Calvi Risorta (Caserta)-Cattedrale Romanica sec.XI

0066000400660013006600152563003400650009 00650032Cattedrale Romanica sec.XI

Parrocchia di “San Casto nella Cattedrale” – Calvi Risorta (Caserta)

Chiesa madre nella città di Calvi”

20 aprile 2014 – Domenica di Pasqua (A) –

Pasqua è la morte della morte!

S. Messa solenne celebrata da don Franco Galeone.

“O  M  E  L  I  A”

In ‘trasferta’, nel comune di Calvi Risorta, presso la Cattedrale romanica, Parrocchia di “S. Casto, vescovo e martire, nella Cattedrale”, intitolata a “Maria Vergine Assunta in Cielo” e “Chiesa madre nella Città di Calvi”, di cui è parroco don Antonio Santillo, magnifica figura di sacerdote e docente, la celebrazione eucaristica della Pasqua, morte della morte, della resurrezione di Cristo, di don Franco Galeone. Cattedrale gremita da fedeli accorsi da tutto il circondario, particolarmente assorti ad ascoltare la Parola del Signore e partecipativi alla celebrazione della S. Messa solenne cui hanno dato un pregevole contributo noti professori d’orchestra e la favolosa corale della Cattedrale, magistralmente diretta. All’omelia – un’omelia bellissima – don Franco ha esordito asserendo di “venire sempre volentieri qui, a Calvi, per la bella chiesa e per la vostra bella presenza, semplice, sincera, genuina, non ancora contaminata dalle slot-machine” e ringraziando don Antonio per la presentazione “ha detto cose vere ma esagerate”. Quindi, partendo dal significato della Pasqua, “una parola ebraica che vuol dire <passaggio> e dalla celebrazione delle due Pasqua, l’ebraica e la nostra (per gli ebrei, la Pasqua era la liberazione dalla schiavitù; per noi cristiani, la Pasqua è il passaggio dal sepolcro alla resurrezione, dal peccato al perdono, dalla morte alla vita; allora, <Buona Pasqua> vuole essere l’augurio di passare dalla decadenza del peccato all’umanesimo rinnovato)”, si è soffermato sulle devianze – denaro, successo, carriera – che ci allontanano dalle regole e dalle norme di vita religiose, etiche, civiche, sociali, relazionali. “Ci manca sempre qualcosa per essere felici” – ha continuato don Franco – “invece … quello che veramente ci manca non è qualcosa, ma Qualcuno!, Quel Qualcuno che ci ostiniamo a cercare nel sepolcro vuoto; ma, il Vivente non è più tra i morti; allora, stiamo molto attenti perché anche la Pasqua si sta rivelando come un giorno di consumi: le cose diventano sempre più commerciali, tutto diventa economia e si trasforma in commercio; alcune volte, è molto difficile <fare Pasqua>: all’esterno, sul nostro corpo, abbiamo un bel vestito, ma, dentro, dentro di noi, ci portiamo un macigno; come si può <fare Pasqua> quando in giro si avvertono e ci sono tante tragedie (V. suicidi economici), quando c’è la corruzione (e la magistratura fa pulizia ma rispunta tangentopoli), ci sono le violenze sui minori, tantissime vittime del droga, specialmente nel sabato sera, numerosi omicidi, i teppisti dei centri sociali a Roma, i barconi di extracomunitari sui nostri lidi sperando in un futuro migliore, i tanti martiri, il traghetto in sud Corea che affonda con 300 giovani, e la nostra provincia, una volta ‘Campania felix’, ora etichettata ‘terra dei fuochi; se uno ‘sente’ queste notizie, è difficile fare festa; ci si lascia fasciare da una corazza e, nell’intimità, nel profondo, rimane un cuore duro; tutto questo perché si insegue soltanto e solamente il danaro: l’anti Dio, l’anti Cristo, l’anti Spirito; il danaro, questo titanico, incommensurabile corruttore di grandi e piccoli, di uomini e donne, è inteso come il traguardo da tagliare, il vero obiettivo da centrare; questo danaro che, con i suoi artigli, imprigiona tutti noi; cos’è la prostituzione maschile e femminile? danaro!; lo spaccio di droga? danaro! ancora, la corruzione di politici e la vendita delle armi non è per danaro?”. “La Pasqua è bellissima” – ha concluso don Franco – “e ci porta a riflettere per non essere travolti dalle vicissitudini della vita; e, come ha detto don Santillo, ci dobbiamo fermare, dobbiamo riflettere, fare silenzio, e ciascuno chiedere a se stesso ‘per quale Dio vivo’? ‘Come consumo i miei giorni’?. Natale e Pasqua servono per questo: Natale è la nascita di Gesù, la rinascita di ognuno di noi! Poi Pasqua che è un ‘passaggio’. Perciò siamo invitati a passare da una vita volgare a guardare la vita con gli occhi più puliti, con un impegno, un proposito di essere cristiani. La nostra è Pasqua del Cristo Risorto. Facciamo, dunque, un piccolo passo verso una vita più bella, una vita vita, di incontro a Gesù”.

Paolo Pozzuoli

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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