Santa Messa Domenica 10 Luglio 2011

LA PAROLA DI OGGI
10 luglio 2011
Domenica
S. Felicita – XV tempo ordinario – (A) – III

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, mi preoccupo per il tuo regno, per la tua parola, per la tua Chiesa. Vi sono tante sconfitte. Gli uomini si interessano a molte cose, ma non a “questa cosa essenziale”: la loro risposta al tuo amore. I cristiani, ed io con loro, sono così mediocri. Le nostre comunità sembrano deboli, senza forza né utilità. Vorrei chiedere: Dov’è passata la tua grazia, non può farsi più manifesta? Dov’è passata la forza dei tuoi sacramenti? Dov’è il carattere divino della tua Chiesa? Quante buone volontà rimangono vanificate? Quante offerte d’aiuto si scontrano con il rifiuto?
Eppure, Signore, quando ho la tua parabola sotto gli occhi, riprendo la speranza. Credo che il tuo seme cresca, che dia trenta, sessanta e cento frutti. Oggi voglio cercare di fare fruttare in me la tua parola. Ma ti prego: fammi anche vedere, ogni tanto, che tu conduci tutte le cose verso il bene. Negli altri e in me.

ANTIFONA D’INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.
Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 64)
R. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini. R.
Così prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge
e benedici i suoi germogli. R.
Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza. R.
I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia! R.

SECONDA LETTURA (Rm 8,18-23)
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 13,19.23)
R. Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
R. Alleluia.

VANGELO (Mt 13,1-23)
Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
[Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».]
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.

OMELIA
Il Vangelo ci racconta – se si eccettua l’ultima frase – la storia di una catastrofe. Tutto comincia nella speranza e, nonostante questo, non tarda ad essere ridotto ad un nulla: gli uccelli mangiano il seme; il terreno pietroso gli impedisce di mettere le radici; le piante spinose lo soffocano… tutto segue il suo corso disperante.
Tuttavia, in mezzo a questa catastrofe, Dio annuncia il suo “ma”: in mezzo al campo di concentramento di Auschwitz, padre Kolbe – morendo di denutrizione – loda ancora Dio onnipotente.
Nella parabola del seminatore si incontra il “ma” di Dio: ci sono poche speranze, ma vi è almeno una terra buona per portare cento frutti.
È con gli occhi di Gesù che bisogna leggerle questo genere di storie catastrofiche. E bisogna leggerle con Gesù fino in fondo.
La prima parte mostra che tutto è vano. Eppure la storia di questa sconfitta porta ad una conclusione inattesa. Dio, nella sua infinita misericordia, non lascia che il seminatore soccomba come un personaggio tragico.
Forse abbiamo qui, davanti a noi, una legge che vale per tutte le azioni di Dio nel mondo. Poiché la causa di Dio nel mondo è spesso povera e poco appariscente. Quando la si prende a cuore, si può soccombere alla tentazione della disperazione. Ma le storie di Dio hanno un lieto fine. Anche se all’inizio nulla lascia presagirlo.
Forse Gesù non racconta solo questa storia alle persone che sono sulle rive del lago. Forse la racconta a se stesso per consolarsi. Si chiede: cosa sarà di ciò che intraprendo? Si scontra con la cecità, il rifiuto, la pedanteria e la violenza. Non è ignaro delle sconfitte. “Ma” la sua parola porta i suoi frutti nel cuore degli uomini.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende”. (Mt 13,23)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Cristo è caduto sulla terra, ed è morto, e ha portato molto frutto. Egli si è lasciato cadere come un seme, per raccogliere la messe del genere umano. Beato il seno di Maria dove un tale seme ha preso corpo e messo radice! Beata colei alla quale è stato detto: “Il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato da gigli” (Ct 7,3). Non è come un mucchio di frumento il seno della Vergine che si è aperto all’azione di colui che vi è caduto, e dal quale è stato tratto tutto il raccolto degli uomini salvati? Sì, morti al peccato presso il fonte battesimale, per mezzo del bagno della rigenerazione, noi rinasciamo in Cristo per vivere in colui che è morto per la salvezza di tutti. Anche l’apostolo dice: “Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo stesso” (Gal 3,27).
Da un solo grano vengono dunque numerose messi, da un grano che esce dal seno della Vergine Maria. È chiamato “mucchio” di frumento, non a causa del numero dei redenti, ma della potenza di questo seme; a causa dell’efficacia del seminatore, piuttosto che del numero di coloro che sono raccolti. È lui tuo Figlio, o Maria; è lui che, per te, è risuscitato dai morti, e nella carne che tu gli hai foggiato è salito nell’alto dei cieli, per riempire ogni cosa.
Tu sei dunque in possesso della gioia, poiché egli è risuscitato, egli che è la tua gloria. Tu hai esultato del suo concepimento, sei stata afflitta durante la sua passione. Esulta ora della sua risurrezione. Nessuno ti toglierà la tua gioia, poiché il Cristo risuscitato non muore più, la morte non ha più potere su di lui.
Anche lo Spirito ti chiama e Dio ti dice: “Alzati, amica mia, e vieni! Tu che sei stata afflitta, vieni ad esultare, vieni a vedere la gloria di Dio!”.
AMEDEO DI LOSANNA

 

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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