giovedì settembre 2nd, 2010 00:26 PIEDIMONTE MATESE.INCENDIO BOSCHIVO ALIMENTATO DAL FORTE VENTO LAMBISCE I CENTRI ABITATI DI PIEDIMONTE MATESE E CASTELLO DEL MATESE.

 Apprensione e tanta paura ieri mattina per un incendio boschivo sviluppatosi già dalle prime ore del mattino, sulle montagne che sovrastano il centro abitato di Piedimonte Matese che ha devastato il costone roccioso a ridosso della città. Il fronte del fuoco, che partiva dalla zona della sorgente del Torano arrivava fino a lambire il centro abitato di Castello del Matese, ha trovato facile presa nei terreni incolti e le sterpaglie, è stato alimentato da un forte vento che spirava dalla Valle dell’inferno che sovrasta la città di Piedimonte Matese. Il forte vento ha reso più difficile il lavoro del servizi antincendio boschivo e della forestale impegnati nell’opera di spegnimento a tale punto da rendere necessario l’intervento di un grosso elicottero della Protezione Civile Nazionale che ha letteralmente bombardato la zona interessata dall’incendio con migliaia di litri di acqua e liquido ritardante per tutta la giornata. Il problema degli incendi boschivi in Campania suscita ormai da qualche anno un interesse non più limitato ai soli addetti ai lavori. La crescita della sensibilità collettiva ai problemi della tutela naturalistica, l’attenzione dei mezzi di informazione, la portata dei danni economici arrecati dal fenomeno, hanno contribuito sensibilmente ad aumentare le forze impegnate, soprattutto d’estate, a ridurre la frequenza e l’estensione degli incendi boschivi. Se fino a pochi anni fa il compito di tamponare l’emergenza era affidato esclusivamente alle esigue forze del CFS e dei VVFF, costretti ad operare in condizioni di estremo disagio e con mezzi insufficienti, oggi esistono strutture operative che dirigono gli interventi su scala nazionale, coordinando tra loro, oltre ai corpi già citati, i mezzi della Protezione Civile, dell’Esercito, degli Enti Locali e del volontariato.

Pietro Rossi

 
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giovedì settembre 2nd, 2010 00:24 PIEDIMONTE MATESE.Valorizzare la biodiversità del Parco del Matese.

 
 Sulle rive del Lago Matese, in “Loc.Scennerato”, si è svolta dal 20 al 27 agosto la prima fase del Progetto “Migrandata”, promosso dal CEDA (Centro Educazione Documentazione Ambientale) Legambiente di Piedimonte Matese, tra le iniziative di informazione scientifica ed educazione ambientale per l’Anno internazionale della Biodiversità, previste nell’ambito del Programma INFEA Regione Campania 2007-10. E’ stato allestito un campo di inanellamento a scopo scientifico per avere un quadro aggiornato del fenomeno migratorio in un’area di grande valore naturalistico, censire l’avifauna presente e trarre indicazioni di carattere gestionale utili per azioni ed interventi di conservazione della biodiversità del parco. Hanno collaborato alle attività del campo, organizzato da Giovanni Capobianco del CEDA Matese con la supervisione di Rosario Balestrieri, inanellatore riconosciuto dall’ISPRA, tanti volontari e ornitologi dell’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale), che ha patrocinato l’evento insieme al Parco Regionale del Matese. In appena una settimana sono stati catturati circa 1500 uccelli e censite 28 specie diverse, tra cui Picchio Muratore, Cannaiola, Cannareccione, Verdone, Capinera, Pettirosso, Torcicollo, Forapaglie e, per la prima volta nel Matese, la Cannaiola Verdognola ed il Canapino Maggiore. L’iniziativa di ricerca ha offerto altri dati interessanti, come la conferma del ruolo strategico dei canneti del lago come “dormitorio” privilegiato dei numerosi stormi di rondini che transitano in zona o la p resenza incoraggiante di diversi individui giovani di Averla Piccola, specie particolarmente protetta, nati quest’anno sulle rive del lago. La conferma della ricchezza della biodiversità del lago carsico più alto d’Italia richiede maggiori sforzi per garantire una vigilanza e tutela adeguate, in particolare per quanto riguarda la limitazione della circolazione dei veicoli, la bonifica delle aree rovinate dai rifiuti abbandonati dai turisti incivili, il controllo degli scarichi di case e aziende. “Solo un Ente Parco dotato di stabilità amministrativa e di personale e risorse adeguati, può svolgere questo compito e garantire lo sviluppo di un turismo naturalista sostenibile – ha dichiarato il Responsabile del CEDA Matese, Nando Pirro – Ecco perché chiediamo alla Regione di dare una svolta alla sua politica per i parchi, finora inadeguata e contraddittoria” Il campo è stato visitato e apprezzato da tanti turisti e residenti, dal Presidente del Parco Matese, Pino Falco, e da una troupe televisiva incaricata dall’Assessorato regionale all’Ecologia di documentare le attività svolte nell’ambito delle iniziative per l’Anno Internazionale della Biodiversità. I risultati analitici del progetto e delle altre attività di monitoraggio ambientale che riguarderanno il Lago Matese, saranno presentati in autunno in un convegno.

Pietro Rossi

 
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mercoledì settembre 1st, 2010 00:09 SAN MARCO EVANGELISTA -Nucleare, Zitiello: scelta miope, i Comuni puntino su energia alternativa

 

Centrale Nucleare Garigliano

 “E’ un governo miope quello che non guarda con la dovuta attenzione a nuove risorse energetiche, che non scommette su fonti di energia alternative”. Gabriele Zitiello, sindaco di San Marco Evangelista esprime forte “preoccupazione per l’annuncio del governo centrale di avviare entro il 2013 i cantieri per della prima centrale nucleare”, e auspica che “i nuovi governi locali, dalla Regione Campania alla Provincia di Caserta, facciano sentire, con il governo loro amico, la loro voce in difesa dei nostri territori ed in particolare del nostro litorale che merita ben altro che una centrale nucleare sul Garigliano”. E continua: “Mentre si è consumata nei mari del golfo del Messico l’ennesimo disastro ambientale, Berlusconi annuncia una campagna pubblicitaria per convincere gli italiani che il nucleare non solo non è pericoloso ma crea posti di lavoro. E’ assurdo oltre che strumentale”. Per il sindaco di San Marco è invece “creando un ambiente sano che si pongono le condizioni per una prospettiva di sviluppo reale e, soprattutto, ecosostenibile. Lavoro e sviluppo ecosostenibile sono ormai divenuti oggi un binomio inseparabile per una politica attenta, lungimirante, e seria. Non sono i cittadini a dover pagare il prezzo, in termini economici e di salute, di scellerate politiche economiche. E sono le amministrazioni locali, quelle attente al proprio territorio, quelle che, come la mia, scommettono sul fotovoltaico e sulle altre fonti di energia alternativa, che devono avere voce in capitolo per difendere le proprie comunità da scelte dannose imposte dall’alto”.

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lunedì agosto 30th, 2010 00:47 VENAFRO.L’ON. PATRICIELLO VEDE UN PARCO DEL MATESE ALLARGATO ANCHE AL MOLISE

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 Sulla recente impasse che sta caratterizzando l’attività dei Parchi i cui vertici qualche settimana fa sono stati azzerati da una decisione della Regione Campania ed, in particolare, sulla prospettiva dell’istituzione di un nuovo ente che abbracci il territorio molisano e campano dell’area matesina, l’europarlamentare del PdL Aldo Patriciello (nella foto), è intervenuto nel dibattito: “I limiti di operatività a cui sono costretti gli organi direttivi delle aree protette rischia di vanificare tutto il lavoro che è stato sinora portato avanti per tutelare il paesaggio e l’enorme patrimonio ambientale presente sul territorio. Mi riferisco anche al patrimonio di biodiversità di cui è ricca l’area tra Molise e Campania, nella zona caratterizzata dal massiccio del Matese. Credo che le associazioni e i volontari impegnati in questi giorni nell’accoglienza e nella sensibilizzazione del pubblico, con il diretto coinvolgimento dei rappresentanti del Parco, dimostri quanto sacrificio e quanta abnegazione sia presente nel lavoro dei cittadini che su quel territorio vivono e lavorano. Al tempo stesso ritengo che si possa cogliere in questo momento di transizione, anche alla luce del dibattito di questi giorni circa la prospettiva di procedere ad un allargamento dell’area protetta verso il versante molisano, un’occasione da non perdere. E’ possibile, insomma, proprio in questo momento, pensare seriamente ad un progetto di parco interregionale come già in passato da me sostenuto che si basi su una partecipazione dei comuni interessati. E’ bene inoltre fare chiarezza. Esiste già un disegno di legge in Senato che prevede l’istituzione di un ente parco di rilevanza nazionale e che accorperebbe all’attuale territorio ricompreso nel Parco regionale del Matese, versant e campano, anche territori ricadenti dentro i confini molisani. Un progetto che ha una sua ragion d’essere e che va anche più in là di un parco interregionale. Proprio in virtù di tale prospettiva, che sia essa di un ente nazionale o interregionale, l’ipotesi che si avanza da alcune parti di istituire un parco regionale del Matese, versante molisano, appare senza dubbio, superata. In conclusione è bene ribadire che provvedimenti diretti a salvaguardare l’ambiente in questa parte del nostro territorio rappresenteranno un argine a potenziali abusi, senza dimenticare la tutela delle specie dai rischi legati alle diverse forme di inquinamento e agli incendi”.

 

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domenica agosto 29th, 2010 01:26 PIEDIMONTE MATESE. LUCI ED OMBRE SUL FUTURO DEL PARCO NAZIONALE DEL MATESE.

Situazione ancora nebulosa, nella nostra regione, per quanto riguarda la presidenza dei Parchi e l’effettivo decollo degli enti. Tra mille difficoltà e alla luce degli ultimi risvolti tentiamo di fare il punto della situazione sull’argomento rivolgendo alcune domande al Presidente del Parco Regionale del Matese Pino Falco (nella foto).
- Presidente il Parco Nazionale del Matese potrebbe significare una nuova opportunità per il Matese?
- Credo che la discussione aperta e la presentazione di un disegno di legge per l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, abbia avuto un’elaborazione non solo progettuale ma anche di opportunità per le popolazioni residenti.
- Secondo lei, le popolazioni, ancora una volta vedono impegnate grandi personalità che dibattono sul futuro “giuridico” della propria terra, ma loro s anno fino in fondo di cosa si sta parlando?
- Il sistema Parchi, in Italia, è stato istituito con la legge Quadro sulle Aree Protette, 394/91, e dal suo recepimento sono state emanate le leggi regionali che hanno realizzato i Parchi regionali, le Aree Protette, ecc. Il Parco Regionale del Matese, per le sue caratteristiche di valore naturalistico e ambientale, con il suo assetto omogeneo, dei luoghi, dei paesaggi e delle tradizioni culturali, rientra nelle caratteristiche di un Parco Regionale, come indicato dalla legge Quadro delle Aree Protette. Se, invece, gli studi e le ricerche dimostrano o hanno dimostrato che in questo territorio e nel territorio limitrofo, ricadente nella Regione Molise, è presente uno o più ecosistemi intatti o parzialmente alterati da interventi antropici, o vi siano formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, ecc., allora bisogna richiedere l’intervento dello Stato ai fini della loro conservazione, quindi si deve passare all’istituzione di un Parco Nazionale. Non voglio assolutamente essere la nota stonata del coro, ma in tutto questo vedo un gran dimenarsi pubblicitario e approssimato, da parte di chi vuole trovare un minimo di visibilità mediatica, dimenticando o meglio non affrontando i problemi delle popolazioni e i problemi di legittimità e di riconoscimento delle istituzioni già presenti.
- I proponenti, autorevoli firmatari, del disegno di legge d’istituzione del Parco Nazionale del Matese, con chi hanno elaborato l’idea, seguendo quali indicazioni e rispondendo a quali sollecitazioni?
- Il sistema Parchi Regionali, tra luci e ombre, tra l’amore e la passione delle associazioni ambientaliste e naturaliste che sono state di stimolo alla costruzione di questo sistema, “non sempre ascoltate”, e nonos tante una certa approssimazione della politica, non ritengo sia del tutto fallito in Campania. La legge regionale istitutiva n° 33/93, con lentezza cammina e percorre la sua strada entrando nella cultura dei cittadini che oggi hanno maggiore interesse nei confronti delle problematiche ambientali, le quali, ormai, riguardano l’intero pianeta. La classe dirigente e i rappresentanti delle istituzioni, dovrebbero fare una qualche riflessione e guardare a quanto è accaduto con l’istituzione dei Parchi regionali e da questa esperienza iniziare cammini più importanti per i loro territori. Si è partiti dalla perimetrazione dei Parchi e si può verificare come la cattiva informazione, la non condivisione di progetti e programmi abbia posto le amministrazioni comunali interessate in una sorta di difesa in autotutela, determinando una configurazione disomogenea delle aree, dove il più delle volte è prevalso l’interesse del campani le e non la salvaguardia e la tutela di aree geografiche omogenee.Questo errore non deve essere più commesso, l’imposizione di provvedimenti produce cattiva informazione e passa facilmente, nei luoghi comuni, una cultura della non condivisione. I Parchi Regionali o Nazionali devono passare attraverso scelte dei territori in cui i Comuni, gli enti sovra comunali , le associazioni, il mondo del lavoro, il mondo della cultura e della scuola, ecc., siano attori nelle scelte e nelle decisioni, bisogna partire “dal costruire il sistema”. Tutta la società deve essere coinvolta nella condivisione di scelte che vanno verso una diversa identificazione giuridica territoriale, all’interno di un’area di straordinaria bellezza paesaggistica, naturalistica e di un grande patrimonio di biodiversità. Credo sia utile aprire una discussione più fattiva sullo sviluppo e quindi sulle produzioni locali e la loro certificazione, con un marchio di qualità (che questa terra può dignitosamente garantire); sui piccoli centri impegnati nella realizzazione di una qualità di vita sempre migliore, garantendo servizi eccellenti, recuperando il patrimonio edilizio dei centri storici, anche per ricezione extra-alberghiera; sull’impegno delle istituzione con le associazioni, nell’ organizzazione di eventi, alimentando una buona animosità territoriale, ecc., in modo che tutto questo possa essere recepito da turisti e visitatori; altri temi che riguardano lo sviluppo per frenare il fenomeno dell’abbandono e dell’emigrazione di intere generazioni. Questa è la sfida che classe dirigente deve sostenere, non credo che la presentazione di disegni di legge per il cambiamento dello stato giuridico di un territorio siano volani di progresso e di sviluppo. Sarei orgoglioso di vivere all’interno di un Parco Nazionale, ma sarei ancora di più orgoglioso di vivere in un Par co Regionale o interregionale che sappia camminare in modo dignitoso e consapevole, … sapendo chi si è e dove si vuole andare.
Pietro Rossi
 
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sabato agosto 28th, 2010 01:31 CASTELLO DEL MATESE. Il Presidente del Parco incontra le associazioni del territorio a Miralago.

Domenica 29 agosto, dalle ore 10 alle ore 12, in località Miralago, presso le strutture in legno del Parco, si terrà un incontro tra Pino Falco (nella foto) Presidente del Parco Regionale del Matese e le Associazioni del Territorio. All’incontro sono stati invitati a partecipare anche i Sindaci e gli Amministratori degli Enti Locali. Nel corso della manifestazione si farà un bilancio delle attività svolte nell’ultimo periodo ed una riflessione sulle prospettive ed iniziative da attivarsi nel prossimo futuro.ultimo periodo ed una riflessione sulle prospettive ed iniziative ad attivarsinel prossimo futuro.Si confida in una significativa partecipazione di tutte le associazioni. L’attività di sensibilizzazione e informazione intrapresa dalla dirigenza del Parco Regionale del Matese in collaborazione con le associazioni del territorio è continuata incessantemente durante tutta l’estate specialmente in località Miralago dove è stato attivato anche un infopoint per l’assistenza ai turisti e per la distribuzione di un apposito “Vademecum del Turista”. Dopo il ritiro delle Guardie Provinciali e del personale distaccato presso il Parco, da parte dell’Amministrazione Provinciale, il Presidente Pino Falco, che ha stabilito un buon rapporto di collaborazione con tutte le associazioni del territorio e le istituzioni, tenne a precisare quanto segue:“A quattro mesi dal mio insediamento mi trovo anche senza personale. Il Presidente della Giunta Regionale Stefano Caldoro, in esecuzione del D.L. 78/2010, ha vietato di conferire incarichi esterni; La Giunta Regionale della Campania, in autotutela, ha obbligato i Presidenti dei Parchi Regionali a operare solo per l’ordinaria amministrazione; Il Direttore Generale della Provincia di Caserta ha fatto rientrare in sede anche i quattro dipendenti distacca ti presso questo Ente. Con tanta tristezza e amarezza continuerò il mio percorso di responsabilità amministrativa che mi è stata conferita dalla Giunta Regionale della Campania. Da solo, continuerò a garantire l’ordinaria amministrazione perchè la nostra terra è una terra dignitosa che merita e pretende rispetto”.

Pietro Rossi

 
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sabato agosto 28th, 2010 01:29 CASTELLO DEL MATESE.INTERESSANTI RISULTATI DAL CAMPO BASE DEL PROGETTO MIGRANDATE SUL MATESE INANELLATI NEI PRIMI TRE GIORNI 550 UCCELLI DI CUI ALCUNI RARI.

 In pieno svolgimento, in località Scennerato nel Parco Regionale del Matese, il Progetto Migrandate che prevede lo studio della migrazione autunnale dei passeriformi trans-sahariani attraverso la tecnica dell’inanellamento. Partito il 20 agosto il campo resterà aperto fino al 27, durante questi giorni si inanella senza interruzioni, si dorme in tenda e si cucina con fornello da campo. Le principali attività effettuate presso il Campo di inanellamento a vifauna promosso dal CEDA Legambiente Matese, con la collaborazione dell’ASOIM e il patrocinio del Parco Regionale del Matese, ci ha spiegato Nando Pirro presidente di Legambiente Matese, sono l’avvistamento dal campo base, il prelievo degli uccelli dalle reti, l’osservazione, la raccolta dei dati sugli esemplari, la misurazione della lunghezza delle ali e la foto per gli esemplari più interessanti prima della liberazione. Dopo soli tre giorni sono state superate le 550 catture e le 25 specie censite. Tra le tante Rondini, Picchio muratore, Cannaiola, Cannareccione, Averla piccola, Torcicollo, Forapaglie e per la prima volta censiti nel Matese, la Cannaiola Verdognola e il Canapino Maggiore. Oltre al passaggio degli uccelli, presso il Campo del Progetto Migrandate c’è anche transito di persone, esperti, ornitologi di varie parti ma anche tante persone comuni e bambini, affascinati dalla possibilità di vedere da vicino gli uccelli. Il campo è stato visitato anche dal Presidente de l Parco Pino Falco e da Maurizio Frassinet vicepresidente dell’ASOIM e già commissario del Parco del Matese negli anni passati. Speriamo che la nostra iniziativa, ha concluso Nando Pirro, serva anche a rilanciare il parco che sta attraversando un momento difficile che vede la revoca della nomina del Presidente, il ritiro del personale amministrativo della Provincia e delle Guardie Provinciali.

Pietro Rossi

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venerdì agosto 27th, 2010 00:31 San Potito Sannitico. IL MATESE PARADISO DEL PARAPENDIO.

Sulla scia degli entusiasmi della Coppa del Mondo di parapendio, come promesso dallo staff della Matese Cup e dal Sindaco di San Potito Sannitico ed in collaborazione con il Team della Xcontest.org tra pochi giorni partirà l’ “XContest XCamp 2010“, gara di parapendio dalle regole più semplici possibili, che si terrà a San Potito Sannitico dal 29 agosto al 5 settembre. Nessuna Task, nessun Gol, nessuna finestra di volo, in poche parole no Stress!! Questa è la filosofia degli organizzatori della XContest… Si i tratta comunque di un evento FAI 2 ( HG e PG), ma di fatto è una competizione di Cross Country. Tenutasi nel 2009 a Levico Terme quest’anno si passa dalle forti condizioni delle Alpi alla meravigliosa Italia centro-meridionale. I monti del Matese sono uno dei posti più interessanti in Italia per le potenzialità XC (Campionati Italiani di Parapen dio 2008, PWC durante quest’anno) e per la grande ospitalità della popolazione locale. L’area offre la possibilità di spostarsi in molte direzioni senza la necessità di volare sempre e solo su un unico costone principale. Le condizioni locali alla fine dell’estate sono generalmente molto buone con un grande potenziale per voli di distanza, ma favorevoli anche per molti piloti non molto familiari con le condizioni forti degli eventi alpini durante la stagione estiva.

Pietro Rossi

 
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mercoledì agosto 25th, 2010 00:23 Piedimonte Matese-IL PRESIDENTE DEL PARCO PINO FALCO HA RIBADITO CHE INSIEME AI VOLONTARI CONTINUERA’ A DIFENDERE CON DETERMINAZIONE IL MATESE.

 
PIEDIMONTE MATESE. Continua anche dopo il Ferragosto senza sosta l’opera di sensibilizzazione ambientale intrapresa da Pino Falco (nella foto) Presidente del Parco Regionale del Matese in collaborazione con i volontari delle associazioni del territorio. Vivo apprezzamento verso i volontari è stato espresso dal Presidente del Parco Falco che ha ribadito: “ Dal più grande al più piccolo difenderemo con determinazione il nostro Matese”. Si moltiplicano, intanto, i consensi da parte di turisti e residenti di Bocca della Selva per l’azione dei volontari dello Sci Club Fondo Matese in sostegno all’iniziativa di informazione e sensibilizzazione al rispetto delle regole a salvaguardia dell’ambiente del Parco Regionale del Matese. Anche in quest’ultimo weekend, grande disponibilità da parte di tutti ad usare il barbecue e riportate i rifiuti a casa. A fine giornata tutta l’area delle piste da sci e il boschetto erano pulitissimi e i cassoni di raccolta, non ancora rimossi, erano semivuoti. La presenza costante della Polizia Municipale di Piedimonte Matese, a sopperito all’assenza di Forestale e Guardie Provinciali. In queste giornate, hanno lamentato i volontari, sarebbe di grande conforto e sostegno a chi si sta impegnando tanto, almeno un’apparizione fugace degli uomini della Forestale e delle Guardie Provinciali. Soddisfazione è stata manifestata anche da Sisto Bucci che ha segnalato come le località di Miralago e Bocca della Selva siano un concreto esempio di rinnovamento, grazie all’opera di sensibilizzazione che sta continuando in questo mese di agosto, si cominciano a vedere i primi e tanto auspicati effetti, aree verdi e aree pic-nic ben pulite, riduzione dei rifiuti abbandonati, più consapevolezza da parte di tutti anche dei venditori ambulanti concordi che tenere pulito e meglio. La giornata del Presidente Falco si è conclusa con il pranzo al campo base, loc. Scennerato, del progetto “MIGRANDATE”, Censimento degli uccelli al Lago Matese, con gli amici di LEGAMBIENTE, del CE.D.A. “Matese” e con Rosario Balestrieri, inanellatore riconosciuto dall’ISPRA. Sarà cura del Parco Regionale del Matese, ha dichiarato Pino Falco, e dei promotori del progetto, inviare le risultanze dei lavori a tutti gli istituti scolastici del territorio, giusto contributo all’anno Internazionale delle biodiversità. dei lavori a tutti gli Istituti Scolastici del Territorio, giusto contributo per l’Anno Internazionale per la Biodiversità.

Pietro Rossi

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martedì agosto 24th, 2010 01:22 CORALLO NERO AL LARGO DELLE ISOLE TREMITI. SI TRATTA DI UNA SCOPERTA DAVVERO ECCEZIONALE


 
di Daniele Palazzo
Eccezionale scoperta, al largo dell’Isola di San Domino, nell’arclpelago delle Tremiti. Nel corso di una serie di immersioni, finalizzate alla raccolta di informazioni e alla redazione di documenti utili ad un progetto di scandaglio e mappatura, anche a fini scientifici ed archeologici, del fondale oggetto di indagine, un gruppo di sommozzatori, guidato dall’esperto Adelmo Sorci, sono stati protagonisti di un  rinvenimento che definire sensazionale sarebbe sicuramente riduttivo. Durante una delle loro tante uscite di lavoro, Sorci e i suoi uomini(l’equipe si completa con Andrea Riina, Vincenzo Ferraro, Antonio Bruno. Stefano Bonfanti, Paolo Farina e Michele Tancredi), in forza al team “Merlin Tremiti”, si sono imbattuti in un sorta di promontorio roccioso subacqueo, che, per i suoi scopritori e non solo per loro, costituisce un’autentica sorpresa. Infatti, si tratta di una  formazione del tutto sconosciuta in quanto non riportata dalle carte nautiche in dotazione a tecnici, esperti e studosi del settore. In quache modo, anche le dimensioni di questa piccola montagna hanno destato stupore. Quaranta metri di diametro alla sommità, sessanta di altezza e un aspetto fotemente fascinoso fanno della struttura rocciosa stessa un elemento unico nel suo genere. Ma, le meaviglie non finisono quì. La montagnola ritrovata all’altezza del ‘Punto 55″(in questo modo, è stato ribattezzato il luogo in cui è avvenuto il fatto di cronaca oggetto del nostro interesse) presenta un’altra carateristica di grnde rilievo. E’ ricchissimo di vita bentonica. che rappresenta un ulteriore regalo della natura a quel particolare angolo del Mare Adriatico occupato dalle Tremiti. Ma, c’è ancora di più. A circa trentotto metri di profondità, è stata individuata una colonia di Gerardia Savaglia, volggarmente indicata come Falso corallonero”, il cui tasso di crescita, fatto molto importante nell’economia delle applicazioni della scoperta, è di due o tre micron all’anno. Questo fattore risulta interessante per due motivi. Il primo è che gli scienziati ritegono che la colonia di Gerardia Savaglia in questiome abbia tra i duemila e i duemilacinquecento anni, il secondo  che la medesima possa vivere fino  a quattromila anni. E’ facilmente comprensibile, dunque, che tale scoperta possa avere un ruolo fondamentale nella ricostruzione degli andamenti che, nel corso dei secoli, hanno interessato i dintorni del cosiddetto “Punto 55″. Intato, la missione di Sorgi e soci in tenimento delle Tremiti volge  al termine. Entro fine agosto, stileranno il docmento finale dei loro interventi e dellle loro scoperte.

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