VANGELO (Lc 2,36-40)

Gesù che parla alla genteLunedì 30 dicembre 2013

Ottava di Natale
 
+ Anna parlava del Bambino a quanti aspettavano la redenzione.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca
Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del Bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la Legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il Bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la Grazia di Dio era su di Lui. Parola del Signore
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Con la sua venuta nel mondo, Gesù ha portato la Legge dell’amore verso tutti, il rispetto del prossimo, i valori morali, la conoscenza della vera spiritualità per arrivare alla santità. Il Cristianesimo è senza alcun dubbio la Religione dell’amore e del perdono, della misericordia e della giustizia. Il completamento di ogni forma di religiosità si trova dove l’ha posto Gesù, altrove si incontrano poche verità e parole non efficaci.
Prima della venuta di Gesù il mondo si trovava nelle tenebre, come scrive San Giovanni nel Prologo, in questi millenni ha conosciuto periodi di splendore spirituale ma tutto sommato per gli uomini è più facile e piacevole soddisfare i sensi piuttosto che sacrificarsi seguendo il Signore.
Con la nuova dottrina portata da Gesù si è diffusa nel mondo una nuova storia di amore e perdono, ma rimane forte la passione.
Il mondo si è trovato sempre abitato da molti corrotti e violenti, mentre inferiori sono stati i buoni desiderosi di stabilizzare ovunque la pace e la giustizia. Con il passare dei secoli per varie cause è diventato più difficile rispettare le leggi morali, così la società gradualmente si è pervertita e ha smarrito i riferimenti fondamentali e imprescindibili. Gli uomini sono diventati più cattivi, egoisti, vendicativi e facili all’odio, a causa della dimenticanza di Gesù.
Negli ultimi decenni la situazione è peggiorata notevolmente, è impensabile oggi parlare di pace concreta e duratura nel mondo se devono organizzarla gli uomini, essi sono potenti perchè obbediscono ad altri, sono esecutori di progetti che non includono Dio.
C’è troppa agitazione sommersa tra i potenti del mondo, essa non è percepibile agli uomini ingabbiati nel vortice della frenetica vita che è stata imposta da chi ha il potere, così quanto si muove nel segreto è occultato ai buoni. Le Nazioni del mondo si muovono tra “Guerra e pace”, emerge tutto il dilemma tipico della poetica di Tolstoj: come si dovrebbe vivere, in armonia con la morale, in un mondo imperfetto?
Il libro di Tolstoj racconta la storia di alcune famiglie aristocratiche russe, e la loro reciproca interazione. Più procedono gli eventi, più Tolstoj nega ai protagonisti ogni facoltà di scelta: tragedia e felicità vengono rigidamente determinati da una sorta di fato, o -se si vuole- necessità immanente, quindi concreta, intrinseca.
I protagonisti della politica mondiale di oggi che decidono le sorti di miliardi di cittadini, non hanno facoltà di scelta, proprio come i protagonisti dello scrittore russo, sono lì ai vertici non per comandare ma per obbedire. Non possono garantire la pace e spesso parlano di guerre solamente per intimorire i nemici.
Non pensano assolutamente che solo Dio può riportare la quiete dopo la tempesta di minacce e di fuoco. Non si tratta di pessimismo cosmico come lo intendeva Leopardi, è una constatazione che arriva dalla continua emarginazione di Dio da tutto, in ogni settore della vita sociale è stato eliminato ogni riferimento a Dio. Possono farlo perchè Dio rimane ancora paziente nel cercare la salvezza dei suoi figli, quando però si arriverà a costruire la nuova Babilonia non ci sarà più tempo per continuare l’immensa offesa al Creatore di ogni cosa.
È possibile creare una società più giusta, più umana? Sì, ma nei fatti è improbabile, perchè l’uomo lotta contro Dio per arrivare ad escluderlo definitivamente, come se si potesse coprire il sole con un telo o fare sparire la luna. La lotta contro Dio è impari, l’uomo lo comprenderà quando si troverà inerme davanti a pericoli che nessun uomo cattivo potrà scansare o differire.
Davanti al tempio c’erano due Santi ad attendere il Bambino, Anna e Simeone, da decenni attendevano il suo arrivo per ringraziare Dio e lodare la sua bontà. Oggi pochi attendono Gesù perchè vivono fuori di sè e non percepiscono più i bisogni dell’anima che vuole incontrare il suo Signore. Non sono sufficienti le parole, solo la preghiera accompagnata dal pentimento riapre le porte della salvezza e si ricomincia a vivere la vera vita.

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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