CASERTA. CONCLUSA, DOPO DUE SETTIMANE, LA MOSTRA FOTOGRAFICA “NO! contro il dramma degli incidenti sul lavoro” REALIZZATA DAL REPORTER RICCARDO VENTURI, ESPOSTA PRESSO LA SALA BIANCA DELLA REGGIA.

Direttore Cangiano

di Paolo Pozzuoli

Dopo due settimane – l’esatta durata dell’esposizione allestita presso la Sala Bianca della Reggia – sono state imballate e rimosse le 45 foto realizzate dal reporter Riccardo Venturi, oggetto della mostra titolata  “NO! contro il dramma degli incidenti sul lavoro”. Un evento, la mostra itinerante, emblematica serie di fotografie, immagini di ambienti di lavoro, di volti sfigurati, di parti del corpo umano che, a guardarle, mettono  i brividi addosso, messo in cantiere dai vertici romani dell’ANMIL e dell’INAIL, recepito e trasmesso dai nostri provinciali guidati con competenza e passione da Saverio Cantile ed Alfonso Cangiano, rispettivamente, perché vengano colti e riescano a scuotere le coscienze i tragici effetti provocati dalle malattie professionali e dagli infortuni sul lavoro strettamente correlati a carenze di igiene, prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Come dire: imago docet! Osservare cioè con discernimento ed operare in modo che non abbiano più a verificarsi siffatti orrori. Imago docet: purtroppo – e lo diciamo con profonda amarezza – è stata registrata l’assenza dei … discenti, di coloro ai quali, futuri protagonisti della vita sociale, economica e politica della nostra Nazione, in eguale e/o maggior parte degli altri, era indirizzato il messaggio fotografico. Inquietante. Infatti, in altre occasioni (V. rappresentazioni teatrali), intere scolaresche della provincia, da Caserta a Capua, da S. Maria C. V. ad Aversa, hanno sempre partecipato con particolare diligenza. Forse questa volta il messaggio è stato meno incisivo e/o non è stato raccolto compiutamente. Bene, a prescindere, la mostra fotografica, visitata ogni giorno, mediamente da circa 60 persone,  è stata comunque un successo. Belli e significativi i commenti lasciati, pochi anonimi ma tanti firmati, da visitatori di ogni estrazione sociale. Doverosamente ne citiamo alcuni. “Ho visto foto” – ha scritto Elpidio Russo, sindaco di Casagiove – “che rappresentano scene strazianti. L’esortazione è: andate avanti. Trasmettete questi valori in modo particolare alle nuove generazioni che si affacciano nel mondo del lavoro. Iniziativa lodevole ed esprimo sentimenti di gratitudine a nome mio personale e dell’intera Comunità Casagiovese che ho l’onore di rappresentare”. Per Edmondo Santoro è stata una “iniziativa straordinaria, un plauso agli organizzatori”. Altro visitatore dall’illeggibile firma, ha scritto “Siamo tutti presenti e sensibili quando muore un lavoratore. Ma è il dopo che va nel dimenticatoio”. Per l’anonimo casertano la mostra è stata “Altamente significativa, emozionante, da brivido. Speriamo che sia un momento di riflessione per quanti quotidianamente affrontano i tanti pericoli latenti del lavoro. sinceri complimenti allo staff dell’organizzazione”. L’evento, per un altro anonimo, è stato “Molto interessante, bisogna pubblicizzare maggiormente l’argomento”. La mostra, per Nicola De Lucia, è “Un dramma da sconfiggere. Incrementare i controlli. Diffondere la cultura della prevenzione”. Ancora, Anna Mozzi ha riportato “Un omaggio doveroso e commovente alle vittime degli incidenti sul lavoro. NO Alle Morti Bianche”. In sigla la firma di chi ha scritto “Quanto dolore … ma mai e poi mai arrendersi! Testa in alto e Sorriso sulle labbra”. Concludiamo con i commenti “MOLTO BENE! CONGRATULAZIONI!”, “Raccapricciante e al tempo stesso significativo del dolore che può scatenare un infortunio sul lavoro. Bisogna continuare a lottare contro un dramma che quotidianamente coinvolge e sconvolge tante vite. Complimenti all’ANMIL che si prodiga tanto per la sicurezza sui luoghi di lavoro” e “Idea splendida per rendere chiaro a tutti cosa nasconde il mondo del lavoro. Complimenti.” di altri tre visitatori dalla firma illeggibile.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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