GRAZZANISE: PROVENGONO ANCHE DAL 9° STORMO I PILOTI CHE BOMBARDERANNO IN LIBIA

Prof. Raffaele Raimondo

cronista free lance

Via A.Diaz, 33

81046 GRAZZANISE (Caserta)

tel 0823-96.42.12 – 340-500.67.64

e-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it                                      COMUNICATO-STAMPA del 26 aprile 2011

 

                         Il X Gruppo ha operato nei nostri cieli dal dicembre 1961 al marzo del 2006

 

                          Adesso gli uomini che furono al comando di Covotta e Strozza pronti a decollare dalla

                          base di Gioia del Colle

                         

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – La notizia delle ultime ore che dà l’Italia ormai impegnata anche in missioni di bombardamento su obiettivi militari non poteva non avere risonanza anche al 9° Stormo “F.Baracca” di Grazzanise. Legittimo sussulto, non emozione, come si conviene ai professionisti specializzati e super addestrati dell’Arma Azzurra. Infatti, provengono in consistente aliquota anche da Grazzanise i piloti italiani protagonisti dell’escalation dell’intervento Nato in Libia: gli uomini che qui furono al comando degli ormai celebri Aurelio Covotta, Bruno Strozza e Michele Morelli e di moltissimi valenti predecessori hanno operato nei cieli del casertano dal dicembre 1961 al marzo 2006, allorché la dismissione degli storici caccia intercettori F-104, proprio a Grazzanise ove restano abbandonati gli ultimi esemplari, chiuse un’epoca di brillanti operazioni della nostra Aeronautica militare. Straordinaria ad esempio, fra le dimostrative nell’aeroporto grazzanisano, quella del “duello” Covotta-Rangheri rispettivamente a bordo di un velivolo F-104 e di una moto Ducati. Dal 2010 il X Gruppo, per tanti anni gioiello dello Stormo che porta il nome dell’Asso degli Assi, è stato trasferito presso il 36° Stormo di Gioia del Colle. E da lì – con la consolidata memoria di aviatori in grado di decollare nel giro di qualche minuto dal segnale di “scramble”, ma anche sulla scorta dei rigorosi aggiornamenti e perfezionamenti conseguiti per l’impiego degli Eurofighter 2000 Typhoon oggi in dotazione al 36° insieme coi Piaggio P-180 – sono preparati a lasciare la pista, in qualsiasi momento e in qualunque condizione meteorologica, per sorvolare il Mediterraneo e puntare sulle resistenti difese del colonnello Gheddafi. Sì, pure per bombardare. Ormai l’art. 11 della Costituzione – che alla nostra nazione impedisce ogni attacco essendo esclusivamente privilegiata la negoziazione per al soluzione delle controversie internazionali – è sostanzialmente stato fagocitato dalle determinazioni che discendono dall’adesione italiana a coalizioni perfino “benedette” dall’Onu. Quasi più nessuno se duole, sicché i Vertici dello stato e le stesse opposizioni politiche in gran parte accettano come “fatto normale” i cambiamenti strategici concordati nell’ambito degli Organismi sovranazionali deputati alla difesa della democrazia, della giustizia e della pace nel mondo.

Fu l’allora comandante del 9° Stormo “F.Baracca”, col. pil. Roberto Di Labio, nel 1997, a rivelarci, nel corso di una nostra intervista, che – a seguito dell’ormai già annunciato tramonto dell’F-104 Starfighter, “uno dei caccia più importanti del dopoguerra” progettato nel 1951 da della Clarence “Kelly” Johnson dell’americana Lockheed – l’EF-2000, la cui 1^ tranche era stata già costruita e consegnata nel biennio 2002-2003, non sarebbe stato assegnato al 9° Stormo. Era quella la spia di un investimento “calante” dell’A.M. sulla base di Grazzanise: tendenza che, per vari versanti, sembra durare ancora oggi, aprendo così il sipario a nuovi scenari Nato di cui si incominciano appena a conoscere, da parte del grande pubblico, gli scopi e le modalità d’azione.

 

COVOTTA-RANGHERIEurofighter Typhoon

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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