liberato.

Poi fu la volta di Giuseppe. Fissato il giorno, si procedette all’esorcismo.

Durante la Messa il demonio gridò: “Io non partirò!”.

Si ripeterono più volte le formule di esorcismo, per circa tre ore. Alla fine l’esorcista esclamò:

“In Nome di Maria Vergine Immacolata, ti ordino di abbandonare questo fanciullo!”.

–       E il demonio cedette: “Adesso bisogna che io me ne vada…”.

Dopo alcune convulsioni, il piccolo Giuseppe si calmò; per un po’ rimase immobile, poi, come svegliandosi dal sonno, si dimostrò sbalordito di trovarsi in quel luogo e con quelle persone. La commozione e la gioia dei presenti si può ben immaginare.

Si volle che questi fatti straordinari venissero ricordati.

A Illfurt, in un giardino di fronte alla casa dei Burner, è stata innalzata sopra una colonna di granito una statua dell’Immacolata in bronzo dorato, alta 10 metri. Alla sua base un’iscrizione recita: “A perpetuo ricordo della liberazione dei due fanciulli indemoniati Teobaldo e Giuseppe Burner, dovuta all’intercessione della Beata Vergine Immacolata, nell’anno del Signore 1869”».

Ringraziamo di continuo la Vergine Santa chiamandola con il suo Nome, Madre Maria, e al sentire queste parole i diavoli fuggono.

Ripetiamo nella giornata molte volte il Santissimo Nome di Maria, oltre nell’Ave Maria del Rosario, in noi crescerà un  grande amore per Lei.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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