venerdì gennaio 27th, 2012 21:00 Coordinamento Campano per la gestione pubblica dell’acqua

Ci si vede tutt@ alle 17 domani 28 gennaio, davanti al Teatro Politeama, via Monte di Dio.

 

 I Comitati campani per l’acqua pubblica prendono atto del tentativo della città di Napoli di creare una rete di amministrazioni locali per i beni comuni. E’ necessario, infatti, che l’amministrazione comunale si faccia portatrice della necessità di attuare i referendum non solo per ciò che riguarda l’acqua ma per tutti i beni comuni sotto l’attacco della furia privatizzatrice del governo Monti. La costituzione di una rete degli Enti locali, a partire dai Comuni, è la strada giusta per impegnare i rappresentanti delle amministrazioni nella lotta contro il disegno mercantilista sui servizi pubblici messo in atto con il decreto “liberalizzazioni”.La marcia indietro fatta dal governo sulla definitiva privatizzazione del servizio idrico, a seguito delle proteste innescate dai comitati in tutto il Paese, rappresenta solo un primo passo sul cammino dell’attuazione della volontà referendaria.

 I Comuni possono e devono fare molto, prima di tutto per la ripubblicizzazione dell’acqua. Per questo non possiamo sorvolare sulle responsabilità delle amministrazioni che pur avendo aderito al “Forum dei Comuni per i beni comuni” nei mesi passati hanno tenuto ben altra linea.I Comuni di Ercolano, Portici e Ottaviano hanno infatti votato, appena  6 mesi fa, a favore dell’aumento delle tariffe nell’ATO 3 Campania, venendo incontro alle insostenibili richieste di GORI s.p.a., società mista a conduzione privata che da un decennio gestisce in modo scandaloso l’acqua in 76 Comuni delle province di Napoli e Salerno, accumulando debiti enormi che ora si vogliono scaricare sui cittadini con ulteriori ed ingiustificati aumenti delle tariffe.

Il fallimento della gestione privata GORI è sotto gli occhi di tutti, anche i sindaci conoscono bene le difficoltà della società e quanto sia invisa ai cittadini. Tuttavia, pur conoscendo la situazione, i sindaci portano avanti tale esperienza in totale contrasto con il dettato dei referendum, che nel territorio dell’ATO 3 ha visto un’affluenza straordinaria, la più elevata dell’Italia meridionale.

 Ci sembra quanto meno contraddittorio aderire al Forum per i Beni Comuni promosso da una città come Napoli che sta andando nella direzione della completa ripubblicizzazione del servizio. Va specificato che da alcuni mesi è stata avviata la costituzione de “ la Rete dei Comuni per la ripubblicizzazione del servizio idrico in ATO3” vesuviano/sarnese , e ad oggi vi hanno aderito già 15 Sindaci della province di Napoli e Salerno.

 Allo stesso modo invitiamo le amministrazioni rispettose della volontà popolare ad accelerare su questa strada per rappresentare che ripubblicizzare si può, immediatamente! Le intenzioni politiche si devono tramutare in percorsi concreti e in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini che richiedono da tempo di vedere gli effetti del loro voto.

BASTA PAROLE, VOGLIAMO I FATTI

ACQUA PUBBLICA OVUNQUE!

 

Il Coordinamento Campano il 28 gennaio seguirà dall’esterno, dalle ore 17 in poi,  l’evoluzione delle vicende con

l’auspicio che le autorità presenti adottino soluzioni concrete.

                               

 

                                                                                                               Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua

http://www.refacquacampania.blogspot.com

 

 

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