SANTA MARIA LA FOSSA UN BIRRIFICIO AL POSTO DEL POLO TECNOLOGICO

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di Giuseppe PASQUALINO

     E’ trascorsa una decina di anni da quando stava per essere consegnato alla collettività per poi essere bloccato per motivi legati a infrazioni sul versante ambientale; stiamo parlando del cosiddetto <Polo tecnologico>, quella struttura a ridosso della strada provinciale 333 in prossimità del torrino della rete idrica urbana, anch’esso di nuova costruzione e poi abbandonato (sigh!, ndr). Si era giunti alla realizzazione del cortile esterno quando una solerte pattuglia delle fiamme gialle bloccò tutto, in quanto stava avvenendo lo spargimento di materiale di risulta non debitamente trattato. Da quel momento iniziò un procedimento penale a carico della ditta che stava effettuando i lavori (tutto svanito in una decadenza dei termini) e un lento declino della struttura nel silenzio generale.

     In un primo momento il “polo tecnologico” fu proposto come struttura ospitante un probabile poliambulatorio per le attività del distretto sanitario, idea quasi immediatamente abortita; successivamente l’Ente comunale, su proposta dell’ufficio di protezione civile, pensò di allestire una sala operativa di emergenza da mettere a disposizione dell’allora Unione dei Comuni; ancora dopo si iniziò a parlare di un birrificio con annesso tarallificio.

Dopo i primi cinque anni trascorsi nell’abbandono più totale, la struttura fu assegnata in gestione ad Agrorinasce, la Società Consortile che riunisce i comuni di Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Santa Maria la Fossa e Villa Literno. <Il primo bando per l’assegnazione del bene – ci dichiara il Presidente di Agrorinasce, il Dr. Giovanni Allucci, che con cortese solerzia ha rilasciato notizie a riguardo – è andato deserto, per cui abbiamo dovuto pubblicare un secondo bando nel 2015 per poi giungere nel 2016 all’assegnazione dell’attività progettuale alla vincente “RIENERGY” società cooperativa sociale onlus di Calvi Risorta>. <L’attività progettuale – aggiunge Allucci – denominata “A tutta birra”in pratica prevede l’allestimento di un birrificio a livello artigianale nella cui attività impiegare soggetti deboli in disagio e/o esclusione famigliare>.

La cooperativa sociale negli ultimi due anni ha investito, con proprie risorse economiche, circa settantamila euro per ristrutturare ed arredare l’edificio secondo la nuova destinazione d’uso. In pratica un’ala dell’edificio è stata trasformata in struttura residenziale idonea ad ospitare sei soggetti in difficoltà familiari segnalati dall’Ambito di Zonadei servizi sociali consorziati che vedono il Comune di Santa Maria Capua Vetere quale Ente capo-fila.

<Il periodo della pandemia legata al Covid e l’attesa di tutte le autorizzazioni per la ristrutturazione – sostiene il Presidente di Agrorinasce, Allucci – hanno allungato i tempo di attesa>. Adesso – conclude Giovanni Allucci – si attende soltanto il finanziamento per l’allestimento dei macchinari, una risorsa di almeno centotrentamila euro che permetterà alla “RIENERGY” di produrre birra artigianale e di venderla sul posto in adeguato spazio esterno alla struttura>.          

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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