CASAGIOVE – Comes (PD), Ciao Mama Afrika, per non dimenticare Miriam Makeba nel secondo anniversario della scomparsa

 

 

di Nunzio De Pinto

Un destino crudele, un pò beffardo, sfuggente e incomprensibile, ma capace  di legare insieme sogni nati agli antipodi, eppure così vicini, condusse, quel novembre 2008 tra noi, Mama Afrika (al secolo Miriam Makeba), con la sua musica, le sue passioni, la sua carica di vita e di speranza, la sua voglia di giustizia e di fraternità, la sua capacità di donare. “Era venuta, l’amica di Nelson Mandela” – ha affermato Giuseppe Carlo Comes del PD di Casagiove, che ha voluto commemorare l’artista nel secondo anniversario della morte avvenuta a Castel Volturno – “per portare la forza delle sue convinzioni e testimoniare la sua fede in un mondo migliore, senza discriminazioni, senza violenza, senza guerre, senza camorra. Aveva cantato, quella sera dell’addio, senza risparmiarci nessuna emozione, dando il meglio di sé, investendo sulle nostre speranze, sulla forza della serena determinazione di quanti avevano scelto di stare dalla parte della civiltà. La sua storia tormentata, il suo impegno, il suo esilio, la sua lotta, il suo sorriso hanno fatto di questa donna una grande ambasciatrice di pace. In tale veste arrivò a Castel Volturno, con un suo messaggio immediato, fatto di musica, di canto di danza a piedi nudi, a tutti comprensibile, destinato a darci coraggio contro le violenze e le sopraffazioni, a parlarci del valore, non del prezzo delle cose, a farci sentire più uguali e, perciò, più uniti. Venuta nella città che aveva patito la peggiore strage di camorra, dove bianchi e neri erano caduti sotto le raffiche dei mitra di chi fa della ferocia lo strumento per l’affermazione del potere criminale, aveva cercato, nonostante le precarie condizioni di salute, mille contatti umani, mille persone da abbracciare, mille mani da stringere mille sorrisi da regalare. Qui” – ha aggiunto Comes – “Miriam Makeba ha concluso la sua vita, ma non la sua missione. Un destino imperscrutabile l’ha voluta accomunare per sempre al luogo ove si concentrano le più gravi contraddizioni sociali del Paese. La sua eredità morale rimane nelle nostre menti, nei nostri cuori, nel nostro impegno. La sua morte, pur separandoci così crudelmente da lei, non ci tolse l’amica che continuerà ad indicarci la via per giungere, finalmente, ad una società di liberi ed eguali, l’amica che cantava…. Pata Pata….. e ci trasmetteva emozioni che  ci hanno aiutato a credere e a superare pregiudizi. Ciao Mama Afrika”.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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