VANGELO (Mc 8,11-13)

Gesù con gli apostoliLunedì 17 febbraio 2014

6ª Settimana del Tempo Ordinario
 
+ Perché questa generazione chiede un segno?
 
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal Cielo, per metterlo alla prova. Ma Egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità Io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva. Parola del Signore
 
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Si parla di un segno richiesto dai curiosi farisei, mentre Gesù li pianta in asso e si allontana perchè trova insincera la loro stessa presenza. Un segno si chiede se non c’è mai stata qualche dimostrazione di autenticità, Gesù aveva dato incalcolabili prove quantomeno di essere stato inviato da Dio. Non era un profeta come tanti altri improvvisati.
Duemila anni fa si cercava un segno, oggi si cerca di distruggere il segno della presenza di Dio soprattutto privilegiando i diritti dei gay, attraverso i mass-media e con la collaborazione di persone che invece dovrebbero tutelare la collettività, facendo rispettare la legge 403 del Codice penale che vieta il vilipendio alla Religione.
Parte nuovamente dall’unione europea l’attacco al Cristianesimo, soprattutto alla cattolicità, con la prevista esibizione a Sanremo di un artista omosessuale -ma non è questo il problema-, famoso per spettacoli e performance violentemente irrispettosi della sensibilità religiosa dei cristiani. In particolare si impegna nella denigrazione della nostra Fede, presentando scene con un ipotetico gesù gay appeso in croce.
La presenza di questo personaggio in prima serata è inopportuna e faziosa, voluta da chi conduce le serate e da chi oggi guida la Rai. Questo è il risultato dell’appoggio anche morale che si da a quanti cercano giorno dopo giorno di demolire la Chiesa Cattolica mostrando sulla prima rete e in prima serata, pervertiti che inviano messaggi immorali alle famiglie e soprattutto ai giovani, più deboli e facilmente condizionabili.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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