+ VANGELO (Lc 6,12-19)

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Martedì 10 settembre 2019

XXIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Lc 6,12-19)

Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da Lui usciva una forza che guariva tutti. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

L’inizio del Vangelo di oggi arreca grande amarezza, come spesso accade quando si legge la nuova traduzione della Bibbia. Esiste inoltre un’altra traduzione compiuta da cattolici e protestanti riuniti insieme e si chiama Bibbia interconfessionale.

Un gruppo di studiosi cattolici e protestanti per anni hanno lavorato insieme e possiamo immaginare il taglia e cuci per sminuire e sostituire.

La nuova traduzione presenta diversi cambiamenti rispetto a quella che si è conosciuta per questi millenni ed è rappresentata ottimamente nella traduzione del 1974, poi nel 2008 è venuta fuori questa nuova traduzione che confonde in più parti, e si spinge anche oltre, alterando passaggi molto importanti.

Per esempio, l’inizio del Vangelo di oggi presentato nella versione CEI 2008 è un po’ strano: «In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio». Quelli poco esperti della Parola di Dio trovano una grande confusione in questa affermazione. Se Gesù è Dio perché deve pregare Dio?

È una manovra per ridimensionare Gesù, per renderlo meno soprannaturale e facilitare l’operazione dell’inconscio per percepirlo come non Dio. Un’operazione premeditata dai prelati non più obbedienti a Dio e con il coinvolgimento di teologi cattolici privi anch’essi di amore verso Gesù.

Nella versione della Bibbia CEI del 1974 viene scritto diversamente: «In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione». Questa è la tradizione originale e anche logica, credibile e ragionevole. Inoltre, Dio che aveva rivelato la Parola veritiera non la cambia con il suo opposto, semmai ne facilita una maggiore comprensione.

Lo afferma la Bibbia che Gesù trascorse la notte in colloquio con suo Padre e l’infinito Amore dello Spirito Santo si muoveva in maniera circolare.

Gesù Cristo era simultaneamente viatore e comprensore. Viatore significa che era soggetto a tutte le vicende della vita presente, compresa la sua Passione e Morte. Comprensore significa che la sua anima godeva della visione beatifica. E la godeva in maniera infinitamente più perfetta di come la possano godere gli Angeli e i Santi in cielo.

Il dialogo fiducioso che Gesù aveva in quel tempo con il Padre, vuole stabilirlo con ognuno di noi, anche se con noi si trova a conversare con persone deboli, ferite interiormente, incapaci di superare le tentazioni, privi della conoscenza adeguata per praticare le virtù.

Il Signore crede comunque in ognuno di noi e nonostante i molti peccati impressi nell’anima dei peccatori e i tradimenti contro il suo Amore, è sempre pronto a perdonare quanti si pentono. Lui non conserva mai irritazione e dimentica presto le doppiezze dei peccatori.

Rimangono le miserie umane ma Gesù continua a credere in ognuno di noi. Dobbiamo cercare di migliorare e di conoscere la Parola di Dio.

Il Vangelo ci presenta alcuni passaggi significativi, come la preghiera notturna di Gesù, il colloquio con suo Padre, la scelta dei Dodici.

Gesù pregava ma già il suo parlare era preghiera, Gesù era ed è la preghiera incarnata.

C’è una ragione per la prolungata sosta notturna in colloquio con il Padre. Soprattutto quando conversava con il Padre, il suo Corpo trovava il migliore riposo dopo lunghe ore di cammino tra le città, le lunghe predicazioni e le persecuzioni subite.

Il riposo più soave di Gesù era quello di restare la notte a colloquio con suo Padre.

Gesù rimaneva in tutti i momenti unito al Padre, quindi Figlio e Padre si scambiavano incessantemente concetti ineffabili. La notte però rimaneva il momento in cui anche il Corpo di Gesù trovava ristoro contemplando il Padre. Un dialogo amorevole che noi chiamiamo preghiera, piena di affetto nel silenzio palpabile.

Non aveva bisogno dei consigli del Padre per scegliere i Dodici, dato che Padre e Figlio li avevano scelti dall’eternità.

Rimane comunque evidente che prima di ogni scelta importante, Gesù trascorreva particolarmente la notte in preghiera. Non tanto per avere suggerimenti, Egli faceva passare dalla Volontà del Padre quanto già sapeva come migliore e stabilito. La delicatezza degli innamorati.

Era un grande segno di obbedienza al Padre da parte del Figlio che si era incarnato per Amore del Padre e la Volontà di Gesù era la stessa del Padre.

Sono passaggi molto importanti per la nostra Fede e per conoscere come procedere in questo cammino, per fare anche noi la Volontà del Padre.

L’insegnamento più bello che possiamo trarne è quello di pregare prima di compiere qualsiasi azione. Di pregare mentre si svolge l’azione. Tutti sono momenti migliori per pregare e se non riusciamo a farlo con le parole, la mente può sempre elevarsi verso l’alto e ringraziare, chiedere aiuti e protezione.

La nostra vita deve diventare preghiera.

È possibile arrivare a questa spiritualità elevata frutto della preghiera ininterrotta, non solo quella vocale o mentale, soprattutto con la vita!

Bisogna determinarsi a vivere in ogni circostanza come vuole Gesù, nella piena onestà e verità, nella ricerca del bene altrui senza avere sussulti egoistici, nel donare pace e gioia a quanti incontriamo, senza giudicarli mai né screditarli per invidia o perfidia.

Quando amiamo con cuore puro in realtà noi preghiamo, così se siamo pazienti, gioiosi, pensiamo bene di tutti, aiutiamo i bisognosi, siamo disponibili, generosi e benevoli. Tutto quello che facciamo di buono e che corrisponde alla Volontà di Dio, diventa preghiera. Per questo, ogni momento della nostra vita può diventare preghiera.

È sufficiente mettere l’intenzione di voler dare gloria a Dio, così uniamo la nostra volontà alla Volontà di Gesù, facciamo tutto insieme a Gesù.

Ogni nostra opera e ogni parola diventano di valore infinito se Gesù è in noi e noi viviamo sempre nella sua Volontà.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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