SESSA AURUNCA -Manucor, De Florio (Cisas), NO ai licenziamenti, ma ammodernamento degli impianti

 

De Florio Mario

di Nunzio De Pinto

 Un altro stabilimento casertano precipita nella crisi, attuando licenziamenti di lavoratori, secondo ormai una prassi costante. Questa volta, si tratta della MANUCOR s.p.a di Sessa Aurunca, l’unica azienda chimica del sessano, che ancora produceva, nonostante la crisi specifica di tutto il settore, che già dal 2008 aveva creato una flessione generalizzata dei consumi quasi del 20%. “Nel 2009” – ha affermato Mario DE FLORIO, segretario generale regionale della CISAS – “la situazione di mercato era continuata a peggiorare, per cui la direzione della Manucor, stabilimento che occupa 210 dipendenti, fra cui 50 impiegati, aveva varato un piano di salvataggio facendo ricorso alla Cigs, per un anno, e nella fattispecie dal 16 Novembre 2009 al 15 Novembre 2010. Il direttore generale della Manucor, Bassano” – ha aggiunto l’esponente sindacale – “avendo individuato una eccedenza di personale di 20 unità, di cui 5 impiegati, ha comunicato che essi saranno collocati in mobilità, non appena esperita la procedura prevista dalla legge 223/91, quella cioé relativa a “materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro”. Sull’argomento Mario De Florio – comunque – si dichiara “…contrario alla mobilità, inizio effettivo dei licenziamenti. I 20 lavoratori da licenziare non riuscirebbero più ad essere ricollocati sul territorio, né potrebbero favorire la imprenditorialità individuale, come afferma l’azienda. Il territorio” – denunzia De Folorio – “non offre alcun tipo di possibilità, essendo tutto il territorio sessano e la zona industriale aurunca diventato il cimitero delle aziende, una volta produttive, come Admirar Formenti, Sessa Plastica, Sopreffin, Manuli Film, Gari, Sibelco, che caratterizzano il fallimento del Consorzio Industriale del Garigliano. I problemi aziendali” – ritiene Mario De Florio – “non possono risolversi solo con la riduzione dell’Organico Aziendale, mentre la Società ha il dovere di investire per rendere gli attuali impianti maggiormente competitivi alle esigenze del mercato. Non è colpa certamente dei lavoratori” – ha tenuto a precisare il Segretario Regionale della CISAS – “se la Manucor non ha saputo reagire alla concorrenza estera, approfittando anche dei tassi di cambio quando erano più favorevoli all’area Euro. La Cisas” – precisa De Florio – “si appella al nuovo Ministro delle Attività Produttive, al Presidente della Regione Campania ed a tutti i Parlamentari ed i Consiglieri Regionali e Provinciali, specie quelli della zona, ad attivarsi per difendere la Occupazione, che nel comparto sessano è ormai scesa a zero, anche per le attività turistico-balneare ed agricole che si servono prevalentemente di lavoratori occasionali ed al nero”.

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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