IL DELITTO E FORSE … IL CASTIGO

 

 Berlusconi: Ho la certezza di governare per tutta la legislatura

di Raffaele CARDILLO

 

Esordiamo con questa frase lapidaria certamente non per fomentare azioni delinquenziali passibili, comunque, di risvolti penali, ma di evidenziare dei possibili paradossi verificatisi nel panorama della giustizia italiana.

E’ di oggi la sentenza del processo RUBY che ha ribaltato il giudizio di primo grado, assolvendo l’imputato Berlusconi per non aver commesso il fatto.

Noi che per natura siamo garantisti, abbiamo accolto l’evento con stupore, visibilmente sorpresi per questo repentino cambiamento di rotta dei magistrati inquirenti che, hanno letteralmente smentito la precedente Commissione Giudicante, una sorta di sgarbo tra sodali, un’irriverenza corporativa mai registrata.

Il fatto diventa soprattutto clamoroso per i continui e ripetuti attacchi alle Procure i cui esponenti definiti Toghe Rosse per sospetta partigianeria e militanza politica, da parte di esponenti del Centro Destra definendo la Magistratura “il cancro della democrazia”.

Un’accusa che mal si attaglia alla decisione dei giudici di Milano, che ha sradicato alla fonte improbabili teoremi accusatori e persecutori, verso un soggetto che nel bene o nel male, non è perfettamente esente da colpe.

Ci rincresce volerlo affermare, ma riteniamo un affronto alla verità, insabbiare evidenti percorsi accidentati di un personaggio pubblico supportati, peraltro, da intercettazioni che hanno messo a nudo una realtà non proprio edificante.

Il clamore mediatico suscitato, data anche l’importanza del leader in questione, ha travalicato i confini nazionali con ripercussioni gravissime per le diplomazie, strattonate dall’accavallarsi di fatti stuzzicanti, interessanti che provocavano risolini ammiccanti da parte di esponenti di vertice della politica internazionale.

Un pasticciaccio che necessariamente doveva essere risolto e chi se non la politica, con le sue arti magiche, i suoi riti miracolosi, poteva assolvere un mandato così impegnativo!

Alleanze che erano ritenute blasfeme, come per incanto divennero possibili e l’inciucio assunse la veste della fattibilità per il conseguimento di “interessi superiori”.

Siccome il reato ascritto all’indagato era da imputare alla pressione indebita su un funzionario dello Stato, quale occasione migliore se non quella di varare una legge ad hoc: si sta facendo riferimento a quella sulla corruzione denominata “legge Severino” che nel suo dispositivo fu derubricata la voce “ concussione per induzione”, ed ecco ciò che era ritenuto impossibile, si realizzò e divenne operativo.

In tal modo l’arcano è finalmente svelato, la Corte di Cassazione alla luce di questa postilla apportata alla legge in parola, ha dovuto sancire l’inapplicabilità della precedente sentenza e quindi fornire il parere illuminante ai giudici del secondo grado di giudizio.

La strada era, dunque, spianata, di conseguenza la prognosi era da considerarsi fausta.

Ogni commento a questa strana vicenda potrebbe rivelarsi polemico, pur tuttavia, riteniamo doveroso che la classe dirigente attui un percorso rigoroso di cambiamento, una metamorfosi necessaria per far sì che non si allarghi ancora di più il fossato tra cittadini e istituzioni, segnali incontrovertibili di potenziali derive impronunciabili, da aborrire.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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