domenica febbraio 5th, 2012 00:20 Santa Messa Domenica 5 Febbraio

 

LA PAROLA DI OGGI
5 febbraio 2012
Domenica
S. Agata
V tempo ordinario (B) – I

PREGHIERA DEL MATTINO
O Signore, fa’ che oggi, sempre nel tuo nome, sia capace di riconoscere e di alleviare le sofferenze di coloro che incontrerò.
Fa’ che, pur nella mia grande povertà, riesca ad essere, anche per chi ancora ti cerca, un segno trasparente del tuo amore misericordioso e del dono della tua guarigione.
Signore, dammi la gioia di saperti contemplare per poterti meglio servire nei miei fratelli e nelle mie sorelle.

ANTIFONA D’INGRESSO
Venite, adoriamo il Signore, prostrati davanti a lui che ci ha fatti; egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)

COLLETTA
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Gb 7,1-4.6-7)
Notti di affanno mi sono state assegnate.
Dal libro di Giobbe
Giobbe parlò e disse: “L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono toccati mesi d’illusione e notti di affanno mi sono state assegnate. Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”. La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola, svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene.”
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 146)
R. Risanaci, Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele. R.
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome. R.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi. R.

SECONDA LETTURA (1Cor 9,16-19.22-23)
Guai a me se non annuncio il Vangelo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mc 8,17)
R. Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 1,29-39)
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: �Tutti ti cercano!�. Egli disse loro: �Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!�.
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù passa tra noi e ci guarisce. Ci ha rigenerati e guariti con la grazia del battesimo e ci rinnova ogni giorno con la sua misericordia.
Siamo dei salvati, ma lo siamo per essere segno del Cristo presso i nostri fratelli e le nostre sorelle.
La suocera di Pietro dà ad ognuno di noi l’esempio di chi, guarito dal Cristo, sceglie di servire.
Le folle cercano Gesù attirate da ciò che egli dice e dai segni che opera. È la carità che le richiama e la carità è certamente il segno più luminoso e distintivo di ogni comunità cristiana.
Ma per essere davvero testimoni e annunciatori del Cristo occorre ancorare la propria vita nella preghiera e nella contemplazione: Gesù si ritira a pregare solo in un luogo deserto e indica la strada maestra che dobbiamo seguire se vogliamo essere suoi veri discepoli.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli portavano i malati e Gesù li guariva. (cf. Mc 1,34)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo calice, fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia frutti di vita eterna per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
L’orazione, un contatto che trasforma
“Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava” (Mc 1,35; Lc 5,16; 6,12…).
L’orazione, la preghiera interiore che cerca il Dio vivente per stare in sua presenza e ricevere tutto da lui, si ricollega alla preghiera silenziosa di Gesù. La si deve proporre ad ogni cristiano, non come un metodo, una tecnica fra le altre, ma come un mezzo per assomigliare di più a Gesù, e di essere dunque più pienamente cristiani.
Incuriositi dalla preghiera di Gesù, i suoi discepoli gli chiedono: “Signore, insegnaci a pregare”. E Gesù dice loro: “Quando pregate, dite: Padre Nostro….” (Lc 11,1; Mt 6,5-15). Gesù ci mostra così quale sia il cuore della preghiera: un dialogo con Dio, un mettersi in contatto con lui, uno scambio fra due amori, quello che Dio ha per noi, un amore paterno, e quello che noi abbiamo per lui, un amore filiale.
Dio-Amore è presente nel nostro animo, come un fuoco ardente, un sole che non smette di diffondere la sua luce, una fontana sempre zampillante.
Per andare incontro a lui, abbiamo la grazia santificante che ci ha fatto suoi figli, partecipi della natura divina (2Pt 1,4). È in noi un’attitudine nuova e soprannaturale all’unione divina. Così io, peccatore e creatura limitata, divento capace di unione con Dio Creatore, infinito, trascendente, santissimo. Io posso entrare, come figlio, nella vita trinitaria di contemplazione e di amore. Nel mio animo vive il cielo intero.
L’incontro del nostro amore con Dio-Amore, lo scambio che ne nasce, ecco l’orazione: un dialogo d’amicizia dell’essere vivente, quali noi siamo, con il Dio vivente che dimora in noi. Dialogo dai mille volti: triste o gioioso, commosso o insensibile, silenzioso o espansivo, attivo o impotente, entusiasta o angosciato, a seconda del nostro temperamento e del peso delle nostre preoccupazioni. Dialogo misterioso perché Dio è puro Spirito, infinito, insondabile. “Dio nessuno l’ha mai visto” (Gv 1,18). E la grazia santificante, questo amore che unisce, che è della sua stessa natura, è inaccessibile alle facoltà umane. L’orazione è un dialogo misterioso e segreto.
Se la presenza di Dio è certezza, se siamo sicuri dell’amore e della gioia che egli prova nel darsi a noi (Lc 10,21-22) – le sue delizie sono tra i figli dell’uomo (Pr 8,31), e Gesù è venuto per i malati e i peccatori (Mt 9,12-13) -, allora si impone una domanda: qual è la nostra parte in questo dialogo che è l’orazione? Che cosa fare per vivere in contatto con questo Dio nascosto? Il Vangelo fornisce la risposta a questa domanda e ci dà la chiave di ogni atto di preghiera, la chiave della nostra vita cristiana. “Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato” (Gv 1,18). Ogni dialogo con Dio si realizza in Cristo. Trovare Gesù è trovare Dio. È ciò che ha vissuto la donna malata del Vangelo (Mc 5,25-34). Avendo udito parlare di Gesù, questa donna riflette fra sé, poi audacemente si fa largo tra la folla per arrivare a toccare il lembo del suo mantello. Questo contatto “fa uscire” da Gesù una forza. La donna è guarita. Gesù è sorpreso: “Chi mi ha toccato?… Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me” (Lc 8,43-48). Vedendo la donna, egli dà la spiegazione: “Figlia, la tua fede ti ha salvata!“.
In questo episodio noi cogliamo tutta la dinamica della preghiera: sentir parlare di Gesù; pensare a lui; andare verso di lui, con tutto quello che noi siamo, le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri successi e i nostri fallimenti; toccarlo con la fede, una fede viva che spera e che ama.
La nostra attività nella preghiera è essenzialmente una collaborazione di fede: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me” (Gv 7,37-38).
Questa collaborazione di fede, vivente e paziente, è paragonabile ad uno sguardo. “Chi ha visto me ha visto il Padre“, afferma Gesù” (Gv 14,9). Pregare significa essenzialmente cercare lo sguardo amante di Gesù (Mc 10,21), rivolgere a lui lo sguardo interiore del nostro animo. Questo sguardo trascina con sé tutto il nostro essere, il nostro corpo, le nostre facoltà (intelligenza, immaginazione, volontà) e le orienta verso Cristo, invisibile ma presente, per unirle a lui in un contatto misterioso, soprannaturale, che dà la vita. “Pensate che egli vi guarda, e che aspetta da voi uno sguardo”, ci dice Teresa d’Avila.
Per orientare e nutrire questo sguardo verso l’invisibile ogni mezzo può essere adatto: gesto, parola, lettura, meditazione, silenzio possono favorire il raccoglimento che ci fa cercare Dio presente in noi, e che ci fa dunque passare al di là di tutto quanto sia altro da lui. Fermarsi al “mezzo” sarebbe mancare lo “scopo” e fare della preghiera una ricerca esclusiva di pacificazione interiore, mentre invece essa è un contatto con Dio. Le difficoltà, che si incontrano frequentemente, derivano dalla dispersione delle facoltà, dalle distrazioni dell’immaginazione e della memoria, dall’ignoranza delle cose di Dio, infine dal peccato.
La perseveranza si basa sulla certezza che la “fede faccia giungere a Dio” (san Giovanni della Croce) e che ciò avvenga anche in mezzo a distrazioni e difficoltà.
Basta rinnovare l’atto di fede, pazientemente, con l’aiuto di una breve formula, di uno sguardo a un’immagine… di un’azione semplice che ci ricordi la presenza interiore e che ci faccia volgere ad essa.
Questa presenza di Dio resta nascosta. La luce del suo mistero acceca la nostra intelligenza, la quale non ne può cogliere che l’immagine data dalla Chiesa, giusta ma oscura. “La fede è certa e oscura nello stesso tempo”, dice Giovanni della Croce. E l’orazione, come esercizio della fede nell’amore, ci immerge nell’oscurità del mistero.
Noi non siamo abituati a questa oscurità, essa provoca una sofferenza alla nostra razionalità, che può nutrirsi soltanto di idee chiare. Ma noi non vogliamo soltanto l’idea, vogliamo Dio. Dobbiamo ricordarci allora che l’oscurità non aumenta la distanza fra gli esseri, e che il sole non smette di risplendere quando abbaglia. A poco a poco, la nostra intelligenza, che confida in questo contatto reso possibile dall’amore per Dio, sarà trasformata proprio da questo contatto, diventando capace non di vederlo – questo è per il cielo – ma di sentirsi alla sua presenza, di amare la notte del suo mistero. “Credere nella nostra fede” (padre Maria Eugenio del Bambino Gesù) diventa l’atteggiamento fondamentale attraverso il quale esprimiamo il nostro amore per Dio.
La certezza dell’amore divino che si offre a noi può restare ferma e sicura nel mezzo dell’agitazione, della notte, nel cuore del dubbio interiore. L’orazione è un combattimento da cui Dio uscirà vincitore, se gli diamo la fiducia della nostra fede. Questa fiducia nella debolezza e nell’impotenza attira l’azione di Dio. Lo Spirito Santo, la nostra guida interiore, viene a soccorrerci, “perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare” (Rm 8,26). La sua azione a poco a poco scende sulle nostre facoltà, sui nostri sensi stessi. Placa, paralizza l’intelligenza, colpisce la volontà, mantiene egli stesso il contatto con il cespuglio ardente. Ci insegna la mansuetudine, la perseveranza. Crea in noi un atteggiamento di semplicità estrema, l’atteggiamento di fede viva che ci permette di dissetarci alla fonte della vita divina non più a piccoli sorsi, come quando compiamo da soli un atto di fede, ma a grandi sorsi. La preghiera, sostenuta dall’intervento dello Spirito Santo, diventa contemplazione. Forse non ci accorgiamo di nulla, forse abbiamo l’impressione di non fare nulla e di non vedere nulla. Ma noi siamo là, Dio è là. Il contatto è stabilito, la vita divina ci è concessa. La nostra trasformazione si compie. L’amore si fa più grande e la “luce risplende sotto i passi di colui che prega” (padre Maria Eugenio del Bambino Gesù).
Il Concilio Vaticano II ci ricorda che una vita cristiana autentica esige, oggi più che mai, “un continuo esercizio della fede, della speranza e della carità” (Decreto sull’apostolato dei laici, n.4).
L’orazione, in quanto si pone al livello più profondo del dinamismo della grazia santificante e in quanto è un contatto vivente concesso da Dio, sembra oggi divenuta necessaria per chi voglia adempiere nel mondo la missione di testimonianza a cui lo consacra il battesimo. La semplicità dell’orazione la rende universale. Essa riconosce e assicura al Dio vivente il primo posto nella vita quotidiana. Invita e incoraggia al dono di sé ai fratelli. Spinge ad amare la Chiesa, in cui Gesù Cristo si dà nell’Eucaristia, sacramento dell’Amore, “mistero della fede”.
ISTITUTO NOTRE-DAME DE VIE

 

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sabato febbraio 4th, 2012 01:40 SANTA MARIA LA FOSSA-Grande fermento nella comunità fossatara che si prepara ad accogliere il 9 febbraio la bianca statua della Madonna di Fatima .

 (Angela Perillo) –

Grande fermento nella comunità fossatara che si prepara ad accogliere il 9 febbraio  la bianca statua della Madonna di Fatima . Lunedì 6 inizieranno incontri di preghiera e meditazione ,  affinché, come ribadito dal parroco don Pasquale Buompane, tutti possano prepararsi ad accogliere la Madonna  soprattutto nei propri cuori  e  riflettere sull’inesauribile e graziosa benignità di Maria verso l’umanità .
“Dì a tutti che Dio concede le sue grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, che non si deve esitare a domandargliele. Dì che il Cuore di Gesù vuole essere venerato col Cuore Immacolato di Maria”. (Parole della Madonna a Lucia di Fatima).
Queste parole, pronunciate dalla Vergine a Fatima, evidenziano quando davvero la Madre Celeste sia nostra avvocata, intermediatrice, tesoriera e dispensatrice di tutte le grazie. La statua della Madonna di Fatima, pellegrina di pace nel mondo, arriverà in elicottero giovedì 9 febbraio alle ore 15:45  in piazza Mercato, e dopo il saluto delle autorità civili e religiose con la consegna alla Madonna  delle Chiavi della città da parte del sindaco  Antonio Papa, la statua  sarà portata in processione verso la chiesa. Tantissimi  gli appuntamenti  previsti  nei  quattro giorni  in cui la Madonna resterà a Santa Maria   La fossa,  tra cui il “Concerto a Maria”, la sera stessa dell’arrivo, alle 21:30 che sarà  tenuto dai maestri  del San Carlo di Napoli e riflessioni del Padre passionista Pierluigi Mirra . La Chiesa rimarrà aperta fino a mezzanotte  per permettere ai fedeli di pregare davanti alla Sacra Immagine.  A seguire pubblichiamo il calendario completo degli appuntamenti:

LUNEDI’ 6 FEBBRAIO

Ore 16.30 - Santo Rosario meditato a Seguire Santa messa con pensiero Mariano

Ore 20.00 - Meditazione e spiegazione del messaggio della Vergine“Fatima: Tragedia o speranza?”. Verrà a parlarci Ottavio Cembalo, membro del movimento Gam ed esperto della storia di Fatima.

MARTEDI’ 7 FEBBRAIO

Ore 16.30 - Santo Rosario meditato a Seguire Santa messa con pensiero Mariano

Ore 20.00 - Proiezione del film “Nostra Signora di Fatima”.

MERCOLEDI’ 8 FEBBRAIO

Ore 16.30 - Santo Rosario meditato a Seguire Santa messa con pensiero Mariano

Ore 20.00 - Adorazione Eucaristica animata dalle Suore “Figlie della Donna Vestita di Sole” del movimento Gam.

GIOVEDÌ 09 FEBBRAIO

Ore 15,45 - Raduno in Piazza Mercato

Ore 16.15 -  Arrivo dell’elicottero e atterraggio della statua della Madonna di Fatima, saluto delle autorità civili e religiose.

* Consegna delle Chiavi della città da parte del Sindaco dott. Antonio Papa.

* Offerta floreale alla Vergine da parte di tre bambini vestiti da pastorelli,

*Processione verso la Chiesa.

*Cenacolo di preghiera al termine Santa Messa celebrata da Sua Ecc. Mons. Bruno Schettino Arcivescovo di Capua

Ore 21.30 -  Concerto a Maria, tenuto dai Maestri del Teatro San Carlo di Napoli e riflessioni del Padre Pierluigi Mirra – Passionista.

Fino alle 00.00 – la chiesa rimarrà aperta per la preghiera silenziosa

VENERDÌ 10 FEBBRAIO

Ore 8.00 - S. Messa

Ore 9.30 - I bambini delle scuole materne offriranno un fiore alla Madonna e rito di Consacrazione dei Fanciulli.

Ore 10.30 - Cenacolo con le scuole elementari

Ore 12.00 Angelus e pensiero mariano

Ore 15.00 - Coroncina della Divina Misericordia

Ore 17.30 -  Cenacolo con gli ammalati

Ore 18.30 - S. Messa con amministrazione del sacramento dell’Unzione degli infermi

Ore 21.00 - Grande Cenacolo per tutti i giovani in Chiesa

SABATO 11 FEBBRAIO

Ore 8.00 - Santa Messa

Ore 9.30 - Cenacolo con i ragazzi delle Scuole Medie

Ore 12.00 - Angelus e pensiero mariano

Ore 15.00 - Coroncina della Divina Misericordia

Ore 17.30 - Cenacolo con gli sposi e i fidanzati

Ore 18.30 - S. Messa con il rinnovo delle promesse matrimoniali (25°, 30°, 40°, 50°)

A seguire processione partendo dalla Parrocchia, Corso Umberto I fino alla fine del Paese.

Ore 22.00 – 7.45 - Adorazione eucaristica a turni in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria

DOMENICA 12 FEBBRAIO

Ore 8.00 – 11.30 - Santa Messa

Ore 11.00 – 13.00 - I giovani Missionari del GAM visiteranno le nostre famiglie e le Consacreranno al Cuore Immacolato di Maria.

Ore 12.00 –             Angelus e pensiero mariano

Ore 15.00 - Coroncina della Divina Misericordia

Ore 17.00 -  Grande Cenacolo conclusivo,

*Santa concelebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc. Mons. Bruno Schettino, al termine fiaccolata, falò delle letterine, Atto solenne di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, saluto con sventolìo di fazzoletti bianchi alla fine di Corso Umberto I.

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sabato febbraio 4th, 2012 01:40 CANCELLO ED ARNONE- COSTRUIAMO UN ORATORIO CON UNA NUOVA CHIESA

 

GIOVANNI PAOLO II AI POLACCHI:

“BASTI CHE OGNUNO DI VOI OGNI MATTINA PORTI UN MATTONE E LA CHIESA SARA’ COSTRUITA”

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giovedì febbraio 2nd, 2012 22:55 CASERTA –Il colonnello Iannetta consegna a Padre Marciano il foglio matricolare di San Pio da Pietrelcina

 

Nunzio De Pinto

 

 Ieri mattina, 2 febbraio, presso la caserma Sirtori sede dell’ex Distretto Militare oggi Centro Documentale di Caserta si è svolta una cerimonia semplice ma significativa per il suo contenuto. Infatti il Reverendo Padre Marciano, guardiano del convento “Padre Pio” di Pietrelcina, è stato ospite dell’Ente dove gli è stata consegnata la copia autentica del “Foglio Matricolare” del soldato Francesco Forgione, classe 1887, al secolo padre Pio oggi assurto agli altari della Santificazione come “San Pio”. Il prezioso documento è stato ritirato dal prelato, erede spirituale  di San Pio, al quale è stato consegnato dal Comandante pro-tempore Col. Luciano Iannetta. La cerimonia, semplice nel suo complesso è stata ricca di significato per gli aspetti socio religiosi in essa contenuti. Era il 16 aprile del 1907 quando il giovane Forgione, all’epoca seminarista, come tutti i giovani della sua età, venne chiamato a visita per il servizio militare e nessuno avrebbe potuto immaginare, in quei giorni, che quel ragazzo, votato alla Chiesa, nel tempo, sarebbe assurto in Paradiso. “Questa occasione, insieme ad altre a sfondo socio culturale” – ha affermato il Colonnello Iannetta – “permettono di aprire le porte della caserma favorendo così l’avvicinamento e l’apertura delle Istituzioni Militari al tessuto sociale circostante  che, per molto tempo, sono stati separati a causa di vecchie teorie ed abitudini ormai superate dai tempi”. Il Distretto Militare di Caserta, custode e memoria storica del territorio, che comprende le province di Caserta, Benevento, Isernia e Campobasso,  oltre a  conservare la documentazione di quanti ebbero a svolgere il servizio militare dal 1870 ad oggi, conserva gelosamente anche il foglio matricolare del giovane soldato di Pietrelcina. Nel suo breve discorso il Colonnello Iannetta ha evidenziato come “…il documento non rappresenta solo un “foglio” ma qualcosa in più che ci fa sentire eredi e testimoni di un periodo e di un momento significativo della vita del Santo. Cosa riporta il documento del frate? Era il 16 Aprile del 1907, quando il giovane Francesco Forgione viene chiamato a visita  e giudicato idoneo di 1^ categoria e lasciato in riserva perché seminarista. Il 6 novembre 1915 fu chiamato alle armi perché l’Italia era in guerra e tutti i giovani idonei al servizio militare vennero precettati per il primo conflitto mondiale. Il soldato Forgione, già malato di broncopolmonite, ottiene un lungo periodo di convalescenza ed al termine della malattia, svolge circa 4 mesi di servizio attivo. Il 5 marzo 1918, sottoposto a visita, viene “riformato” dall’Ospedale Militare di Napoli  per “bronco alveolite doppia”; Il 18 luglio 1918 viene posto in congedo con il giudizio “di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà ed onore”. Leggendo quest’ultima considerazione sul Suo comportamento da militare” – ha concluso Iannetta – “ciò permette di asserire che San Pio è stato anche un “militare”, una persona che ha fatto, del sacrificio e della disponibilità, la propria ragione di vita, dove la sua essenza di persona e di religioso ha fatto, della motivazione al servizio, la sua arma vincente e proprio per questo può essere considerato anche lui un “Comandante” nel senso più nobile del termine”.

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domenica gennaio 29th, 2012 01:23 SANTA MESSA DOMENICA 29 GENNAIO

 

 LA PAROLA DI OGGI
29 gennaio 2012 
Domenica
S. Costanzo
IV tempo ordinario (B) – IV

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, all’inizio di questo giorno, voglio lodarti e benedirti in comunione con tutta la Chiesa e insieme a tutto il creato. Voglio glorificarti, poiché “Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono“. “Tu hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione” e “liberandoci dal potere delle tenebre, ci hai trasferiti nel regno tuo“, che è regno di amore, di giustizia e di pace, e ci hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti. A te lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli. Amen!

ANTIFONA D’INGRESSO
Salvaci, Signore Dio nostro, e raccoglici da tutti i popoli, perché proclamiamo il tuo santo nome e ci gloriamo della tua lode. (Sal 106,47)

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA (Dt 18,15-20)
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo dicendo: “Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 94)
R. Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
“Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere”. R.

SECONDA LETTURA (1Cor 7,32-35)
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 4,16)
R. Alleluia, alleluia.
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 1,21-28)
Insegnava loro come uno che ha autorità.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao], insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù inizia il suo ministero annunciando il vangelo del regno di Dio (Mc 1,15). Si ha un regno quando c’è un popolo governato da un’autorità sovrana che esercita il suo potere per mezzo della legge.
Dio è Santo ed esercita il suo dominio per mezzo della potenza dello Spirito Santo; la sua unica legge è l’amore. Vive nel regno di Dio chi, nella libertà dell’amore, si sottomette all’azione potente del suo Spirito che “è Signore e dà la vita”. Adamo ed Eva con il peccato si sono ribellati a Dio sottraendosi alla sua sovranità, ed a causa loro tutti gli uomini sono stati costituiti peccatori (Rm 5,12) per cui “giacciono sotto il potere del Maligno” (1Gv 5,15), il quale regna sull’uomo con la forza della menzogna e con la legge del peccato.
Gesù Cristo, nuovo Adamo, sottomesso al Padre con una obbedienza spinta fino alla morte di croce (Fil 2,8), ripieno di Spirito Santo e rivestito di potenza dall’alto al battesimo del Giordano, inizia la sua missione instaurando il regno di Dio con autorità. I demoni si sottomettono a lui, manifestando così che il loro potere sull’uomo ormai volge al termine e che il regno di Dio è entrato nel mondo. La parola di Gesù, al contrario di quella degli altri maestri del tempo, non tende a diffondere delle opinioni dottrinali, chiama invece gli uomini all’obbedienza a lui (1Pt 1,2) per mezzo della fede(cf. Rm 1,5; 6,16-17), la pratica dei suoi comandamenti(Gv 14,21) e la guida del suo Santo Spirito. Oggi è compito della Chiesa, cioè di ogni cristiano, far arrivare il regno di Dio ad ogni uomo su questa terra.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare, e trasformali in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Io so chi tu sei, Gesù Nazareno: il santo di Dio”. (cf. Mc 1,24)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: Che c’entri con noi?“. Colui che esclama così è un individuo che si esprime in nome di molte persone: ciò prova infatti che egli ha coscienza di essere stato vinto, lui e i suoi. “Si mise a gridare…“: si mise a gridare come se fosse torturato, come se fosse in preda ad una sofferenza terribile, come se non potesse sopportare il castigo.
Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio“. Nel pieno del tormento, e malgrado l’intensità delle sofferenze che lo fanno gridare, egli non si libera della sua ipocrisia. Egli è costretto a dire la verità, la sofferenza lo stringe: ma la malignità lo impedisce.
Che c’entri con noi, Gesù Nazareno?“. Perché non riconosci il Figlio di Dio? È forse il Nazareno che ti tortura, e non il Figlio di Dio? Tu subisci il tuo castigo e fingi di ignorare il suo nome?
Non dire Santo di Dio, ma Dio Santo. Tu immagini di sapere, ma non sai. O piuttosto sai, ma taci per malignità, poiché non è il Santo di Dio, ma Dio Santo. Dico tutto ciò affinché noi non sottoscriviamo le asserzioni del demonio, poiché non dice mai la verità.
SAN GIROLAMO

 

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mercoledì gennaio 25th, 2012 00:56 Cancello ed Arnone-Festa S.Biagio

di Giuseppe Paolo

Immagine di Repertorio il Parroco Don Rocco ed il vescovo SchettinoS.Biagio

Cominciano lunedi 30 i festeggiamenti in onore di San Biagio nella parrocchia di Arnone. Il parroco Don rocco Noviello dall’altare ha annunciato il seguente programma:
Lunedi 30 dopo la messa delle 17.00 l’effigie del Santo patrono sarà portata nella cappella a lui dedicata, dove Martedi 31 ,Mercoledi 1 febbraio e giovedi 2 febbraio (festa della Candelora) sara celebrato il triduo di preghiera e di meditazione sulla figura del santo Martire, e al termine Benedizione eucaristica. Venerdi  3 febbraio (1° Venerdi del mese)ore 11.00 nella chiesa madre c’è la Santa Messa officiata dal vescovo Mons. Bruno schettino   con la partecipazione della schola Cantorum.. alle 15.30 Solenne processione per le strade del paese dove parteciperanno autorità religiose, il Sindaco Pasqualino Emerito al termine santa Messa di ringraziamento e fuochi d’artificio per concludere la festa. .Il parroco ha ricordato come il santo è un’imitazione per noi, si deve seguire il suo esempio, la comunità di arnone è devota al Vescovo Biagio, e la sua protezione ci guidi e ci protegga sempre anche in questo momento difficile e particolare. Giuseppe Paolo

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martedì gennaio 24th, 2012 00:55 LUZZANO. CON LA BENEDIZIONE IMPARTITA DA S. E. MONS. MICHELE DE ROSA, VESCOVO DELLA DIOCESI DI CERRETO SANNITA-TELESE-SANT’AGATA DE’ GOTI, E’ STATO INAUGURATO PRESENTI IL SINDACO DI MOIANO, PIETRO PALMA, E TANTI ALTRI PERSONAGGI, IL MUSEO DEL PRESEPE.

 di Paolo Pozzuoli

Pomeriggio speciale vissuto sabato scorso a Luzzano dalla locale comunità. Una partecipazione corale, emozionante, di queste anime belle, concrete, di talento – vivono quotidianamente il culto della famiglia e custodiscono gelosamente il patrimonio ereditato, tutto fondato su antichi valori e sani principi che in futuro trasferiranno ai loro figli e nipoti – alla toccante cerimonia di inaugurazione e benedizione del Museo del Presepe. E’, in sintesi, la ‘storia’ della gente di Luzzano, dalle mani creative che, un po’ lontana dal campanile politico-amministrativo, si raccoglie nella chiesa dedicata a S. Vito Martire, custode sacra di frammenti di antiche civiltà, cui fa da ‘sentinella’ un bellissimo campanile, oasi di pace, di meditazione e di preghiera, ‘cara’ agli eredi di Pietro che, eletti Papa, scelsero come nome Benedetto: Benedetto XIII, poco meno di tre secoli fa, aveva benedetto l’altare maggiore ed è poi toccato a Benedetto XVI benedire, nel maggio dell’anno 2006, la nuova campana che, con il festoso din-don trasmesso nel circondario, scandisce le ore e richiama i fedeli alle funzioni religiose. Abbiamo accennato in premessa ad un pomeriggio speciale. Ebbene, sì, perché qui, a Luzzano, il sogno sognato, il ‘Museo del Presepe’, non è svanito all’alba ma si è veramente concretizzato. È realtà, ed è qui davanti a tutti, benedetto dal Vescovo della Diocesi, Mons. Michele De Rosa, presentato dal Parroco, don Michele Oropallo, dal Sindaco, Pietro Palma, e dal presidente dell’Associazione “Amici del Presepe”, Angelantonio Amoriello. Dal Presepe che racchiude nel suo seno i valori della famiglia si trae ispirazione perché la famiglia possa continuare ad essere tale come tradizione vuole – almeno dalle nostre parti – e ‘la benedizione del Presepe’, ha sottolineato don Michele Oropallo, ‘oltre a cementare il rapporto cordiale e collaborativo tenuto con le istituzioni, deve consentire uno sviluppo sempre più proficuo sotto l’aspetto culturale ed economico per la collettività di Moiano-Luzzano e del Sannio’. Sulla stessa lunghezza d’onda quanto esposto dal sindaco, Pietro Palma. Il quale, recepito il messaggio di Angelantonio Amoriello finalizzato “all’ampliamento della struttura per poter dare lezioni di ‘presepio’”, ha evidenziato che “le cose buone si fanno insieme e si va avanti con il contributo di tutti; ancora, con la giunta contribuiremo a far sì che queste nostre bellezze, facendo leva sull’estro artistico che si è manifestato nella nostra comunità, mettano radici e, attraverso questi prodotti, siano ambasciatrici delle nostre origini portandole oltre il nostro Paese”. Passionale ed emozionante l’intervento di Angelantonio Amoriello che, tratteggiato la ‘storia’ dell’associazione ed il ‘pallino’ per il Presepe da parte dei componenti della stessa associazione, rimarcata la vicinanza del Vescovo, ha profferito che “senza nulla togliere ai maestri napoletani, qui a Luzzano, in questo nuovo spazio aperto a tutti, possiamo produrre con le nostre mani pezzi pregiati e dare lezioni di ‘presepio’; questo nostro Presepe di S. Vito è unico nel suo genere per tipicità e creatività”. Una lezione di storia (origini del Presepe), di morale (è motivo di gioia sapere che nelle nostre famiglie si fa il Presepe; ma, non basta, perché bisogna ogni giorno rappresentare l’amore di Cristo; chi non manda i bambini al catechismo è schierato contro la Chiesa), di catechesi (Incarnazione e Croce di Gesù, morto per noi, non sono due avvenimenti separati, disgiunti, ma si richiamano a vicenda) e di … promozione (l’associazione deve avere un po’ di fantasia per mettere in atto delle iniziative quali una pubblicazione della storia del presepe, di questo presepe, per pubblicizzarlo e tramandarlo ed il presepio deve essere incluso anche nei tour dei presepi) l’intervento del Vescovo, Mons. Michele De Rosa, che ha anche rivolto un pensiero affettuoso ad un ex amministratore, il dr. Nardone, per ricordarne la sensibilità e gli interventi. Fra gli intervenuti alla cerimonia, notati gli amministratori comunali, il Sen. Cosimo Izzo, il Sindaco di Airola (… Luzzano, in passato, è stato uno dei Casali), Michele Napolitano, il Presidente della Comunità Montana, Libero Sarchioto, il segretario del Vescovo, don Domenico De Santis, i Parroci, don Liberato Maglione e don Valerio Piscitelli, gli “Amici del Presepe” al gran completo, Angela, Antonio, Carmine, Pasquale e Stefano Amoriello, Nicola Ciaramella, Giuseppe Diglio, Giuseppe Iodice, Antonio, Crescenzo e Domenico Massaro, Geppino, Giovanni, Pasquale e Salvatore Meccariello, Michele Melisi, Giovanni, Giuseppe e Leopoldo Tirino, fra i quali spiccano il maestro Graziadei Tripodi, principe del restauro sacro, che ringraziamo per averci deliziato con argomentazioni varie, argute e familiari al tempo stesso, Giuseppina Meccariello, ed Angelamaria Viola, donna dalle mani creative, che cura i costumi dei pastori. Anche quest’anno, come tradizione vuole, per la realizzazione del Presepe i componenti l’Associazione hanno scelto il tema “La Profezia di Simeone <Anche a Te una Spada Trafiggerà l’Anima>”, rappresentata in otto quadri: inizia dalla Natività per poi culminare, attraverso le scene che mostrano la ‘Presentazione di Gesù al tempio, la Fuga in Egitto, Gesù fra i Dottori, Maria incontra Gesù, Maria ai piedi della Croce, Maria accoglie il corpo esamine di Gesù’, nella scena finale che vede ‘Maria assistere alla sepoltura di Gesù’. Degne di menzione le sculture in mostra in una saletta del Museo – opere di pregevole fattura, veri capolavori artistici – in pietra, ricavate dal Monte Taburno, realizzate da Assunto Iachetta, che si autoproclama ‘Artista Nascosto Dietro le Nuvole’. 

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martedì gennaio 24th, 2012 00:18 S.Maria La Fossa-Madonna di Fatima

Sono lieto di annunciare che dal 9 al 12 febbraio 2012 la comunità cristiana di Santa Maria la Fossa riceverà la statua della Madonna di Fatima; sono lieto di trasmetterti l’invito e il programma dell’iniziativa.
Cordiali saluti
Peppino Pasqualino

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domenica gennaio 22nd, 2012 22:35 CASTELVOLTURNO-AL VIA LA FESTA LITURGICA IN ONORE DI SAN CASTRESE

 

di Daniele Palazzo

In vista della festa liturgica dell’11 febbraio prossimo, continua  la ‘Peregrinatio’ della sacra efficie di San Castrese, Patrono della comunità religiosa di Castel Volturno, in tutte le Parrocchie dell’importante cittadina in riva al Mar Tirreno. Dopo le tappe tenutesi nelle località Destra Volturno(14 gennaio), Baia Verde(19 gennaio) e Villaggio del Sole(21 gennaio), che, come era nelle previsioni, hanno richiamato una considerevole massa di fedeli, domani, 22 gennaio, nuovo ‘tuffo’ nella spiritualità e nell’esempio di santità di San Castrese. L’appuntamento è per le ore 12.00 presso il Centro Fernandez, presso il quale trovano accoglienza e comfort tanti immigrati bisognosi di assistenza a sostegno alla vita. Tre i tasselli ancora mancanti al meraviglioso mosaico di preghiera e generale coinvolgimento spirituale ancora rimanenti. Questi sono in programma per i giorni 26(località Martinenza) e 31 gennaio(Chiesa di Santa Maria del Mare, a Castelvolturno) e 6 febbraio(località Seponi). Terminato il programma di pellegrinaggio predisposto all’apposito Comitato festeggiamenti(ha operato e tuttora opera in splendida sinergia di vedute con i Parroci Don Ernesto Branco e Don Gianni Simone, l’icona de Santo sarà riportata nella Chiesa parrocchiale a lui intitolata, che sorge in Piazza Annunziata, nel cuore del centro storico del capoluogo comunale. Qui, a partire dall’8 e fino al 10 febbraio a venire, si svolgerà il tradizionale triduo di preghiera in onore del Santo. Il clou della festa religiosa in onore di San Castrese è in scaletta per l’11 febbraio prossimo. in tale occasione, oltre alla celebrazione di una Messa Solenne in onore dl Santo Patrono(17.30), Don Ernesto Branco e Don Gianni Simone provvederanno all’attesa benedizione dei pani realizzati, sulla base di procedimenti tramandati oralmente di generazione in generazione, da massaie locali molto attente alle cose do Dio e ai preziosi insegnamenti dei loro avi. Come ogni anno, nel ricco cartellone festivo, ha trovato posto anche il consueto pellegrinaggio di al Santuario mariano di Marano, al quale hanno partecipato un buon numero di fedeli.

 

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domenica gennaio 22nd, 2012 01:20 Santa Messa Domenica 22 Gennaio 2012

 

LA PAROLA DI OGGI
22 gennaio 2012 
Domenica
S. Vincenzo
III tempo ordinario (B) – III

PREGHIERA DEL MATTINO
O Dio, Signore di tutti i tempi, nelle tue mani collochiamo anche il tempo di questo nuovo giorno, che la tua bontà ci ha donato.
Desideriamo che esso sia illuminato e guidato dal tuo Figlio crocifisso e risorto, pienezza di ogni tempo. Perciò, per la grazia di Gesù, che visse nel tempo senza lasciarsene dominare, ti chiediamo di liberarci dalla tirannia delle ore che noi chiamiamo libertà e vita. Non permettere che perdiamo l’ora della tua misericordia e della nostra conversione. Amen.

ANTIFONA D’INGRESSO
Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario. (Sal 96,1.6)

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Gn 3,1-5.10)
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
Dal libro del profeta Giona
Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Ninive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore.
Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta».
I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 24)
R. Fammi conoscere, Signore, le tue vie.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
(He) Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. R.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. R.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. R.

SECONDA LETTURA (1Cor 7,29-31)
Passa la figura di questo mondo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mc 1,15)
R. Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 1,14-20)
Convertitevi e credete al vangelo.
+ Dal Vangelo secondo Marco
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.

OMELIA
Nel Vangelo di Marco è la prima predica di Gesù.
È brevissima, ma offre una sintesi felicissima dei temi fondamentali di tutta la sua predicazione: il compimento del tempo, il regno di Dio, la conversione, la fede al vangelo. Poi vi è la chiamata dei primi discepoli: è il paradigma concreto di ogni sequela.
Ci sono due indicativi teologici che sono la ragione dei due successivi imperativi antropologici: è suonata l’ora messianica, l’attesa è finita poiché il regno di Dio si è fatto vicino, è ormai presente nella storia, perciò non è più possibile rimandare la decisione, occorre convertirsi, cambiare cioè la testa e la direzione del cammino passando a credere al vangelo.
Conversione e fede non sono due azioni che si succedono, ma due momenti del medesimo movimento: quello negativo del distacco, quello positivo di fondare la vita sul vangelo, cioè credere, mettendosi a seguire Gesù, appunto come Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni.
Vangelo è il termine greco che significa lieta notizia nuova, e una bella notizia evidentemente porta gioia. Il regno di Dio è l’espressione riassuntiva di tutta la gioia. Gesù è questo regno arrivato: la gioia è qui a portata di mano. Chi decide di seguire Gesù è sicuro di arrivarci anche lui.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”. (Mc 1,15)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
“Il tempo è compiuto”. Vi sono tanti tempi (“Kronoi”) in cui Dio prepara quello che verrà; ma poi vi è un tempo (“Kairos”), il suo, in cui tutto è portato alla pienezza, “la pienezza del tempo” (Gal 4,4). Cristo è questa pienezza.
Egli introduce il “definitivo” nella storia e discrimina un “prima” e un “adesso”. Perciò Paolo può scrivere che con Gesù “il tempo si è fatto breve” (1Cor 7,29). Gli “ultimi tempi” sono ormai inaugurati.
“Inaugurati” vuol dire che non vi è più un altro tempo “ultimo” che vada al di là di Cristo, ma vuol dire anche che non si può restare al di qua di Cristo. Vuol dire ancora che, se sono stati inaugurati, devono adesso essere sviluppati. Difatti si dilatano e diventano “tempi della Chiesa”, che vanno dalla risurrezione-ascensione fino alla parusia.
La decisiva importanza dei tempi della Chiesa sta proprio nel fatto che essi rappresentano il “tempo favorevole” (cf. 2Cor 6,2) per la decisione.
Convertirsi, passando a credere al vangelo, significa propriamente un vero mutamento di era, un passaggio da un tempo ormai concluso, quello della promessa, al tempo senza fine della realtà.
Anche noi discepoli siamo mandati a proclamare che il “tempo è compiuto”. La Chiesa deve far sapere a tutti che il tempo della “visita di Dio”, l’ultima visita, è quella di Gesù Cristo ed esso è in atto fino alla fine dei tempi. Non ce n’è un altro da aspettare.
Si tratta di non perdere il “giorno della salvezza”.
Card. GIOVANNI SALDARINI

 

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