Santa Messa Domenica 4 Novembre

 

LA PAROLA DI OGGI
4 novembre 2012
Domenica
S. Carlo Borromeo (m)
XXXI tempo ordinario – (B) – III

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Dio, il primo e il più importante dei tuoi comandamenti, quello di amarti con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima, non è l’ordine apodittico di un Creatore severo e di un padrone, ma piuttosto la rivelazione che tu sei il mistero inconcepibile dell’Amore. Io non posso conoscere questo mistero se non grazie all’amore, “perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio” (1Gv 4,7). Per questo ti prego, o Dio: fa’ che, per mezzo della fede e dell’amore che ti serve e serve il prossimo, io ti conosca sempre meglio. Aiutami ad osservare ogni giorno il comandamento dell’amore, a dare prova così che io ho scoperto il tuo mistero. Concedimi il tuo amore perché soltanto esso illumina la vita, conferendole senso e valore. Credere all’amore!…

ANTIFONA D’INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza. (Sal 38,22-23)

COLLETTA
O Dio, tu se l’unico Signore e non c’è altro Dio all’infuori di te; donaci la grazia dell’ascolto, perché i cuori, i sensi e le menti si aprano alla sola parola che salva, il Vangelo del tuo Figlio, nostro sommo ed eterno sacerdote. Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA (Dt 6,2-6)
Ascolta Israele: ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo dicendo: “Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 17)
R. Ti amo, Signore, mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore. R.
Mio Dio, mia rupe, in cui trovo rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici. R.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato. R.

SECONDA LETTURA (Eb 7,23-28)
Egli, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Gv 14,23)
R. Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 12,28-34)
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: “�Qual è il primo di tutti i comandamenti?�.
Gesù rispose: �Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi�.
Lo scriba gli disse: �Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici�.
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: �Non sei lontano dal regno di Dio�. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore.

OMELIA
Bisogna considerare lo scriba del passo del Vangelo di Marco con grande benevolenza. Spesso Gesù accusa gli scribi di interessarsi più ai giochi di parole che non ai veri mali dei loro fratelli. Ma nulla di tutto ciò in questo brano. Ecco un uomo che cerca di conoscere. È un uomo alla ricerca di Dio, un uomo che vuole sapere come potere raggiungere Dio con sicurezza. Questo significa la sua domanda su quale sia il comandamento più importante. Gesù gli risponde in modo relativamente prevedibile, ma che va all’essenziale. Da tutta la Legge, ricava il solo comandamento che dà lo spirito della Legge stessa. Questo comandamento è divenuto una preghiera (Dt 6,4-5) che bisogna avere sempre nel proprio cuore, nella propria mente, nelle proprie mani e nella propria casa. Gesù vi aggiunge la necessità di metterlo in pratica, mediante quell’amore per il prossimo che permette a ciascuno di verificare se ama davvero Dio (1Gv 4,20). Lo scriba allora, felice di essere riconfortato nella propria fede, si felicita con Gesù. Ecco l’uomo che si complimenta con Dio, l’uomo che è contento di ritrovarsi in accordo con Dio. Non è commovente questo vecchio saggio che si complimenta con il giovane Rabbì, senza nemmeno sospettare che è con Dio stesso che si complimenta? Gesù ne è commosso. Accoglie con gioia l’osservazione di quest’uomo che è un vero credente, senza risparmio (Gv 1,47). Allora, gli apre il regno. Gesù risponde alle sue lodi con un’osservazione che ciascuno di noi vorrebbe sentirsi fare. Conferma lo scriba nella sua fede e, dandogli una garanzia come non ce ne sono altre, lo rassicura che non si sta sbagliando.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Il Signore Dio nostro è l’unico: lo amerai con tutto il cuore”. (Mc 12,29-30)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Uno scriba ascolta attentamente la discussione di Gesù con i Sadducei (Mc 12,18-27). Non solo è convinto dell’esattezza degli argomenti di Gesù, ma ne è soggiogato. Allora si avvicina a Gesù con una domanda. Contrariamente agli altri, espone chiaramente la sua difficoltà: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Problema imbarazzante. All’epoca se ne contavano fino a 613, di cui 365 divieti e 248 ordini. E le opinioni su quale fra essi fosse il più importante e quale il meno importante erano divergenti. Il problema è stato risolto una volta per tutte da Gesù. Lo scriba è dello stesso parere: quando loda Gesù e giustifica la sua risposta, è come se noi ascoltassimo le parole di Osea: “Voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti” (Os 6,6). La nostra difficoltà risiede in altro: siamo così abituati alla risposta di Gesù che essa non giunge fino alla nostra coscienza, non risveglia in noi un’eco vivente; per questo motivo non siamo in grado di vederne l’importanza. In un mondo in cui la parola “amore” è così abusata da poter indicare anche l’egoismo, il desiderio, gli istinti più bassi, Gesù parla dell’amore che ha la sua origine in Dio. Amarlo al di sopra di ogni cosa significa riconoscere che egli è l’Amore, significa lasciare che egli ci avvolga nel suo amore. Perché allora siamo in grado di trasmettere agli altri qualcosa di quell’amore e di quella gioia che troviamo in Dio. Non si tratta qui di parole o di sentimenti, ma dell’azione, di prestare un servizio e di dare un aiuto reale. Grazie all’amore che io gli dò, il mio prossimo sperimenta la potenza reale e tangibile di Dio. Perché solo l’amore di Dio fa sì che la vita sia degna di essere amata.
TADEUSZ LOSKA

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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