+ VANGELO (Mt 25,1-13)

Vangelo

Venerdì 9 agosto 2019

XVIII Settimana del Tempo Ordinario

Santa Teresa Benedetta della Croce

+ VANGELO (Mt 25,1-13)

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il Regno dei Cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Se fosse rimasta atea, Edith Stein non avrebbe neanche implorato il Signore di aprire la porta, e sarebbe rimasta chiusa. Come chiuso era il suo cuore e lo rimase per trent’anni. Anche se era nata e formata nella religione ebraica, in lei prevalsero gli studi filosofici e la veicolarono verso una concezione atea della vita.

La madre era una ebrea praticante, ma Edith trovò nell’ateismo la sua apparente stabilità e insegnò filosofia in mezzo a grandi difficoltà.

Era nata nel 1891 a Wroclaw – Breslau in Germania, morì nella camera a gas il 9 agosto 1942 nel campo di concentramento di Auschwitz.

La sua presenza in quell’inferno voluto dal nazismo, era dovuta alla sua conversione al Cristianesimo, dopo che in una sola notte lesse l’autobiografia di Santa Teresa d’Avila e comprese che Dio esiste, è vivo, è buono, è il Creatore.

Scoprì così il senso della vita e riuscì a distinguere tra l’apparente e falsa felicità e la vera felicità interiore che arriva solo da Dio.

A trent’anni incontrò Gesù e presto decise di diventare Carmelitana scalza ma il Vescovo le consigliò di aspettare e rimase in attesa per otto anni prima di fare l’ingresso nel monastero di Colonia e diventare una monaca.

Per lei significò la vera realizzazione della sua vita e i suoi pensieri molto profondi, cominciò a scriverli con grande devozione. Leggiamo un suo pensiero, così per capire la profondità della sua spiritualità.

“Non accettate nulla come verità che sia privo di Amore.

E non accettate nulla come amore che sia privo di Verità!

L’uno senza l’altra diventa una menzogna distruttiva”.

Il 21 aprile 1938 Edith Stein fece la professione perpetua. Prese il nome della fondatrice, e il suo nome divenne Suor Teresa Benedetta della Croce.

Presto però arrivò la persecuzione nazista e gli ebrei venivano ricercati un po’ ovunque, Suor Teresa fu mandata in Olanda, perché la sua presenza al Carmelo di Colonia rappresentava un pericolo per l’intera comunità, ma venne catturata il 2 agosto 1942 e dopo sette giorni ad Auschwitz vicino Cracovia in Polonia, lei e la sorella Rosa vennero uccise nella camera a gas.

Visse poco più di cinquant’anni di cui gli ultimi venti con grande partecipazione alla causa del Vangelo.

Divenne una delle vergini sagge che ha conservato l’olio della Fede per incontrare lo sposo al suo arrivo. Questo pensiero le avrà dato una immensa gioia interiore, perché lei era un’anima perduta nell’ateismo ed era stata ritrovata dal Pastore eterno che continua a cercare le pecorelle buone, ancora lontane da Lui.

Nella conversione di Edith Stein vediamo la paterna misericordia di Dio che non abbandona mai quelle anime lontane da Lui e che vivono in buonafede, senza cattiveria e non assumono nella loro vita posizioni estremiste. Per questo non si deve mai condannare nessun peccatore, è sempre possibile la sua conversione e la sua santificazione.

Rimane un po’ difficile questa opportunità a quanti conoscono la dottrina cattolica e la insegnano apportando modifiche personali, istruiscono gli studenti di Teologia con novità moderniste e anche eretiche. Ogni Vescovo o Sacerdote che compie un tale scempio è ancora più eretico di Lutero, come eretici sono tutti coloro che innalzano e giustificano Lutero.

Ci troviamo dinanzi un’atea che è diventata Santa e tanti Vescovi e Sacerdoti oggi sono senza Dio e nemici della sana dottrina cattolica.

Un’atea e filosofa onesta intellettualmente riuscì a scoprire che non siamo soli e abbiamo un Padre buono. La sua onestà le permise di capire!

Oltre l’intervento di Dio che è sempre principale, nel cuore di Edith Stein erano presenti spazi da riempire, c’era un grande vuoto ed ella non scelse i vizi o la vita immorale, era padrona di sé e riusciva a dominare la sua volontà.

Con impegno e una continua meditazione delle cose più importanti della vita, scoprì l’Amore di Gesù leggendo un libro di spiritualità. Questo indica che le buone letture sono indispensabili per crescere nella Fede e per conoscere il cammino spirituale sicuro.

Non tutti i libri spirituali o gli scritti o quanto viene detto di spirituale è da accogliere, bisogna discernere e separare il falso dal vero.

Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II ha proclamata Santa la convertita Edith Stein e l’anno successivo l’ha dichiarata compatrona d’Europa.

In questo scritto della Santa scorgiamo lo spirito di San Giovanni della Croce, ed è un bene per tutti comprenderne il significato.

«Nell’aridità e nel vuoto l’anima diventa umile.

L’orgoglio di un tempo sparisce quando in se stessi non si trova più nulla che dia l’autorizzazione a guardare gli altri dall’alto in basso.

L’anima deve considerare l’aridità e il buio come buoni presagi: come segni che Iddio le sta al fianco, liberandola da se stessa, strappandole di mano l’iniziativa».

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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