Nel 70 ‘ anniversario della tragedia della Laconia, commemorati due faentini Pirazzini e Zama

 

La chiesa di S. Bartolomeo, edificio fra i più antichi della città di Faenza. Il suo anno esatto di fondazione è tramandato da un’antica iscrizione: 1209. E’ importante come esempio di quell’architettura romanica quasi standardizzata che fra XII e XIII secolo vide diverse realizzazioni assai simili tra loro e di cui restano questa e l’identica San Lazzaro sulla Via Emilia.

Fu restaurata dopo la IV Guerra d’Indipendenza, nell’ambito della prima Guerra mondiale, ed i restauri hanno prodotto il radicale rifacimento della facciata e di altre parti, ben riconoscibili per il colore più chiaro e la superficie più netta del laterizio. Oggi questo edificio, gradevolmente incorniciato da pregevoli alberi, è il Sacrario dei Caduti di tutte le guerre.

Il 12 settembre, alle ore 19, nella chiesa è stata celebrata una S. Messa solenne in occasione del 70° anniversario della tragedia della Nave Laconia della Royal Navy. La cerimonia è stata officiata in memoria del Sergente Pirazzini Ferdinando e del Soldato Giuseppe Zama di Faenza dispersi in mare, organizzata da Adriana Pirazzini, figlia del Sergente Ferdinando, che all’epoca della tragedia aveva pochi mesi. La notte del 12 settembre 1942, il transatlantico, navigando a luci spente per evitare gli attacchi dei sommergibili nemici che pattugliavano tutti i settori dell’Atlantico, si trovava nei pressi dell’isola di Ascensione, quando venne silurato dall’U-156 tedesco, affondando in circa due ore. Una volta emerso, l’U-Boot tedesco si avvicinò ai naufraghi per fare prigionieri gli ufficiali, ma l’equipaggio si accorse che tra i naufraghi vi erano numerosi soldati italiani; immediatamente la notizia venne trasmessa e l’Ammiraglio Karl Dönitz ordinò di salvare i naufraghi, allertando contemporaneamente alcune unità che incrociavano nelle medesime acque, tra le quali l’U-506, comandato dal Capitano di vascello Erich Würdemann, e l’U-507, comandato dal Capitano di corvetta Harro Schacht, affinché facessero rotta verso il luogo dell’affondamento; egli inoltre trasmise la richiesta di aiuto alla base sottomarina della Regia Marina di stanza a Bordeaux, ed il Contrammiraglio Romolo Polacchini acconsentì, inviando uno dei sommergibili italiani, il Comandante Cappellini, comandato dal Tenente di vascello Marco Revedino, per coadiuvare i tedeschi nelle operazioni di salvataggio. Arrivarono anche aerei americani che bombardarono i mezzi di soccorso. Al termine delle operazioni di salvataggio, si contarono circa 1.700 morti.

Nel ricordo di quella tragedia le istituzioni erano purtroppo assenti alla cerimonia; presente amici ed una Delegazione dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus.

Dopo la S. Messa è stato suonato il Silenzio fuori ordinanza. Tanta commozione.

 

 

il delegato dell’ A.I.R.E

UFF. ARMENIO RODOLFO

348 5183624

Mattia Branco

Ho diretto, ho collaborato con periodici locali e riviste professionali. Ho condotto per nove anni uno spazio televisivo nel programma "Anja Show".

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *