+ VANGELO (Mt 8,23-27)

Martedì 2 luglio 2019

XIII Settimana del Tempo Ordinario

+ VANGELO (Mt 8,23-27)

Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli Lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma Egli dormiva. Allora si accostarono a Lui e Lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed Egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca Fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù sale sulla barca che gli si mette a disposizione, vive nelle anime che Lo desiderano e Lo accolgono come loro Signore.

Si dimentica facilmente questo presupposto, oppure si sorvola per una indifferenza magari non intenzionale ma reale e dannosa.

Gesù rispetta la volontà di tutti noi e attende le nostre richieste di aiuto, d’altronde solo chi Lo invoca e Lo adora dimostra interesse verso la sua Persona. Quando tutto scorre bene o senza grandi problemi, si è portati naturalmente a pregare di meno e con meno fervore.

In questo modo non si forma la costanza nella preghiera e non si impara mai a pregare.

La preghiera non si improvvisa, non viene valutata dalle parole che si pronunciano ma dall’amore che si possiede verso Gesù e la Madonna. Senza la costanza e l’allenamento spirituale non si può diventare esperti nella preghiera, rimane una concreta inesperienza che non può guidare verso la vera elevazione spirituale.

Rimane l’amore la prima condizione per adorare con profitto Gesù, un amore che scaturisce dalla conoscenza di Lui e dalla preghiera!

In tutti i momenti della nostra esistenza, Gesù c’è sempre se Lo chiamiamo e Lo invitiamo a restare in noi. Soprattutto quando i credenti cadono in qualche sofferenza e pregano con maggiore fervore, Gesù mostra di esserci ed aiuta senza indugi.

Non si deve adorare e invocare il Signore solo nella sofferenza.

Ogni giorno dobbiamo stabilire dei momenti da dedicare all’incontro spirituale con Gesù e la Madonna, momenti meravigliosi perché da questa comunione scaturiscono Grazie spirituali e il credente si trasforma sempre più in Loro, assorbendo il Loro Spirito.

Dio è sempre vigilante sui credenti che Lo adorano, non li lascia soccombere in tutte le circostanze di pericolo e negli attacchi che i diavoli organizzano molto spesso. Gesù è sempre con noi se Lo invochiamo, Lo ringraziamo e ci confidiamo con Lui.

Non siamo soli, come non lo erano gli Apostoli sulla barca, nonostante l’apparenza.

«Avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma Egli dormiva».

A quel tempo Gesù poteva anche lasciare riposare il suo Corpo, come Dio non dormiva mai. Dio è Colui che veglia ininterrottamente, mi piace affermare che non ha altri «impegni» se non osservarci perché ci ama così come siamo, per ascoltare i nostri slanci di amore e di piena fiducia in Lui.

Sulla barca Gesù apparentemente dormiva e così Lo vedevano gli altri, il suo Spirito conosceva tutto e nulla poteva sfuggirli.

Gesù non intervenne subito, pur conoscendo il pericolo causato dalle onde e rimase in attesa della richiesta di aiuto degli Apostoli. «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Un solo Angelo poteva bloccare la barca e non farla muovere nonostante le onde.

Gesù poteva far sostenere la barca da un miliardo di Angeli… Invece, rimase in attesa dell’invocazione degli uomini.

Lo stesso modo utilizza con tutti noi, Egli attende le nostre invocazioni di aiuto.

Non dobbiamo cercare Gesù solo quando incombe un pericolo, Lui è l’Amore incarnato e senza Lui si vive nell’agitazione continua, in una tristezza inspiegabile.

Se veramente Lo riconosciamo come Dio, dobbiamo invocarlo ogni giorno e questa Fede determina il suo intervento. Rimane sicuro, comunque, che il Signore è desideroso di aiutare tutti, però la sua risposta è condizionata dalla Fede e dall’amore di chi prega.

Il Signore è sempre vicino a quanti Lo invocano. «Perché avete paura, gente di poca Fede?».

La paura verso alcuni o numerosi aspetti della vita, scaturisce dall’assenza di Dio, dalla perdita della comunione con Lui.

La società di oggi è pervasa dalla paura, quindi è lontana da Dio. Questa paura scaturisce dallo scoraggiamento, c’è una tristezza celata nell’umanità e molti cercano di reagire con nuove e sorprendenti distrazioni. Però l’angoscia che spinge all’aggressività e poi allo scoraggiamento, rimane sempre all’interno della persona.

Il dato che emerge dalla società di oggi è la mancata preoccupazione della vita spirituale. L’indurimento del cuore rende cinica e spietata la persona, tutto quello che compie ha come obiettivo la sua grandezza, ed arriva con facilità estrema a calpestare tutto ciò che non è più utile. Anche i propri familiari.

I cristiani devono compiere giornalmente l’esame di coscienza per conoscersi e rivedere quanto è stato compiuto e detto. Il grande dominio sulla propria volontà passa per l’esame di coscienza giornaliero.

Non si può vivere superficialmente la Fede che si pensa di avere o di adorare il Signore solo quando arriva una sofferenza.

Gesù è l’Onnipotente ed interviene quando Lo invochiamo e siamo costanti. «Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia».

«Tutti, pieni di stupore, dicevano: “Chi è mai Costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?”».

Chi è Gesù per noi?

Mattia Branco

Ho diretto,ho collaborato e collaboro con periodici locali e riviste professionali. Attualmente conduco uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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