VANGELO (Mt 13,54-58)

BIBBIA-APERTA

Venerdì 31 luglio 2015
XVII settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 13,54-58)
Non è costui il figlio del falegname? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il Figlio del falegname? E sua Madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Scandalizzarsi a causa di Gesù risultava un gesto avventato e puerile, una reazione dettata non dalle prove raccolte dai paesani, essi reagivano solo per sentito dire. Da sempre c’è stata negli uomini e nelle donne la forte inclinazione a giudicare senza processo qualcuno che non ispira simpatia o verso cui si prova invidia.
Gesù sapeva bene che nella sua patria sarebbe stato guardato con diffidenza, senza amore, perché l’essere Figlio di un falegname e l’essere stato visto per molti anni come un umile artigiano rendeva difficile ai nazaretani riconoscere in Lui almeno un grande Profeta.
Effettivamente si chiedeva troppo a gente chiusa nei suoi schemi mentali prestabili, sicuramente la colpa dei paesani è stata quella di avere rifiutato anche solo un accenno di riflessione sulle opere compiute da Gesù altrove e sull’insegnamento nuovo che annunciava.
Il pregiudizio distrugge la serenità e impone valutazioni sbagliate nelle persone più deboli.
Giudicare dall’apparenza o, peggio ancora, dal sentito dire, è un’operazione di preclusione, si chiude prima ancora di nascere qualsiasi possibilità di stabilire un dialogo con qualcuno. La prevenzione intesa come pregiudizio non è un atto dettato dalla verità, anzi si cade nel peccato grave quando si condanna senza alcuna prova morale.
La fissazione su un giudizio e l’incapacità di rimuoverlo, disturbano la persona e non è mai libera di agire con obiettività.
I nazaretani si bloccarono sul giudizio negativo verso Gesù e neppure le sue parole chiarificatrici riuscirono a rimuovere quella chiusura. Gli abitanti di Nazaret non riuscivano proprio ad accettare che il Figlio di Giuseppe sarebbe stato Colui che il profeta Isaia aveva annunciato con parole solenni.
Da qui l’amara constatazione di Gesù: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”.
Non angustiatevi se qualche familiare disapprova la vostra vita spirituale o vi deride quando pregate, Gesù ha detto come vanno queste cose.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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