+ VANGELO (Mt 9,18-26)

Lunedì 10 luglio 2017

XIV Settimana del Tempo Ordinario

 

 

+ VANGELO (Mt 9,18-26)

Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre Gesù parlava, giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua Fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata. Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E Lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, Egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione. Parola del Signore

 

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

La donna è guarita toccando il mantello di Gesù, ma senza la sua convinta Fede non avrebbe ottenuto nessun miracolo. “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata”. Non cerca un contatto magico, ella vuole riuscire a raggiungere quello che Gesù rappresenta, il suo essere Dio.

Anche se non Lo considera Figlio di Dio per la mancata conoscenza di Gesù, vede lo stesso in Lui il suo Salvatore e che è un Profeta di Dio.

La donna si avvicina alle spalle di Gesù e questo denota la sua vergogna, un profondo senso di umiltà a cui l’aveva condotta la malattia. Da dodici anni soffre penosamente e nessuna cura è riuscita a guarirla, lo stesso avviene a centinaia di persone nel mondo nonostante il progresso scientifico.

Dalle conoscenze che si hanno, incalcolabili ammalati e i loro familiari, dopo avere girato molti ospedali e specialisti rinomati, dopo avere speso molti soldi, si avvicinano alla Fede in Gesù e si sentono rinati. Scoprono innanzitutto la speranza e un Dio che ama e che non gli è impossibile proprio nulla.

Nel Vangelo di oggi vengono narrati due miracoli, due fatti si intersecano e sono entrambi meravigliosi. Il primo suscita più gratitudine per la bambina già morta, i servi lo dicono mentre Gesù e Giairo, capo della sinagoga, sono arrivati nell’abitazione dell’ultimo.

La Fede di Giairo sicuramente supera quella dell’emorroissa in quanto chiede a Colui che è disprezzato dai farisei e da quelli della sinagoga, qualcosa di inconcepibile come la risurrezione della figlia morta. È grande la richiesta, soprattutto perché arriva da un capo di uno schieramento che perseguita il Signore Gesù.

Difficilmente si pone una domanda simile a una persona considerata falsa dal gruppo a cui si prende parte. Cosa è successo a Giairo? È la morte della figlia a spingerlo, in un gesto disperato, a chiedere aiuto a Colui che la sua fazione considera folle e ingannatore, oppure emerge in lui una Fede sincera verso Gesù, che prima nascondeva, mimetizzava, per non darne conto ai farisei?

Dalle parole che dice a Gesù si tratta della seconda ipotesi: Giairo ha scoperto nel suo cuore che quell’Uomo è inviato da Dio.

È un segreto che è costretto a svelare pubblicamente dopo la morte della figlia, e a questo punto considera più importante la vita della figlia che la considerazione della fazione farisea a cui appartiene. Questo agire indica la vittoria di Giairo sul rispetto umano.

Quando si professa la propria Fede e non si considera il giudizio altrui, è un buon comportamento e si agisce senza considerare il rispetto umano. Senza paura del giudizio degli altri, anche perché ciò che si compie è santo, puro, veritiero.

Giairo sceglie la vita di sua figlia piuttosto che il rispetto umano della sinagoga, luogo in cui tutti condannano e rinnegano successivamente lui come traditore. Non si preoccupa di ciò che diranno… cosa penseranno… o come reagiranno.

Egli sa di fare la cosa giusta e senza vergogna né paura cerca Gesù per dire parole incredibili, per fare una richiesta apparentemente assurda: “Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà”.

Questa è la vera Fede del cristiano: chiedere anche cose impossibili.

Ovviamente tutte sono subordinate alla Volontà, al disegno di Dio. Lo sa Dio se una determinata richiesta è appropriata, già la persona che chiede deve però capire la convenienza spirituale di quanto chiede. La richiesta può riguardare anche l’aspetto materiale della vita.

Dopo l’umile ed edificante richiesta di Giairo, sbalordisce la risposta di Gesù senza parlare, compie un gesto e si muove per andare a trovare una bambina morta e questo muoversi indica che vuole risuscitare la bambina: “Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli”.

Per Gesù la bambina già morta è viva perché considera la sua anima, e con la sua Onnipotenza fa ritornare l’anima nel corpo.

“La fanciulla non è morta, ma dorme”.

Gesù risveglia anche i cristiani sfiduciati e abbattuti, quanti hanno perduto ogni speranza. “Egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò”.

Questo miracolo ci dice che la Fede ottiene quello che umanamente è impossibile. Gesù Cristo è il Guaritore e il Liberatore.

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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