Santa Messa Domenica 2 Settembre 2012

 

LA PAROLA DI OGGI
2 settembre 2012
Domenica
S. Elpidio
XXII tempo ordinario – (B) – II

PREGHIERA DEL MATTINO
Gesù, Figlio del Dio vivente, solo la tua grazia può salvarmi e liberarmi. Tu sai quanto sia debole la mia volontà e quanto sia incostante il mio cuore.
Il mio passato mi domina, le mie abitudini mi limitano, la tentazione mi attira, il futuro mi fa prigioniero della paura e dell’ansia. Ma tu sei la mia speranza, tu sei il mio liberatore.
Tu che puoi, non lasciare che io sia sconfitto nella lotta, non lasciare che io accetti la mediocrità come criterio sufficiente per essere tuo discepolo.
Colma il mio cuore della tua grazia e allora sarò davvero libero! Io te lo chiedo, o Salvatore risorto, perché ora tu regni col Padre nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

ANTIFONA D’INGRESSO
Abbi pietà di me, Signore, perché ti invoco tutto il giorno: tu sei buono e pronto al perdono, sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 86,3.5)

COLLETTA
Guarda, o Padre, il popolo cristiano radunato nel giorno memoriale della Pasqua, e fa’ che la lode delle nostre labbra risuoni nella profondità del cuore: la tua parola seminata in noi santifichi e rinnovi tutta la nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Dt 4,1-2.6-8)
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando… osserverete i comandi del Signore.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo dicendo: “Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 14)
R. Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua. R.
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore. R.
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre. R.

SECONDA LETTURA (Gc 1,17-18.21b-22.27)
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Accoglietecon docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi.
Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Gc 1,28)
R. Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate le indicazioni degli uomini.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]:«Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore.

OMELIA
“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”. Nella discussione tra Gesù e i farisei si percepiscono forti tensioni. Oggetto del dibattito è la “religione pura” (Gc 1,27). Gesù pone al centro di essa il cuore dell’uomo e la sua liberazione dal male, mentre i farisei difendono il rituale esteriore della religione venuta da Dio.
“Il suo cuore è lontano da me”. Tutti dobbiamo ammettere questa verità, che noi non controlliamo il nostro cuore. Quanti vorrebbero smettere di bere troppo e non lo possono fare? Prendiamo anche il noto esempio del grande santo della Chiesa dei primi secoli, il cui cuore fu così diviso, per molti anni, da spingerlo a pregare così: “Signore rendimi casto, ma non subito!” (Sant’Agostino).
Quanti vorrebbero disfarsi dell’invidia e dell’orgoglio e, invece, si sorprendono a fare il contrario?
“Non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto” (Rm 7,15).
Spesso ci rendiamo conto di questo per la prima volta quando cominciamo a prendere più seriamente la nostra fede e a seguire più da vicino un modo di vita cristiano. Ci stupiamo della nostra tendenza a ripetere gli stessi errori e a ricadere nello stesso peccato. Cominciamo a capire il grido di san Paolo: “Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?” (Rm 7,24).
“Il suo cuore è lontano da me”. Il fine della vita cristiana è l’unione con Dio e l’unità con il prossimo. Per raggiungere questo scopo, dobbiamo innanzi tutto essere liberi dalla schiavitù delle cattive intenzioni. Dobbiamo conquistarci la libertà! Quest’impresa è interamente opera della grazia del Redentore. Così Gesù promette: “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero” (Gv 8,36).
La Chiesa cattolica non ha per fine quello di dare spettacolo, ma piuttosto quello di adempiere ad un dovere semplice e divino: la conversione della nostra vita grazie ad un cambiamento di cuore, ispirato dalla grazia. La Chiesa ritiene che, facendo ciò, ha fatto tutto mentre, se non fa ciò, non vale la pena di fare nient’altro. Essa prega, predica e soffre per un vero battesimo del cuore, a fine di liberarlo perché accolga Cristo.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la redenzione che si attua nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Il male che esce dal cuore, contamina l’uomo”, dice il Signore. (cf. Mc 7,20)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
È cosa buona e giusta renderti grazie, Signore, Padre Santo, Dio eterno e onnipotente, per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.
Per mezzo dell’illuminazione della sua fede, egli ha respinto le tenebre da questo mondo e ha trasformato in figli della grazia quelli che deteneva la giusta condanna della legge. È venuto in questo mondo per il giudizio, in modo che i ciechi vedessero e che coloro che vedevano fossero accecati. Coloro che si sono riconosciuti nelle tenebre dell’errore hanno ricevuto la luce eterna che li libera dall’oscurità delle loro colpe. E gli arroganti che pretendevano possedere in se stessi la luce della giustizia furono gettati giustamente nelle proprie tenebre: gonfi del loro orgoglio e sicuri della loro giustizia, non cercavano il medico per essere guariti.
Avrebbero potuto accedere al Padre mediante Gesù che si era dichiarato la porta, ma perché si sono valsi dei propri meriti con insolenza essi rimangono ciechi.
È per questo che noi veniamo umilmente verso di te, Padre Santo, e senza vantare i nostri meriti apriamo la nostra ferita davanti al tuo altare; confessiamo le tenebre dei nostri errori, scopriamo le pieghe della nostra coscienza. Vogliamo con tutte le nostre forze contemplare il tuo volto, ma l’abituale oscurità della nostra cecità ce lo impedisce. Noi vogliamo vedere il cielo e non possiamo, poiché siamo resi ciechi dalle tenebre del peccato…
Vieni dunque a noi, Gesù, mentre preghiamo nel tuo tempio, e curaci in questo giorno, tu che non hai tenuto conto del sabato per compiere prodigi. Ecco che davanti alla gloria del tuo nome noi scopriamo le nostre debolezze: procuraci il rimedio alle nostre infermità. Aiutaci come hai promesso a coloro che ti pregano. Dal nulla tu ci hai creati quali siamo: prepara un unguento e applicalo sugli occhi del nostro cuore e del nostro corpo, affinché non incespichiamo come ciechi. Noi bagnamo i tuoi piedi con le nostre lacrime, non respingerci, poiché ci umiliamo. Signore Gesù, tu sei sceso sulla terra con umili sentimenti, noi vogliamo seguire le tue orme. Ascolta la nostra preghiera e liberaci dalla cecità dei nostri peccati affinché vediamo la gloria del tuo volto nella pace della beatitudine eterna.

 

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Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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