CASTEL VOLTURNO.Continua il nostro viaggio all’interno della decennale questione del Castello e del largo San Castrese

 

Continua il nostro viaggio all’interno della decennale questione del Castello e del largo San Castrese, in base all’iniziativa presa dalla Pro Loco Volturnum Castri Maris di Castel Volturno. Anche se sembra ieri, ma in effetti sono trascorsi ben 9 anni ed alcuni esponenti politici locali riposano nel cimitero nuovo di Castel Volturno, altri non calcano più la scena politica locale, altri invece sono diventati un po’ più maturi dal punto di vista politico, l’area del centro antico è stata sottoposta per bene un decennio, alla dichiarazione di area di degrado ai sensi della legge 457/78 e 765/1967. Quindi dopo il protocollo d’intesa e l’accordo di programma stilato all’abbattimento delle Torri di Pinetamare, il consiglio comunale di Castel Volturno approvò una delibera, la numero 9 del 19 marzo 2003  in cui si cercò di avviare la pianificava a priori per le attività di intervento sia per il Castello, sia per il Largo San Castrese. Con tanto di prospetto legislativo i consiglieri comunali approvarono un documento che ha condizionato certamente la denominazione dell’area centro antico, che già allora veniva definita come area di degrado. In poche parole 10 anni di degrado…

Ecco cosa fu previsto all’epoca proprio per il largo San Castrese

Prima di tutto va precisato che Castel Volturno in tanti anni non ha avuto un Piano Regolatore Generale. Che le questioni Castello e Largo San Castrese state accorpate in un unico prospetto di recupero e risanamento, ma oggi sappiamo che il Castello era quasi nella sua totalità di proprietà comunale, mentre nel largo San Castrese vi è una commistione di proprietà che ruotano attorno a 200, se non 300 famiglie eredi di coloro che negli anni 50/60/70 hanno cominciato ad abbandonare il borgo, se non, addirittura il paese traferendosi altrove: una miriade di proprietari e titolari di diritti reali su delle abitazioni caratterizzate da stanzoni singoli; nonché alcune derivanti dal patrimonio della chiesa, quali la Cappella San Castrese e qualche appartamento apparterrebbe anche al Comune di Castel Volturno.  Rilanciando la legge 765/1967 con i suoi articoli, il consiglio comunale cercò di avviare una procedura di individuazione degli immobili che dovevano rientrare a fare parte dell’area sottoposta alla definizione di area di degrado, mediante la quale pianificare poi, in sede di formazione di un piano urbanistico, un piano di recupero e di destinazione d’uso delle proprietà. Oggi le condizioni del Largo San Castrese fanno comprendere che la partita è ancora aperta. Inoltre per gli interventi da realizzare e per le concessioni d’uso delle proprietà, la normativa si rifà poi ai piani urbanistici generali e nel contempo si esplicita anche il mantenimento dell’uso residenziale degli immobili, al fine di giustificare gli interventi di ristrutturazione che si dovevano progettare ed eseguire.

La questione del piano di recupero

L’articolo successivo della suddetta legge, inserito nella delibera di consiglio comunale prevede la messa a punto di un piano di recupero. Ad oggi sembra che per il largo San Castrese, almeno dalle informazioni raccolte dopo l’ultimo incontro tenutosi con il commissario prefettizio del mese di dicembre, non ci sia ancora nulla di concreto. Cosa prevede un piano di recupero? I piani di recupero possono essere attuati dai singoli privati, o dagli stessi riuniti in Consorzio; o ancora dal Comune. Al riguardo è previsto anche l’esproprio con occupazione temporanea, al fine di realizzare le opere di recupero, previa diffida nei confronti dei titolari. Ovviamente questo tipo di intervento non è stato mai attuato. Occorrerebbe prima di tutto sottoscrivere un piano di recupero e in questo senso saremo già nella terza fase, quella della realizzazione degli interventi. Invece dopo 10 anni ci ritroviamo ancora a dovere discutere di pianificazioni, progettazioni definitive, ecc

La storia continua…

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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