Caserta -Fare Verde chiede una firma per introdurre il reato di “ecocidio”

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 Anche Fare Verde aderisce a End Ecocide, la campagna per introdurre negli Stati dell’Unione Europea il reato di “ecocidio”. Per ecocidio si intende la produzione di danni diffusi, duraturi e gravi, ad un ecosistema ambientale. Rientrano in questa tipologia la deforestazione dell’Amazzonia o l’inquinamento del Delta del Niger, oppure l’utilizzo di pesticidi quali il clothianidin (che ha causato la morte di milioni di api in Germania), o il ricorso a tecniche devastanti quali il fracking (la perforazione idraulica del sottosuolo per estrarne idrocarburi) o lo spianamento delle montagne. Si tratta di interventi devastanti, ci dice Giuseppe Solla Presidente Regionale del sodalizio ecologista, che distruggono in maniera duratura le caratteristiche di un ecosistema e le forme di vita umana, animale e vegetale, che esso ospita.

Nonostante di ecocidio si parli già dagli anni ’70, esso ancora non trova un adeguato riconoscimento. L’ecocidio rientra tra i crimini di guerra, ma solo pochi Stati al mondo ne prevedono la punibilità anche in tempo di pace. Il che consente ad aziende e governi di arrecare ancora oggi danni irreparabili agli ecosistemi impunemente o pagando al massimo delle multe.

La campagna End Ecocide, continua Solla; intende quindi introdurre il reato di “ecocidio” all’interno delle legislazioni dell’Unione Europea, per fare poi da apripista per un più ampio riconoscimento mondiale. Per aderire, basta una firma di sostegno alla petizione popolare indirizzata alla Commissione Europea attraverso il sito www.endecocide.eu. Data ultima per firmare è il 21 gennaio 2014.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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