+ VANGELO (Mt 16,13-19)

Mercoledì 29 giugno 2016
XIII Settimana del Tempo Ordinario

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

+ VANGELO (Mt 16,13-19)
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del Regno dei Cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’Uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei Profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che Io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli. E Io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei Cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei Cieli». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
La consegna delle chiavi del Regno dei Cieli per legare e sciogliere è l’investitura di Pietro come Capo degli Apostoli, Vicario di Gesù e uomo visibile per confermare nella Fede tutti i seguaci del Signore. Questo obbliga tutti i successori di Pietro a restare sempre fedeli all’insegnamento del Signore e per nessun ragione possono modificare la Parola di Dio.
Ci sono due passaggi nel brano di oggi che certificano questa elezione di Pietro. “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Ecco la ragione del cambiamento del nome del pescatore Simone in Pietro, proprio lui è diventato la Guida dei discepoli del Cristo e il Capo visibile della vera e unica Chiesa fondata dal Signore.
Non c’è nel mondo nessuna chiesa paragonabile a quella Cattolica, solamente in Essa è contenuto tutto il Deposito della rivelazione di Gesù.
Tutte le altre chiese protestanti o la Chiesa Ortodossa non posseggono le Verità di Fede complete, e nel corso dei secoli gli uomini hanno modificato, manipolato, quello che non hanno voluto osservare e che non è sembrato a loro conveniente.
Per questo è impossibile una riunificazione delle assemblee cristiane con la Chiesa Cattolica, in quanto l’unica condizione per realizzarsi è la loro accettazione completa della nostra Fede, e questo risulta quasi impossibile per la complessità delle loro credenze.
La vera Chiesa non può svilire quanto rivelato da Gesù per un’aggregazione umana e settaria! Preghiamo per una riunificazione nella verità, osservando pienamente quanto rivelato da Gesù ed insegnato da duemila anni dalla Chiesa Cattolica.
Nessun Papa ha mai immaginato di riunificare la Chiesa Cattolica con tutte le assemblee cristiane proprio per l’inconciliabilità che affiora in tutta la sua difformità teologica. Tutti noi siamo favorevoli alla riunificazione di tutti i cristiani, ma deve avvenire esclusivamente nella verità, nella piena osservanza della Parola di Dio custodita dalla Chiesa Cattolica.
La stessa espressione di Gesù a Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, cosa vuol dire se non la consegna ufficiale del Primato all’Apostolo, il quale, nonostante il triplice rinnegamento prima della discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo, rimase ancorato fino alla più piccola fibra al Vangelo storico?
Vediamo quali meriti poteva avere Pietro per ricevere questo elevatissimo incarico, quel ruolo che anche molti non credenti indicano come la più alta autorità morale del mondo, cioè il Papa. Più che meriti per Pietro indico due qualità: l’amore incondizionato a Gesù e la conseguente rocciosa Fede nel Figlio dell’Uomo.
Dopo la Pentecoste, Pietro risultava il Capo della Chiesa, come ci spiegano gli Atti degli Apostoli e la sua Fede raggiunse una elevata caratura. Leggiamo da questo Libro una solenne testimonianza di Pietro dinanzi agli uccisori di Gesù.
«Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: “Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel Nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è
la pietra che, scartata da voi, costruttori,
è diventata testata d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro Nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”» (At 4,8-12).
Grande era la Fede di Pietro e non scendeva a compromessi con nessuno e nessuna cosa, egli viveva in piena comunione con Gesù.
«Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta “Bella” a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina.
Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: “Guarda verso di noi”. Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel Nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”.
E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio» (At 3,1-8).
L’altra frase che vi presento e che ci rallegra molto riguarda l’indefettibilità della Chiesa. “Le potenze degli inferi non prevarranno su di Essa”.
Essa non è defettibile, non può cadere in difetto, mentre i suoi uomini sì, a qualunque livello. Ci sono tre attributi o proprietà della Chiesa Cattolica: l’infallibilità, l’indefettibilità, e l’autorità. Essi sono inerenti alla natura propria della Chiesa Cattolica e non possono venir separati da Essa.
L’altro Apostolo che festeggiamo solennemente oggi è San Paolo, un uomo straordinario per il coraggio e l’intrepidezza con cui ha superato prove indicibili nei suoi viaggi. La fermezza d’animo nell’affrontare un pericolo nel Nome di Gesù è sicuramente il segno dell’abbondante presenza dello Spirito Santo.
Nella seconda Lettera ai Corinzi troviamo bellissime affermazione dell’Apostolo Paolo sulla sua Fede, risponde anche all’accusa di debolezza che gli venne lanciata da alcuni cristiani molto confusi. Nel capitolo 10 troviamo questa sua risposta:
“Ora io stesso, Paolo, vi esorto per la dolcezza e la mansuetudine di Cristo, io davanti a voi così meschino, ma di lontano così animoso con voi; vi supplico di far in modo che non avvenga che io debba mostrare, quando sarò tra voi, quell’energia che ritengo di dover adoperare contro alcuni che pensano che noi camminiamo secondo la carne.
In realtà, noi viviamo nella carne ma non militiamo secondo la carne. Infatti le armi della nostra battaglia non sono carnali, ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, distruggendo i ragionamenti e ogni baluardo che si leva contro la conoscenza di Dio, e rendendo ogni intelligenza soggetta all’obbedienza al Cristo. Perciò siamo pronti a punire qualsiasi disobbedienza, non appena la vostra obbedienza sarà perfetta” (1-6).
Sempre in questa Lettera troviamo una difesa di Paolo e si vede costretto a fare il proprio elogio in una circostanza molto delicata.
“In quello in cui qualcuno osa vantarsi, lo dico da stolto, oso vantarmi anch’io. Sono Ebrei? Anch’io! Sono Israeliti? Anch’io! Sono stirpe di Abramo? Anch’io! Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte.
Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i trentanove colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde.
Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli.
Fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?” (11,21-29).
Ecco come deve essere il vero Apostolo di Gesù Cristo!
Pietro e Paolo rappresentano la vera Chiesa di Cristo, ricolma di verità e assoluta fedeltà al Vangelo. Forte nell’annuncio delle parole del Signore, senza scendere a compromessi con il mondo, neppure con chi è simpatico ma rimane nemico di Gesù. Neanche oggi è possibile fare una alleanza benedetta da Dio, con quanti negano la divinità di Gesù Cristo!

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

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