+ VANGELO (Mt 15,1-2.10-14)

vangelo dalla terra dei fuochi

Martedì 8 agosto 2017

XVIII Settimana del Tempo Ordinario

 

San Domenico

 

+ VANGELO (Mt 15,1-2.10-14)

Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata.

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed Egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Nello stesso periodo della predicazione di San Francesco d’Assisi, Dio si compiacque di inviare un altro grande Santo, più preparato nelle Scritture e coraggioso oppositore delle eresie che serpeggiavano con facilità in Italia e in Francia.

San Domenico è nato in Spagna nel 1170, quasi coetaneo di San Francesco, famoso nel mondo per avere diffuso il Santo Rosario. A Lui la Vergine Maria rivelò le meravigliose promesse di abbondanti Grazie a quanti recitano la benedetta Corona con devozione. Leggiamole.

1) “A tutti quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario, Io prometto la mia protezione speciale e grandissime Grazie”.

2) “Chi persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà Grazie preziosissime”.

3) “Il Rosario sarà un’Arma potentissima contro l’inferno; esso distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie”.

4) “Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!”.

5) “Colui che si affida a Me con il Rosario, non perirà”.

6) “Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Se è peccatore, si convertirà; se è giusto, crescerà in Grazia e diverrà degno della vita eterna”.

7) “I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa”.

8) “Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la Luce di Dio, la pienezza delle Sue Grazie e parteciperanno dei meriti dei Beati”.

9) “Libererò molto prontamente dal Purgatorio le Anime devote del mio Rosario”.

10) “I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in Cielo”.

11) “Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete”.

12) “Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da Me in tutte le loro necessità”.

13) «Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della “Confraternita del Rosario” abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i Santi del Cielo».

14) “Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo”.

15) “La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione”.

Il termine predestinazione non significa assenza di libero arbitrio, rimane ovviamente la libertà decisionale personale, qui per predestinazione s’intende la maggiore possibilità di salvare eternamente la propria anima. Chi recita il Santo Rosario riceve Grazie particolari, soprattutto viene di continuo visitato dallo Spirito della Madre di Dio.

La meditazione delle 15 promesse della Madonna a San Domenico vanno rilette attentamente, meditate con particolare interesse.

Nel meraviglioso quadro della Madonna di Pompei è presente San Domenico mentre riceve la Corona del Santo Rosario da Gesù Bambino.

Una delle apparizioni della Madonna a San Domenico è particolarmente interessante per la rivelazione della potenza del Santo Rosario e fu con questa benedetta preghiera che il Santo sconfisse gli eretici Catari. Il catarismo fu un movimento ereticale molto pericoloso e si insinuava con facilità nel Cristianesimo, portando molti cristiani a lasciare la Chiesa.

I catari diffusero nel basso Medioevo, e in particolare tra il 1150 e il 1250, un’eresia dualista che si fondava essenzialmente sul rapporto oppositivo tra materia e spirito. La dottrina catara fu assimilata al suo apparire a quella del manicheismo e dei bogomili dei Balcani: con questi ultimi tuttavia aveva molti punti in comune.

Gli eretici Catari, predicando e dando l’esempio di una vita austera e povera, avevano buon gioco sul popolo a causa del lusso, dell’ignoranza e talvolta della vita dissoluta del clero, sostanzialmente contrario alla riforma voluta nel secolo XI da Papa Gregorio VII.

Per vincere, bisognava combattere i Catari sul loro stesso terreno, associando alla predicazione, povertà e austerità di vita; così avevano già cominciato a fare Padre Diego e Padre Domenico il quale poi imperniò il suo apostolato su dibattiti pubblici, colloqui personali, trattative, predicazione, opera di persuasione, preghiera e penitenza appoggiato dal Vescovo di Tolosa, Folco di Marsiglia.

San Domenico come vediamo utilizzò molto i dibattiti pubblici, la predicazione e la penitenza, ma fu la preghiera del Rosario a farlo trionfare sugli eretici. È famosa l’apparizione della Madonna a Lui quando gli ha spiegato il modo per sconfiggere le eresie e convertire gli eretici alla Santa Chiesa.

Durante la sua permanenza a Tolosa, come ci racconta il Beato Alano della Rupe, Padre Domenico ebbe una visione della Vergine Maria che gli additò il Rosario come la preghiera più efficace per combattere le eresie senza violenza.

Nel 1212 San Domenico a Tolosa ebbe una visione della Vergine Maria e la consegna del Rosario, come richiesta a una sua preghiera per combattere l’eresia albigese senza violenza. Da allora il Rosario divenne la preghiera più diffusa per combattere le eresie e nel tempo una delle più tradizionali preghiere cattoliche.

Da allora, il Rosario si diffuse fino a diventare una delle più tradizionali preghiere mariane.

Insieme al Vescovo Folco di Tolosa, nell’ottobre 1215 Padre Domenico prese parte a Roma al Concilio Lateranense IV e sottopose il suo progetto a Innocenzo III che lo approvò. L’anno successivo, il 22 dicembre, fu il successore, Onorio III, a dare l’approvazione ufficiale e definitiva a quello che fu chiamato “Ordine dei predicatori”.

Leggiamo alcuni degli innumerevoli miracoli ottenuti da San Domenico recitando il Santo Rosario della Beata Vergine Maria.

«Il miracolo del pane. Questo episodio è tratto dalle testimonianze raccolte durante il processo di Canonizzazione di San Domenico, tenutosi a Bologna nel 1233. Fra Buonviso da Piacenza narra che un giorno ai frati del convento di Bologna venne a mancare completamente il pane. San Domenico diede però ordine di apparecchiare la tavola come al solito e di sedersi in mensa; poi alzò le mani al Cielo e invocò la benedizione del Signore.

In quel momento entrarono due giovani bellissimi che recavano due ceste colme di pane.
Distribuirono a ogni frate un pane di straordinaria fragranza e bontà e, terminato il compito, salutarono Padre Domenico con un cenno del capo e sparirono all’improvviso, così come erano venuti.

È conservata, nella cella che fu del Santo, a Bologna un pezzo della tavola in cui Padre Domenico, quel giorno, benedisse e mangiò con i suoi il pane miracoloso.

La resurrezione di Napoleone Orsini. Durante uno dei suoi soggiorni a Roma, San Domenico compì quello che forse è il suo più celebre dei molti suoi miracoli. Napoleone Orsini era un giovane nobile romano ben conosciuto da San Domenico. In seguito a una rovinosa caduta da cavallo il giovane Napoleone morì.

Mentre il corpo veniva trasportato verso la sua abitazione tra i lamenti di parenti e amici, accorse il Santo che era stato avvisato della disgrazia mentre si trovava al capitolo con i suoi frati.

San Domenico fece posare il corpo in terra e lo benedisse, pregando fervidamente. In quel momento il giovane si alzò e, del tutto risanato senza accusare alcun dolore nel corpo, venne restituito all’affetto dei suoi cari. I fatti sono conservati negli atti processuali.

La resurrezione di un bambino. San Domenico si trovava a Roma, era l’anno del Signore 1220. Una signora che abitava vicino al convento di San Sisto in Roma, aveva una grande voglia di ascoltare la Parola di Dio.

Suo figlio però era molto malato. Decise comunque di recarsi in Chiesa e lasciò suo figlio solo. Andò a San Sisto e ascoltò la predicazione di San Domenico.

Tornata a casa, molto edificata dalle parole che aveva ascoltato, trovò il figlio morto.
Disperata prese il figlio in braccio e corse alla ricerca di quel Sant’uomo di cui aveva ascoltato la predicazione.

Trovatolo, si accasciò ai suoi piedi e implorò San Domenico di restituirgli il figlio perso.
San Domenico la guardò commosso, pianse davanti a quel dolore, pregò intensamente elevando i suoi occhi al cielo, poi comandò al bimbo di alzarsi.

Il fanciullo sì alzò, completamente vivo e guarito anche dalla malattia e abbracciò la madre.
Domenico ammonì la donna e coloro che furono presenti, di non dire a nessuno ciò che era successo, ma lei uscita di lì, annunziò a tutti lo strepitoso miracolo.

Il fatto giunse all’orecchio del Pontefice che mandò a chiamare Padre Domenico e alcuni testimoni dell’accaduto. Accertato il tutto dichiarò che avrebbe fatto un annuncio solenne di questo fatto alla Cristianità.

Il Santo Patriarca Domenico si oppose con tutte le forze minacciando addirittura di lasciare il convento di San Sisto che ebbe in dono come Casa dal Pontefice stesso. Il Pontefice allora decise di non divulgare il fatto e si commosse davanti a tanta umiltà».

San Domenico è una figura austera e straordinaria, si consumò nell’apostolato e nella diffusione della sana dottrina. Docilmente ascoltò le parole della Madonna e iniziò a recitare numerosissime Corone del Santo Rosario, ottenendo molti miracoli e la conversione di incalcolabili peccatori.

Egli aveva scoperto la potentissima intercessione dell’Avvocata del Cielo ad ogni Ave Maria che recitava. Prima dell’omelia o del discorso pubblico per almeno un’ora recitava numerose Corone del Santo Rosario e i frutti di conversione, i miracoli che otteneva erano parecchi.

Leggiamo un ultimo episodio dal libro del Beato Alano della Rupe.

«Un giorno -ricorreva la festa di San Giovanni Evangelista- il Santo stava in una cappella dietro l’altare maggiore della cattedrale di Notre-Dame a Parigi e recitava il Santo Rosario per prepararsi a predicare. La Santa Vergine gli apparve e disse: “Domenico, la predica che hai preparato è buona, ma migliore è questa che ti presento”.

San Domenico riceve dalle mani di Lei il libro in cui è scritto il discorso, lo legge lo apprezza, lo fa suo e ringrazia la Vergine Santa.

All’ora della predica sale sul pulpito e, dopo avere detto in lode di San Giovanni Evangelista soltanto ch’egli aveva meritato di essere il custode della Regina del Cielo, dichiara all’illustre uditorio dei grandi e dei dottori abituati a discorsi singolari e forbiti, che avrebbe continuato non con le dotte parole della sapienza umana, ma con la semplicità e la forza dello Spirito Santo.

E li intrattenne sul Rosario spiegando loro, parola per parola, come avrebbe fatto parlando ai fanciulli, il Saluto angelico, servendosi dei pensieri e degli argomenti molto semplici letti sul foglio che gli era stato consegnato dalla Madonna.

Lo stesso Beato Alano della Rupe, come riferisce ancora il biografo Cartagena, racconta di parecchie altre apparizioni di Nostro Signore e della Vergine Santa a San Domenico per stimolarlo ed infervorarlo sempre più a predicare il Santo Rosario perché il peccato sia distrutto e i peccatori e gli eretici si convertano».

A Lourdes la Madonna teneva la Corona del Rosaio in mano e chiese a Bernardetta di recitarlo. A Fatima nelle sei apparizioni ha sempre ripetuto di recitarlo ogni giorno con amore e fiducia. a Don Stefano Gobbi nelle locuzioni ha sempre esaltato questa potente preghiera del Rosario. A Medjugorje, soprattutto nei primi decenni, ha insistito molto per far amare il Santo Rosario.

Non dimentichiamo quello che disse la Madonna a Suor Lucia e che ella ha spiegato con queste parole al suo Padre spirituale: “Guardi, Padre, la Santa Vergine Maria, in questi ultimi tempi in cui ci troviamo, ha dato una nuova efficacia alla recita del Rosario, a tal punto che non vi è alcun problema, non importa quanto grande sia, sia esso temporale o soprattutto spirituale, nella vita di ciascuno di noi, delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo o delle comunità religiose, o persino nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dal Rosario.

Non c’è alcun problema, le dico, non importa quanto difficile esso sia, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario noi ci salveremo. Ci santificheremo. Consoleremo Nostro Signore ed otterremo la salvezza di tante anime”.

 

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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